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Venezia 77, i premi delle sezioni collaterali

Dal Leoncino d'oro alla miglior opera prima della Settimana della Critica, assegnati i riconoscimenti delle categorie secondarie della Mostra

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In attesa del verdetto del concorso ufficiale della 77esima Mostra del Cinema di Venezia, sono intanto stati assegnati i premi delle sezioni collaterali.

Venezia 77. 'Le sorelle Macaluso' di Emma Dante: "Tre generazioni di guerriere"


Premio Pasinetti
Emma Dante con Le sorelle Macaluso premiato anche per l'intero cast femminile e Alessandro Gassmann per la migliore interpretazione maschile nell'opera prima di Mauro Mancini Non odiare, in concorso alla Settimana della Critica, sono i vincitori dei Premi Francesco Pasinetti 2020 assegnati tra tutti i film italiani presenti alla Mostra di Venezia dai giornalisti cinematografici (Sngci).

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Settimana Internazionale della Critica
Assegnati i premi della 35esima edizione della Settimana della Critica (Sic), sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato nazionale critici cinematografici italiani (Sncci). La giuria internazionale composta da Wendy Mitchell, Eugenio Renzi e Jay Weissberg ha assegnato il Gran Premio Settimana Internazionale della Critica a Hayaletler (Ghosts), opera prima della regista turca Azra Deniz Okyay: "Attraverso un vivido ritratto delle tensioni che lacerano la società turca contemporanea, il film esplora audacemente l'intersezione di inquietudini pubbliche e private. La giuria è rimasta particolarmente colpita da come la regista rispetti i suoi personaggi come individui e non come mere controfigure di problemi sociali assortiti, riuscendo a dipingere un quadro che abbraccia molteplici comunità". Nell'ambito della quinta edizione di Sic@Sic (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica) la giuria composta dai produttori cinematografici Nicola Giuliano, Donatella Palermo e Giovanni Pompili ha selezionato i seguenti vincitori, tutti italiani, tra i sette cortometraggi in concorso: premio al miglior cortometraggio a J'ador di Simone Bozzelli: "Rivela la capacità espressiva di un giovane regista che riesce a raccontare le complesse dinamiche psicologiche di ricerca dell'inclusione sottese a fenomeni diffusi come violenza, bullismo, razzismo e sopraffazione". Premio miglior regia a Le mosche di Edgardo Pistone: "Per la capacità di raccontare con uno sguardo mai banale un episodio che segna in modo drastico la perdita dell'innocenza e il passaggio all'età adulta". Premio al miglior contributo tecnico a Gas Station di Olga Torrico: "Per la ricerca accurata e l'intelligente utilizzo del materiale di repertorio". Il Premio Circolo del cinema di Verona, assegnato da una giuria composta da soci under 35 del Circolo di Verona e destinato al film più innovativo della sezione, è andato a Pohani Dorogy (Bad Roads) di Natalya Vorozhbit (Ucraina). Il Premio Mario Serandrei - Hotel Saturnia per il miglior contributo tecnico è andato al film Topside degli statunitensi Celine Held e Logan George per la scenografia di Nora Mendis e il montaggio di Logan George.

Leoncino d'oro
Il Premio Leoncino d'Oro è stato assegnato a Nuevo Orden di Michel Franco con la seguente motivazione: "Per aver mostrato scenari inquietanti, proprio perché plausibili, per aver magistralmente diretto un'opera indispensabile, che si presenta come un severo monito per lo spettatore e per aver lanciato un messaggio universale sulla necessità di agire prima che sia troppo tardi". In questa particolare edizione, i giovani giurati provenienti da tutta Italia hanno anche assegnato il premio Segnalazione Cinema For Unicef a Notturno di Gianfranco Rosi: "Per aver mostrato una realtà dove anche i bambini parlano il linguaggio della sofferenza e aver riunito in un lungo viaggio interi territori accomunati dagli echi di un conflitto statico e senza fine".

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Premio Arca CinemaGiovani
Il premio Arca CinemaGiovani, assegnato quest'anno da 25 giurati under 26 provenienti solo dall'Italia tra tutti i film presenti alla Mostra, è andato a Notturno di Gianfranco Rosi: "Per la poesia di scene senza tempo, e di immagini che trascendono la dimensione dello schermo per poi cristallizzarsi nell'animo dello spettatore. Per aver saputo raccontare lo spettro di guerre, che vivono nel rumore degli spari, nei bagliori lontani delle esplosioni, nei racconti dei bambini, nei pianti delle madri. Per averci mostrato come la crudeltà e disumanità della guerra lasci segni e ferite anche nella più semplice quotidianità. Per aver scavato nei nostri cuori attraverso la potenza devastante della sua straordinaria fotografia e aver riportato l'attenzione su una realtà e un conflitto ormai dimenticato e abbandonato dai media".