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Esaltavano suprematisti e proponevano attentati, perquisiti 14 minori in tutta Italia

Con Pedro Almodovar (afp)

Venezia 77, Tilda Swinton a ruota libera: "Il genere, i figli, in cucina con Jarmusch e Guadagnino"

Alla Mostra di Venezia la masterclass con l'attrice scozzese, premiata con il Leone d'oro alla carriera, è l'occasione per aprire lo scrigno dei ricordi e per alcune riflessioni

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La mascherina è una più sobria, bianca di cotone, dopo aver sfoggiato quella bellissima dorata in stile veneziano per il tappeto rosso in occasione della consegna del Leone d'oro dalla mani di Cate Blanchett e il suo appassionato discorso che terminava con l'omaggio a Chadwick Boseman, "Wakanda forever". Tilda Swinton affronta la masterclass e presenta il corto d'autore realizzato con Pedro Almodovar The human voice da Cocteau, all'indomani della fine del lockdown, in uno studio spagnolo, il dolore di una donna lasciata dall'uomo che ama (già portato sullo schermo in passato da Anna Magnani e Sophia Loren). "Pedro è il mio ultimo amore", dice l'attrice,
(afp)

Brava Berlino: bene i premi neutri per genere

"Che sollievo, è una cosa positiva cui io sono molto sensibile. Un fatto di buon senso che sono sicura diventerà un esempio per altri festival. Gli esseri umani si interessano molto alle divisioni, alle classificazioni, ai compartimenti, che siano per genere, razza e classe sociale. Credo che invece si stia capendo che non è una direzione giusta. La vita è troppo breve e passare il tempo a classificarsi, omosessuale, eterosessuale, è solo uno spreco".
 

Derek Jarman, un miracolo

"Se non avessi incontrato Jarman non starei facendo film perché quello che ho trovato in lui era un modo di lavorare unico, è stato un vero miracolo. Derek era un artista, pittore prima che regista, abituato a lavorare da solo, ma era consapevole che il cinema fosse un lavoro collettivo. Quando ho lavorato con lui a Caravaggio (e mostra la t-shirt originale del film dell'86 sotto la giacca verde squillante) volevo essere un attore ma pensavo che fosse impossibile fare a Londra il cinema che io guardavo: Antonioni, Rossellini, Fassbinder. Incontrando lui ho avuto un'opportunità eccezionale, quello che lui faceva sul set era organizzare un party - che era il film - e dare a ognuno una responsabilità: tu pensi alla musica, tu al cibo. Al reparto costumi c'era Sandy Powell, appena uscita dalla sua scuola d'arte, poi c'eravamo noi attori e tutti gli altri. Così ho imparato l'arte della collaborazione nel cinema".

Luca Guadagnino, un fratello


"Ho conosciuto Luca quando è morto Derek. Non sono interessata a una carriera ma a una vita e per me il mio lavoro con il cinema fa parte della vita, non ne è separato. Con Derek, con Luca, con Jim (Jarmusch ndr) abbiamo cucinato, mangiato, fatto scherzi assurdi, siamo cresciuti assieme. Solo sulla base di questa fratellanza poi nasce il cinema, prima vengono le conversazioni e poi i film".

Venezia, Berlino e i figli che imparano a camminare nei corridoi dell'hotel De Bains

"A Venezia sono molto affezionata. I gemelli hanno imparato a camminare nei corridoi dell'hotel Des Bains, un'immagine un po' in stile Shining, e il fatto che l'albergo non esista più mi ha ispirato una fantasia, magari tra dieci anni verremo qui con i nostri bastoni e magari l'hotel sarà riaperto. Tutto quello su cui puoi contare sono i cambiamenti. Quando sono stata al festival di Berlino per Caravaggio negli anni Ottanta, mia nonna che aveva 86 anni mi ha dato una lista di tutti i suoi posti del cuore. Una volta là ho capito che erano i luoghi della Berlino degli anni Venti ed erano quasi tutti nella Berlino Est. Il puzzle non si è mai più ricomposto, per me Berlino è rimasta quella degli anni magici della mia formazione".

 

L'educazione dei ragazzi

"Per molti anni sono stata coinvolta in un progetto di scuola steineriana che avevo fondato in Scozia, dove sono andati anche i miei due figli, e che è stata molto importante per la mia vita. Da quella esperienza è nato un film d'essai sulla natura dell'apprendimento, un tema che durante questo periodo di lockdown ha fatto tutti molto riflettere, dalle fratture, come quella che abbiamo vissuto durante la pandemia, penso che si debba ricavare l'opportunità di cambiare. Mi pongo la domanda: di cosa hanno e avranno bisogno i dodicenni di oggi nel loro futuro? Flessibilità, autonomia, relax, sono le risposte".