Venezia 78, la recensione di 'È stata la mano di Dio': la vita di Sorrentino tra commedia e malinconia
di
Emiliano Morreale
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di Emiliano Morreale
Nel suo nuovo film, prossimamente in sala e su Netflix, il regista premio Oscar omaggia Maradona e Fellini
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Non solo per gli italiani era attesissimo È stata la mano di Dio, nel quale Paolo Sorrentino rievoca la propria vicenda familiare e la tragica morte dei genitori, lui adolescente, a causa di una fuga di monossido di carbonio. Per affrontare una materia così dolorosa il regista sceglie la via di uno stile più sorvegliato del solito, e riscopre le doti di sceneggiatore e dialoghista che tutti avevano apprezzato nei primi film (è autore unico del copione).
'È stata la mano di Dio', le prime immagini del film di Paolo Sorrentino
Il film è diviso in pratica in due parti: la prima è un quadretto familiare sullo sfondo dell'arrivo a Napoli di Maradona: pieno di personaggi, può ricordare alcuni momenti di Amarcord ma soprattutto certe commedie di Eduardo De Filippo. Colorato, trascinante, con un ritmo serrato, affettuoso e ironico, anzi francamente comico, sul filo della macchietta si dir&agra…
Non solo per gli italiani era attesissimo È stata la mano di Dio, nel quale Paolo Sorrentino rievoca la propria vicenda familiare e la tragica morte dei genitori, lui adolescente, a causa di una fuga di monossido di carbonio. Per affrontare una materia così dolorosa il regista sceglie la via di uno stile più sorvegliato del solito, e riscopre le doti di sceneggiatore e dialoghista che tutti avevano apprezzato nei primi film (è autore unico del copione).
'È stata la mano di Dio', le prime immagini del film di Paolo Sorrentino
Il film è diviso in pratica in due parti: la prima è un quadretto familiare sullo sfondo dell'arrivo a Napoli di Maradona: pieno di personaggi, può ricordare alcuni momenti di Amarcord ma soprattutto certe commedie di Eduardo De Filippo. Colorato, trascinante, con un ritmo serrato, affettuoso e ironico, anzi francamente comico, sul filo della macchietta si dirà (ma i ricordi lontani, e forse più ancora quelli oscurati dalla fine di un mondo e della tragedia, non permangono spesso sotto forma di figurine buffe e colorate, di aneddoti piccoli e luminosi?).
Venezia 78, Paolo Sorrentino: "Questo film è la mia oasi di spensieratezza"
Come molti registi nella piena maturità, Sorrentino ha sempre più scoperto l'importanza degli attori, qui tanti e tutti bravissimi (straordinario Toni Servillo nel ruolo del padre, molto bravo il giovane protagonista Filippo Scotti, e la nostra simpatia massima va a Teresa Saponangelo nel ruolo della madre). La seconda parte del film è invece romanzo di formazione malinconico, con gli incontri che il giovane fa e la scoperta della sua vocazione. C'è anche un omaggio diretto a Fellini, il Maradona del cinema, che ha il valore di un coming out: ma i rimandi al suo cinema sono più d'uno, dall'inizio di 8 ½ al finale dei Vitelloni.