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Venezia 78, 'Una relazione', dalla realtà al film: così gli ex raccontano la fine dell’amore

Stefano Sardo rivela la genesi autobiografica del film con Guido Caprino, Elena Radonicich e Libero De Rienzo in una delle sue ultime apparizioni. In sala dal 13 al 15 settembre e poi su Amazon Prime
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Sono insieme da quindici anni e quando durante una cena sul terrazzo annunciano una novità, gli amici si aspettano le nozze e non l'addio che i due dicono gestiranno restando amici. Stefano Sardo e Valentina Gaia hanno vissuto nella realtà, come coppia, "l'onda lunga della separazione", trasformandola in un film e in un libro HarperCollins. Una relazione (prodotto da Ascent e Nightswim), presentato alle veneziane Giornate degli autori, in sala dal 13 al 15 settembre e poi su Amazon Prime, è una commedia malinconica e musicale con protagonisti Guido Caprino e Elena Radonicich. C'è anche Libero De Rienzo, in una delle sue ultime interpretazioni, in un personaggio che ricorda il Bart di Santa Maradona.

 

Venezia 78, 'Una relazione', commedia sulla separazione - trailer in anteprima

Stefano Sardo spiega la genesi del film: "Volevamo raccontare quella parte di romanticismo che esist…

Sono insieme da quindici anni e quando durante una cena sul terrazzo annunciano una novità, gli amici si aspettano le nozze e non l'addio che i due dicono gestiranno restando amici. Stefano Sardo e Valentina Gaia hanno vissuto nella realtà, come coppia, "l'onda lunga della separazione", trasformandola in un film e in un libro HarperCollins. Una relazione (prodotto da Ascent e Nightswim), presentato alle veneziane Giornate degli autori, in sala dal 13 al 15 settembre e poi su Amazon Prime, è una commedia malinconica e musicale con protagonisti Guido Caprino e Elena Radonicich. C'è anche Libero De Rienzo, in una delle sue ultime interpretazioni, in un personaggio che ricorda il Bart di Santa Maradona.

 

Venezia 78, 'Una relazione', commedia sulla separazione - trailer in anteprima

Stefano Sardo spiega la genesi del film: "Volevamo raccontare quella parte di romanticismo che esiste nella separazione e che invece al cinema viene spesso raffigurata con una cesura netta, un taglio, un cambio di scenario: lui sorprende lei con l'amante, lo lascia, la sua vita cambia. Nella realtà le separazioni possono avere tempi diversi. Il nostro è un film d'amore". L'hanno immaginato quando ancora stavano insieme, "non so se aveva qualcosa di oscuramento profetico. Quando ci siamo lasciati, avevamo già un contratto per scrivere questa sceneggiatura e ci siamo chiesti se volevamo scriverla lo stesso" prosegue Sardo. "Si è rivelato un processo catartico. In comune con i protagonisti, per altre cose molto diversi, avevamo l'idea di salvare le cose buone. Quando sei da tanto con qualcuno e non ti sei fatto del male, è difficile tracciare una linea di esclusione, difesa. Allora bisogna riscrivere le regole, ed è molto più complicato perché ti muovi in un territorio poco codificato. Tommaso e Alice provano a restare amici, rendendosi conto che dietro questo loro desiderio positivo c'è anche una sorta di immaturità con cui devono fare i conti".

Lavorare insieme per gli ex non è stato immediato. "Ho chiesto a Valentina di buttare giù un copione, mi è arrivato un malloppo un anno e mezzo dopo, erano mesi che non ci sentivamo. L'ho riscritto, rimandato ed è iniziata una corrispondenza, poi la revisione l'abbiamo fatta insieme. Le cose che non c'eravamo mai detti, ce le siamo scritte". Intorno alla coppia - che litiga, si desidera,  si apre a nuove storie, si ripiega - si muovono una serie di amici, tra sogni e precarietà di una generazione "i finali delle storie sono i momenti più disperatamente romantici, in cui ci si concede tutto, si regredisce. Ma nel film c'è anche il ritratto di una certa contemporaneità, un certo modo di stare al mondo. Una generazione che vedo intorno a me, che sdrammatizza tutto, che non ha vissuto nessuna epica nella sua giovinezza e che si ritrova adulta a scherzare su tutto, anche sul grande dolore. Una volta la vita era scandita da tappe chiare, ora è come se fossimo autorizzati a essere giovani per sempre. Non ti trasformi, non diventi altro, resti a chiacchierare, a farti l'aperitivo come vent'anni prima".

La musica occupa uno spazio importante, "nella mia vita precedente di musicista io scrivevo delle mie paure sentimentali nelle canzoni, era un diario, una valvola di sfogo. Nel film ci sono brani miei che canta Caprino e si sentono canzoni che ha scritto Valentina". Guido Caprino è stata una scelta naturale, figlia dell'esperienza fatta sul set della trilogia 1992,1993,1994, Sardo era uno degli sceneggiatori-showrunner "mi sono occupato molto del personaggio di Pietro Bosco, conosco il valore e la sensibilità di Guido, mi piaceva portarlo su un territorio diverso, meno mascolino e muscolare, più intimista e introverso. Per i brani ha lavorato con un vocal coach, con grandi risultati. Anche Elena nel gruppone della serie, mi pareva l'unica capace di essere buffa e intelligente, con ritmi da commedia. Insieme hanno funzionato".

E poi, tra gli amici della coppia, c'è il più ironico e disincantato, cinico ma anche morbido, con una concezione sacrale dell'amicizia. Lo interpreta Libero De Rienzo, scomparso il 15 luglio scorso. "Sono amico di Marco Ponti dai tempi dell'università" racconta i l regista. "Quando ha girato Santa Maradona vivevo quella Torino lì e c'è una mia canzone nel film. Quando vidi il film, come mezza Italia, m'innamorai di De Rienzo, dei suoi tempi comici da ninja, di quel dire le cose del cazzeggio con estrema serietà. Questa cosa di Bart non l'ha mai più avuta nella sua carriera discontinua, un po' buttata via, perché Picchio era irregolare, anche nelle scelte. Poi ci sono stati Smetto quando voglio e il ritorno con Marco. Però poca roba rispetto al suo talento. Io sognavo di fargli rifare quel Bart li vent'anni dopo, che è un po' sceso a patti con la vita, si è trovato un mestiere, porta addosso la fatica, si vedono i segni della vita, si vede il tempo che è passato. Picchio sul set è stato bravissimo, mai banale, improvvisava, ogni volta che entra in scena strappa la risata. Mi ha fatto un regalo. Avevo voglia di allargare il suo personaggio, aggiungere battute. E invece è stato l'unico attore, durante il secondo lockdown, che è risultato positivo, anche se asintomatico, qualche scena l'abbiamo dovuta tagliare e mi spiace, perché ogni volta che sullo schermo c'è lui è speciale". Poi è successo questa cosa su cui c'è poco da dire: a volte chi è più fragile s'incarta. Lui aveva tantissime qualità, ed è un dolore e un peccato".