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Venezia 77, Guadagnino presenta il doc su Ferragamo: "Il lockdown ci ha ribadito quanto abbiamo bisogno di cinema"

Il regista alla mostra con un film in cui racconta la storia dello stilista e un corto realizzato a fine lockdown nella Sicilia della sua infanzia
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"Salvatore Ferragamo ha vissuto tutta la sua vita da outsider, prima nel piccolo paese di Bonito (dove in una notte fece le scarpe alla sorella per la prima comunione), poi a Napoli dove ha imparato il mestiere, in seguito a New York dove è emigrato e ancora a Santa Barbara, California e a Hollywood dove ha fatto scarpe per i divi del muto, poi il ritorno in Italia. La sua figura eccentrica e titanica mi ha conquistato, mi interessava raccontare la sua capacità di rischio, il fatto che abbia fallito e trionfato".

Luca Guadagnino presenta alla Mostra, fuori concorso, il documentario Salvatore Ferragamo - Shomaker of dreams (poi in sala con Lucky Red) insieme al corto Fiori, fiori, fiori! "realizzato appena è stato allentato il lockdown - racconta il regista - in tre siamo partiti da Milano con un iPhone e un tablet per andare nei luoghi della mia infanzia, a bussare le porte ad alcune persone che hanno segnato la mia adolescenza. Sono felice di pres…
"Salvatore Ferragamo ha vissuto tutta la sua vita da outsider, prima nel piccolo paese di Bonito (dove in una notte fece le scarpe alla sorella per la prima comunione), poi a Napoli dove ha imparato il mestiere, in seguito a New York dove è emigrato e ancora a Santa Barbara, California e a Hollywood dove ha fatto scarpe per i divi del muto, poi il ritorno in Italia. La sua figura eccentrica e titanica mi ha conquistato, mi interessava raccontare la sua capacità di rischio, il fatto che abbia fallito e trionfato".

Luca Guadagnino presenta alla Mostra, fuori concorso, il documentario Salvatore Ferragamo - Shomaker of dreams (poi in sala con Lucky Red) insieme al corto Fiori, fiori, fiori! "realizzato appena è stato allentato il lockdown - racconta il regista - in tre siamo partiti da Milano con un iPhone e un tablet per andare nei luoghi della mia infanzia, a bussare le porte ad alcune persone che hanno segnato la mia adolescenza. Sono felice di presentare insieme due lavori che sono omaggi ai padri".


Il documentario ricostruisce la storia di questo genio della moda attraverso interviste alla famiglia, agli storici della moda e del cinema tra cui Martin Scorsese, a un 'collega' come Manolo Blahnik ma soprattutto attraverso molto materiale d'archivio, i bozzetti e i brevetti di tutte le sue invenzioni creative dal tacco di tappi di sughero a quelli a gabbia di fili di metallo, lo studio del piede e la ferrea volontà di fare scarpe belle ma anche comode.

Una storia raccontata in prima persona attraverso la voce di Michael Stuhlbarg (il papà di Chiamami col tuo nome). "Mi interessava mettere in luce l'incredibile processo creativo che stava dietro al lavoro di Ferragamo che era un uomo ambizioso ma mosso principalmente dalla qualità e dall'etica della creazione. Se oggi fosse vivo sono sicuro che sosterrebbe un giovane talento, perché lui era per la trasmissione del sapere - prosegue Guadagnino - il mio rapporto con la moda è ancestrale e si è creato nel tempo entrando negli armadi di mia madre e di mia zia. Per me la moda significa forma e identità molto più che lusso e flash".

Venezia 77. 'Salvatore - Shoemaker of dreams', Ferragamo nel doc di Luca Guadagnino


A pochi giorni dal lancio internazionale della sua serie tv e mentre già fa progetti per il cinema ("mi interrogo come fare scene d'amore e passione con le regole anti-Covid, ma sono sicuro di risolvere" dice) Guadagnino riflette sul momento storico. "La quarantena è stato un momento difficile per tutti e anche per me in particolare per motivi personali. Di positivo c'è stato il fatto che si è viaggiato meno, io che lavoro con il mondo anglosassone ma ho deciso di rimanere a vivere nella mia Milano, trovo faticoso dover spesso essere in viaggio per la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. Mi ha colpito il fatto che durante il lockdown le persone abbiano avuto bisogno di storie, di cinema. L'ho trovato commuovente. Esiste una sorta di combattimento tra chi crede che in futuro vedremo solo film in streaming e chi crede nell'esigenza della condivisione al cinema. Io faccio parte di questa seconda categoria".