Venezia 78, la recensione di 'Reflection': la guerra diventa un pretesto
di Emiliano Morreale , di Emiliano Morreale2014, guerra fra Russia e Ucraina. Un medico soldato viene catturato dai russi e assiste a torture e smaltimenti di cadaveri. Liberato in uno scambio di ostaggi, poco prima aveva convinto uno dei nemici a non bruciare il cadavere di un altro commilitone catturato, che è il nuovo compagno di sua moglie, e architetta un piano per far restituire la salma. Atlantis, il film precedente del regista, aveva vinto la sezione Orizzonti due anni fa entusiasmando per la forza e la crudeltà con cui raccontava di sbieco il conflitto bellico. Ma in questo nuovo film pare ripetersi e trasformare in limiti alcuni pregi del lavoro precedente: il rigore della messinscena sembra sopraffare il tema e si finisce col guardare le inquadrature anziché quel che c'è dentro, e i simbolismi si fanno a volte troppo smaccati (schermi trasparenti davanti ai personaggi, piccioni che si schiantano contro i vetri). Insomma l'impressione, fatta salva l'indubbia capacità di …
2014, guerra fra Russia e Ucraina. Un medico soldato viene catturato dai russi e assiste a torture e smaltimenti di cadaveri. Liberato in uno scambio di ostaggi, poco prima aveva convinto uno dei nemici a non bruciare il cadavere di un altro commilitone catturato, che è il nuovo compagno di sua moglie, e architetta un piano per far restituire la salma. Atlantis, il film precedente del regista, aveva vinto la sezione Orizzonti due anni fa entusiasmando per la forza e la crudeltà con cui raccontava di sbieco il conflitto bellico. Ma in questo nuovo film pare ripetersi e trasformare in limiti alcuni pregi del lavoro precedente: il rigore della messinscena sembra sopraffare il tema e si finisce col guardare le inquadrature anziché quel che c'è dentro, e i simbolismi si fanno a volte troppo smaccati (schermi trasparenti davanti ai personaggi, piccioni che si schiantano contro i vetri). Insomma l'impressione, fatta salva l'indubbia capacità di messa in scena del regista, è di un'operazione tutta di testa, in cui la guerra e le sue atrocità diventano quasi un pretesto.
Reflection
Regia di Valentyn Vasyanovych
Due stelle e mezza su cinque