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Venezia 78, Hollywood torna con grandi divi e kolossal

Nella selezione del direttore Alberto Barbera e del presidente Roberto Cicutto Villeneuve, Scott, un’opera da Elena Ferrante e anche un anonimo
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Il cartellone di Venezia 78 proposto dal direttore Alberto Barbera e dal presidente Roberto Cicutto ha una ricchezza che ci riporta a un'altra era. Anteprime mondiali, grandi autori e nuove scoperte, divi e kolossal hollywoodiani popoleranno la Mostra dal primo all'11 settembre.
Dune, la sfida fantasy filosofica di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet e Zendaya, The last duel di Ridley Scott con Adam Driver e Matt Damon, la Diana vista da Pablo Larraín con Kirsten Stewart in Spencer, The power of the dog di Jane Campion, dal romanzo di Thomas Savage del '67 storia di due fratelli in un ranch divisi dall'amore di una donna. Tra le cinque cineaste in gara anche Maggie Gyllenhaal, che esordisce con The lost daughter, da La figlia oscura di Elena Ferrante con Olivia Colman e Alba Rohrwacher, Ana Lily Armipour con Mona Lisa and the blood moon su una donna con poteri mentali a New Orleans, la francese Audrey Diwan con L'événement, dal libro …

Il cartellone di Venezia 78 proposto dal direttore Alberto Barbera e dal presidente Roberto Cicutto ha una ricchezza che ci riporta a un'altra era. Anteprime mondiali, grandi autori e nuove scoperte, divi e kolossal hollywoodiani popoleranno la Mostra dal primo all'11 settembre.
Dune, la sfida fantasy filosofica di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet e Zendaya, The last duel di Ridley Scott con Adam Driver e Matt Damon, la Diana vista da Pablo Larraín con Kirsten Stewart in Spencer, The power of the dog di Jane Campion, dal romanzo di Thomas Savage del '67 storia di due fratelli in un ranch divisi dall'amore di una donna. Tra le cinque cineaste in gara anche Maggie Gyllenhaal, che esordisce con The lost daughter, da La figlia oscura di Elena Ferrante con Olivia Colman e Alba Rohrwacher, Ana Lily Armipour con Mona Lisa and the blood moon su una donna con poteri mentali a New Orleans, la francese Audrey Diwan con L'événement, dal libro di Annie Ernaux sull'esperienza di aborto illegale nella Francia del 1960. Firmano a quattro mani Natasha Merkulova e Aleksey Chupov il russo La fuga del capitano Volkonogov, storia vera delle persecuzioni politiche del 1938 in Urss.

Olivia Colman in The lost daughter 

La satira di Competencia oficial con Penelope Cruz e Antonio Banderas, oltre all'apertura con Madres Paralelas di Pedro Almodovar. "Durante l'anno - ha spiegato Barbera - abbiamo visto tanti film, ci ha sorpreso la qualità media più alta, come se la pandemia avesse stimolato la creatività a tutti". Il direttore si dice "molto ottimista per la salute dell'industria cinematografica, con il green pass e le vaccinazioni che proseguono, speriamo che l'autunno 2021 sia l'auspicata ripartenza. Quest'anno vediamo il ritorno in forza degli americani attraverso le major (Warner, Disney, Universal, ndr) e quindi anche star e divi che l'anno scorso erano un po' mancati". La lista dei divi è infinita "e tutti hanno detto che verranno".

Penelope Cruz in Competencia oficial  

Tra i temi affrontati sul grande schermo "tante storie al femminile. Madri coraggio costrette a reggere il peso di famiglie e società, il cinema politico con storie di vecchi e nuovi regimi, la violenza di genere". Barbera non ha esitato a definire alcuni film disturbanti per violenza o temi affrontati. Come il primo "anonimo" della storia della mostra: il corto Sad Film firmato con lo pseudonimo di Vasili, racconto della sanguinaria repressione delle proteste contro il golpe in Myanmar. Farà discutere anche Amira dell'egiziano Mohamed Diab, sui bimbi palestinesi concepiti con lo sperma dei padri detenuti, fatto uscire clandestinamente dalle carceri.
Fuori concorso, la musica, sempre presente alla Mostra: stavolta porta i film su Leonard Cohen e la sua canzone Hallelujah, su Ezio Bosso e su Fabrizio De André. È un'edizione che aspira alla certificazione no carbon, virando sul green, per diventare il primo festival ad ottenerla. E nel rispetto dei protocolli Covid: "Seguiremo tutte le indicazioni e abbiamo stanziato una cifra più alta - dice Cicutto - dopo l'edizione eccezionale nel 2020 speravamo nella tranquillità del green pass, non è così". Rispetto allo scorso Cannes al passaporto vaccinale si aggiunge il distanziamento in sala che dimezza i posti da 8 a 4 mila, "ma il green pass sarà associato al badge in modo da non doverlo controllare". Rispetto all'anno scorso l'affluenza aumenta, "siamo a tre quarti di presenze rispetto a un'edizione normale".