"Never gonna snow again" 

Venezia 77, le recensioni di "Never gonna snow again" e "Dear Comrades!"

In concorso i film di Malgorzata Szumowska con Michael Englert e di Andrej Konchalovskij

1 minuti di lettura
Malgorzata Szumowska, autrice di Never gonna snow again insieme all’ex marito e direttore della fotografia Michael Englert, è un nome noto ai frequentatori di festival (da Berlino a Locarno), anche se nessun suo film è mai uscito in Italia. In questo caso spiazza il tono da commedia, seppur nerissima, per raccontare piccole vite e follie quotidiane degli abitanti di un quartiere surreale di Varsavia. Villette a schiera, a perdita d’occhio oltre una foresta. A guidarci tra i personaggi, specie femminili (una madre disperata e alcolista, una vedova che ha seppellito il marito in giardino, una signora devota ai propri cani), Zenia, immigrato ucraino. Nato a Chernobyl poco prima del disastro nucleare, forse dotato di poteri taumaturgici, Zenia riscuote successo come massaggiatore e osserva imperturbabile, come una specie di angelo visitatore. Il film è costruito per gag, spesso divertenti ma comunque raggelanti, e la freddezza dello sguardo lascia un piccolo spazio alla pietà. Tenere il tono per l’intero film era difficile, ma i registi ci riescono anche se rischiano qualche sbandata onirica e simboli.

"Dear Comrades!" 


Nome storico del cinema russo, poi emigrato in America, Konchalovskij è uno dei registi più prestigiosi del concorso veneziano. Il film rievoca il massacro di Novocerkassk, quando nel 1962 uno sciopero in una fabbrica, per protesta contro l’aumento dei prezzi, venne represso nel sangue. Il racconto delle dinamiche burocratiche e politiche ha nella prima parte toni quasi da commedia grottesca, ma presto arriva la tragedia. Una solerte funzionaria del Kgb scopre che la figlia ribelle è sparita e la cerca tra le vittime. Konchalovskij sceglie il bianco e nero e una messa in scena classicissima, quasi accademica: i dialoghi all’inizio spiegano la situazione in maniera un po’ didascalica, e poi le ansie della protagonista sono raccontate con solido professionismo, seguendo un copione tradizionale e abbastanza efficace.

Voti
"Never gonna snow again" 3 stelle e 1/2 su 5
"Dear comrades!" 3 stelle su 5