✕
(ansa)

Venezia 78, 'Il potere del cane', la recensione: Jane Campion riparte dal western

La recensione di 'Il potere del cane' di Jane Campion con Kirsten Dunst e Benedict Cumberbatch
1 minuti di lettura

Una partenza decisamente di buon livello per il festival di Venezia, che nei primi giorni schiera alcuni tra gli autori più attesi. Il potere del cane di Jane Campion segna il ritorno al lungometraggio della regista di Lezioni di piano dodici anni dopo Bright Star, in un adattamento di un romanzo del '67 di Thomas Savage. Siamo nel Montana nel 1925, ma per molti aspetti potremmo essere nell'800, tra allevatori e agricoltori del Far West.

Venezia 78, 'The power of the dog'. Il ritorno al cinema di Jane Campion

Rose (Kirsten Dunst) è sposata con il buon George (Jesse Plemons): sensibile e dolente, la donna ha un figlio adolescente, Peter (Kodi Smitt- McPhee), avuto da un precedente marito morto suicida. Il ragazzo è introverso e poco virile, e questo scatena l'astio del fratello di George, Phil (Benedict Cumberbatch), cowboy rude e arrogante. Toni epici si distendono in un ritmo lento, fin troppo, con qualc…

Una partenza decisamente di buon livello per il festival di Venezia, che nei primi giorni schiera alcuni tra gli autori più attesi. Il potere del cane di Jane Campion segna il ritorno al lungometraggio della regista di Lezioni di piano dodici anni dopo Bright Star, in un adattamento di un romanzo del '67 di Thomas Savage. Siamo nel Montana nel 1925, ma per molti aspetti potremmo essere nell'800, tra allevatori e agricoltori del Far West.

Venezia 78, 'The power of the dog'. Il ritorno al cinema di Jane Campion

Rose (Kirsten Dunst) è sposata con il buon George (Jesse Plemons): sensibile e dolente, la donna ha un figlio adolescente, Peter (Kodi Smitt- McPhee), avuto da un precedente marito morto suicida. Il ragazzo è introverso e poco virile, e questo scatena l'astio del fratello di George, Phil (Benedict Cumberbatch), cowboy rude e arrogante. Toni epici si distendono in un ritmo lento, fin troppo, con qualche svolazzo estetizzante, ma il film mantiene un suo respiro angoscioso e dà il meglio nel ritratto, apparentemente defilato, della protagonista femminile.

Voto: tre stelle su cinque