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Zendaya e Timothée Chalamet in 'Dune' di Denis Villeneuve (ansa)

Venezia 78. Giovani leoni, il cinema di domani nel volto dei ventenni

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Al Lido una nuova generazione di attrici, attori e autori. Hanno meno di 30 anni e tanta voglia di cambiare
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Alla Mostra 78 il ruggito dei giovani leoni. Il "Messia" Timothée Chalamet e la guerriera Zendaya, la nuova musa almodovariana Milena Smit e la regina degli scacchi Anya Taylor-Joy nel musical horror di Edgar Wright Last night in Soho, il francese lanciato da François Ozon con Summer '85, Benjamin Voisin è al centro di Illusioni perdute da Balzac, la sudcoreana Jeon Jong-seo, già vista nel folgorante Burning, è al centro film Mona Lisa and the blood moon di Ana Lily Amirpour. Per l'Italia l'alter ego senza pelle di Paolo Sorrentino, Filippo Scotti, e ancora Aurora Giovinazzo, freak con Pietro Castellitto per Gabriele Mainetti. Benedetta Porcaroli è Donatella Colasanti nel film La scuola cattolica che rievoca, con l'aiuto di una schiera di ventenni, il contesto malato in cui si è consumata la strage del Circeo. 

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Alla Mostra 78 il ruggito dei giovani leoni. Il "Messia" Timothée Chalamet e la guerriera Zendaya, la nuova musa almodovariana Milena Smit e la regina degli scacchi Anya Taylor-Joy nel musical horror di Edgar Wright Last night in Soho, il francese lanciato da François Ozon con Summer '85, Benjamin Voisin è al centro di Illusioni perdute da Balzac, la sudcoreana Jeon Jong-seo, già vista nel folgorante Burning, è al centro film Mona Lisa and the blood moon di Ana Lily Amirpour. Per l'Italia l'alter ego senza pelle di Paolo Sorrentino, Filippo Scotti, e ancora Aurora Giovinazzo, freak con Pietro Castellitto per Gabriele Mainetti. Benedetta Porcaroli è Donatella Colasanti nel film La scuola cattolica che rievoca, con l'aiuto di una schiera di ventenni, il contesto malato in cui si è consumata la strage del Circeo. 

Filippo Scotti in 'È stata la mano di Dio' di Paolo Sorrentino 

Nei giorni del festival che si apre il primo settembre sfileranno al Lido di Venezia i nuovi protagonisti del cinema italiano e mondiale, un futuro che è già presente, ventenni che dominano le storie, in modo prepotente e trasversale tra le sezioni. Folgoranti scoperte e i divi simbolo di un nuovo star system, un ricambio generazionale che si consuma con il sostegno di colleghi più maturi, pronti ad accompagnarli verso la celebrità. Molti di loro li incontreremo, giorno per giorno: ci accompagneranno, con le loro storie, le emozioni e i sogni attraverso il viaggio di una Mostra che sul talento rinnovato punta da anni, anche con il progetto Biennale college riservato ai registi: "C'è un ricambio generazionale in tutto il mondo, una gran voglia di raccontare storie diverse in modi diversi e con volti nuovi. Un festival riflette questa capacità di cambiamento che il cinema dimostra costantemente", ha spiegato nei giorni scorsi il direttore Alberto Barbera, premiato da Variety proprio per l'impronta di modernità che ha saputo regalare alla Mostra. "Mai come oggi stiamo assistendo a una trasformazione profonda e radicale a tutti i livelli. La rivoluzione digitale ha innescato un processo inarrestabile e tra gli aspetti più rilevanti l'emergere di un'intera generazione di talenti a tutti i livelli. Una schiera di volti nuovi di cui il cinema ha bisogno, perché ricordiamoci che il futuro è legato al pubblico nuovo di giovani spettatori che conoscono i loro coetanei, attori che stanno diventando famosi incarnando figure e affrontando temi che sono prossimi alla loro sensibilità".

Benjamin Voisin in 'Illusioni perdute' di Xavier Giannoli 

Timothée Chalamet e Zendaya sono oggi una coppia la cui popolarità surclassa quella di George Clooney e Brad Pitt. Denis Villeneuve fin dall'inizio ha avuto in mente il giovane interprete di Chiamami col tuo nome - candidato all'Oscar a 22 anni grazie al film di Luca Guadagnino - per il ruolo dell'umanissimo Messia disegnato da Frank P. Herbert nel ciclo di romanzi nati nel '65. "L'ho scelto per la saggezza racchiusa nel corpo infantile e un carisma antico, da divo anni Trenta". Chalamet, forgiato nel cinema d'autore, porta la giusta gravitas in una produzione milionaria destinata al pubblico dei giovani, in cui Villeneuve accentua la lettura ambientalista dell'opera letteraria. C'è da scommettere che la popolarità del 25enne attore - accompagnata da un uso limitato e raramente banale dei social, anche se l'impegno umanitario è al momento non pervenuto - si amplificherà ben oltre i 12,5 milioni di follower su Instagram dopo l'uscita del film. Esponenzialmente più popolare, con 105 milioni di seguaci, Zendaya, ex attrice bambina della fucina disneyana che a 24 anni si divide tra cinema per famiglie - se l'ultimo trailer di Spider-Man è entrato nella storia come il più visto è anche merito suo - e le prove più crude e autoriali di Euphoria e Malcom & Marie. In questo Dune è Chani, guerriera amata da Paul Atreides che - assicura Villeneuve - sarà la protagonista del secondo episodio del ciclo. Dalla fucina delle serie - i cui giovani interpreti godono di un seguito social ancora più forte dei colleghi da grande schermo - arriva Jodie Comer, 29 anni, assassina seriali in Killing Eve, in sala con il campione del boxoffice Free guy e alla Mostra con The last duel di Ridley Scott. 

Tye Sheridan in 'Il collezionista di carte' di Paul Schrader 

In folgorante ascesa la spagnola Milena Smit, 24 anni, un passato da modella e centralinista e un debutto da dark lady punk in Non uccidere che le è valsa la candidatura ai Goya spagnoli, è la nuova musa che Pedro Almodóvar affianca a Penélope Cruz in Madres paralelas, lo statunitense Tye Sheridan, 24 anni, ha messo la popolarità conquistata con Red player one di Spielberg nel  potente film di Paul Schrader, Il collezionista di carte, in cui interpreta il figlio di un ufficiale coinvolto nelle torture di Guantanamo.

Pietro Castellitto e Aurora Giovinazzo in 'Freaks out' di Gabriele Mainetti  
La tendenza è forte nel nostro cinema: il sensibile Filippo Scacchi, ventun anni  - alle spalle un ruolo nella serie La luna nera e molto teatro - è l'alter ego scelto da Paolo Sorrentino nel suo film più biografico, È stata la mano di Dio, che è anche un racconto di formazione e speranza, la diciannovenne Aurora Giovinazzo è il cuore emotivo di una delle più spettacolari produzioni italiane degli ultimi anni, Freaks out di Gabriele Mainetti, orfana tormentata da un potere che distrugge chi le è vicino. Eduardo Scarpetta, 28enne pronipote del grande commediografo, è bravissimo nell'evocare affetti e conflitti all'interno della celebre famiglia nell'affresco di Mario Martone, Qui rido io.

Andrea Carpenzano e Enrico Borello in 'Lovely Boy' di Francesco Lettieri 

Da sempre al centro delle storie dei gemelli Fabio e Damiano D'Innocenzo, 33 anni, ci sono giovani esistenze di periferia. Con Elio Germano in America Latina c'è la 29enne Astrid Casali, in La ragazza ha volato di Wilma Labate ecco i talentuosi Alma Noce (Gli anni più belli) e Luka Zunic, il naziskin di Non odiare. Conferma la capacità di incarnare frustrazioni e smarrimenti di una generazione Andrea Carpenzano, protagonista di Lovely boy, ascesa e declino di un trapper firmato da Francesco Lettieri. 

Alma Noce e Luka Zunic in 'La ragazza ha volato' di Wilma Labate