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Oscar Isaac e Jessica Chastain 

Venezia 78, 'Scene da un matrimonio', Oscar Isaac e Jessica Chastain: "Non saremo più amici dopo questa serie"

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I due attori, vicini fin dai tempi del college, sono i protagonisti di una nuova versione della serie/film di Ingmar Bergman adattata da Hagai Levi, regista e sceneggiatore di 'The affair' e 'In treatment'. Cinque episodi su Sky dal 20 settembre
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Scene da un matrimonio, oggi. Anatomia di una coppia apparentemente felice che si disgrega nell'incomunicabilità, tra segreti, liti, botte, figli, sesso, molto odio e ancor più amore. Tocca a Hagai Levi rileggere il lavoro di Ingmar Bergman, restituendolo alla forma di serie, su Sky e Now dal 20 settembre.

Nel 1973 il maestro svedese concepisce uno sceneggiato su una crisi coniugale in sei episodi, riadattandolo poi in un film che ne mantiene la struttura, riducendone il minutaggio. Protagonisti della storia dal sapore autobiografico, Liv Ullmann (da cui il registaa ha avuto una figlia) e Erland Josephson, che torneranno trent'anni dopo nel seguito Sarabanda.

Un progetto che il regista sceneggiatore israeliano di In treatment e The affair ha inseguito a lungo. "La prima volta che ho visto o film avevo 18 anni e vivevo in un piccolo kibbutz in Israele. Ero totalmente innocente, non sapevo nulla di arte. È stato un shock per la brutalit…

Scene da un matrimonio, oggi. Anatomia di una coppia apparentemente felice che si disgrega nell'incomunicabilità, tra segreti, liti, botte, figli, sesso, molto odio e ancor più amore. Tocca a Hagai Levi rileggere il lavoro di Ingmar Bergman, restituendolo alla forma di serie, su Sky e Now dal 20 settembre.

Nel 1973 il maestro svedese concepisce uno sceneggiato su una crisi coniugale in sei episodi, riadattandolo poi in un film che ne mantiene la struttura, riducendone il minutaggio. Protagonisti della storia dal sapore autobiografico, Liv Ullmann (da cui il registaa ha avuto una figlia) e Erland Josephson, che torneranno trent'anni dopo nel seguito Sarabanda.

Un progetto che il regista sceneggiatore israeliano di In treatment e The affair ha inseguito a lungo. "La prima volta che ho visto o film avevo 18 anni e vivevo in un piccolo kibbutz in Israele. Ero totalmente innocente, non sapevo nulla di arte. È stato un shock per la brutalità, il vedersi davanti la nuda verità. E lo stupore dell'arte creata ad altissimo livello in modo così minimalista, due persone che parlano. È stata una delle cose che mi ha fatto iniziare a studiare cinema". Adattarla a oggi significava anche, per Levi, personalizzarla: "Ho reso Jonathan ebreo, come me, ne ho avvicinato i tratti a me stesso. E ho reso Mira un tipo di donna che conosco molto bene". Racconta la difficoltà di rendere la storia contemporanea: "Prima di tutto oggi le coppie sono sofisticate, alcune cose oggi sembrerebbero un cliché, una delle sfide è stata spostare il discorso sul fatto che ci sono talmente tanti divorzi in questo momento e non puoi fingere di non essere consapevole della possibilità". Negli anni Settanta al film seguì un aumento dei divorzi in Scandinavia: "In realtà, se mai ci sarà un impatto, stavolta penso che potrebbe essere esattamente il contrario, Bergman affrontava il prezzo del matrimonio, io quello della separazione, cosa di cui nella cultura in cui viviamo non si parla molto". Fondamentale la scelta dei due protagonisti, Jessica Chastain e Oscar Isaac, già marito e moglie nel film 1981: Indagine a New York, ex compagni di corso alla Juilliard di Manhattan, un'amicizia ventennale cementata dal perfezionismo di lei e dall'ossessione di lui. Gli attori si affacciano su Zoom, lui molto casuale nella casa newyorkese, sullo sfondo una tenda beige, lei perfettamente truccata e vestita, sullo sfondo una vetrata che affaccia sui tetti di Milano  (è sposata con il manager Gian Luca Passi).

La serie sarà in anteprima a Venezia, dove Isaac porta anche "Dune" e "Il collezionista di carta".

Isaac: "Sarà la mia seconda volta, la prima e unica era stata per W.E. il film diretto da Madonna, nel 2011".
Chastain: "Lo ricordo bene perché c'ero anch'io, venni per Wild Salomè con Al Pacino: Oscar, smetti di essere così sincronizzato con la mia vita".
Isaac: "Già il fatto che la serie sia presentata alla Mostra mi rende orgoglioso fino all'inverosimile".
Chastain: "Che nella selezione di qualità grandiosa ci sia spazio per noi è un onore raro. Vedrò La figlia oscura di Maggie Gyllenhaal e Dune. Ho già visto È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, un capolavoro, il suo miglior film, al Lido lo rivedrò".

In un set così intimo e intenso ha influenzato il vostro rapporto?

Chastain: "Non siamo più amici. Non ci sopportiamo più".

Isaac: "Abbiamo deciso di sacrificare l'amicizia per il bene dello show".

Chastain: "La prima settimana di prove stavamo leggendo il copione, l'ho guardato e ho pensato: non credo che saremo amici dopo questo, Oscar. La verità è che tiriamo fuori il meglio l'uno dall'altro, lavorando insieme. Penso che faremo altre cose insieme, Oscar è il mio "marito lavorativo". Tra vent'anni metteremo in fila tutta una schiera di nostre relazioni al cinema e a teatro".

Nel film un'intervistatrice chiede alla coppia la definizione di matrimonio di successo. La vostra?

Chastain: "Quello in cui due persone si completano, sono indipendenti e si evolvono insieme. Finché ci sono crescita e apprendimento nel matrimonio ha successo".
Isaac: "Le posso solo dire che sono felice e innamorato".

La casa è al centro della storia. All'inizio Mira e la sua palette di vestiti beige la fonde nell'ambiente.

Isaac. "Trovo incredibilmente commoventi le inquadrature della casa vuote fatte ogni sera, ogni settimana dopo il set. Come un campo di battaglia abbandonato. La casa è il terzo personaggio, ancor di più della serie, cambia e si trasforma insieme al rapporto della coppia".

Chastain: "Abbiamo iniziato a girare nell'ottobre dello scorso anno, periodo piuttosto spaventoso in termini di pandemia, non c'era nessun vaccino o altro.  E praticamente abbiamo vissuto sempre sul set, isolati".

Meglio un franchise Marvel o un piccolo film intimo fatto di conversazioni?

Chastain: "Preferisco questo. Questo è il modo in cui abbiamo studiato al college, è come lavorare a teatro, con scene da venticinque minuti. All'inizio non sai dove stai andando, ma con Oscar ci conosciamo da tanto, abbiamo la stessa formazione, siamo preparati. Tutto sembra così reale che ti perdi mentre reciti, nel flusso, improvvisi. È stato incredibilmente emozionante, estenuante, pericoloso, ma incredibilmente reale. Ovviamente questo è possibile solo se incontri qualcuno che tira fuori il meglio di te e ti sfida".

Isaac: "In realtà questo è un ibrido strano, che non puoi paragonare a un kolossal, ma neanche a qualsiasi altro film drammatico. Vive in una dimensione separata. È un flusso sincronizzato che ti avvolge completamente. La cosa più difficile è uscirne a fine giornata. Dover tornare a casa dalla tua famiglia, essere un genitore. Ti senti svuotato. È stata una delle cose più difficili e impegnative mai fatte".

Chastain, il suo  rapporto con Liv Ullmann, che l'ha diretta in Miss Julie.

Chastain: "Lavorare con Liv è stata una delle più grandi esperienze che abbia mai avuto. Ero ossessionata da lei. Ho letto tutti i suoi libri. Ho visto tutti i suoi film. Ho letto il libro di sua figlia. Penso che sia una persona e un'attrice incredibile. L'unica cosa che ho davvero preso da lei per Mira è quel qualcosa di infantile, l'essere senza pelle, sentire tutto e darsi il permesso di farlo. Sul set mi sono concessa di essere vulnerabile. Liv è stata una Marianne perfetta, ma il mio personaggio è un altro, è un adattamento moderno, Mira è una nuova interpretazione del personaggio di Bergman".

Liv Ullmann e Erland Josephson nel film di Ingmar Bergman del 1973 

Cos'avete imparato riguardo alla vita vera?

Chastain: "È un momento nella società in cui molte donne sono i capifamiglia. E a volte immagino che ci sia un po' di imbarazzo, non vogliono umiliare il marito. Quindi si fanno più piccole a casa, perché vogliono che il loro marito si senta il re. La mia Mira inizia con una versione muta di se stessa, poi si emancipa. Grazie a Dio ho sposato la persona più sicura di sé e solidale, non devo farmi piccola. Vivere con gioia il successo in realtà aiuta la relazione".

La pandemia è stato un periodo complicato per molte coppie. La serie mette sul piatto esperienze difficili da guardare.

Isaac: "A me capita di ascoltare una canzone davvero triste, può essere molto catartico. Ti fa sentire davvero bene entrare in contatto con quella sensazione, ti senti meno solo, che qualcuno capisce quanto può essere difficile e lo mostra nella sua verità".

Chastain: "Trovo che sia un'incredibile storia d'amore con un finale bellissimo e vero. Certi tipi di amore includono il possesso dell'altro, e altri amori no. Penso che l'amore più bello sia quello dato liberamente. senza aspettative e senza proprietà".