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Andriy Rymaruk, Roman Lutskyi e il regista Valentyn Vasyanovych (reuters)

Venezia 78, la recensione di 'Reflection': la guerra diventa un pretesto

In concorso il film di Valentyn Vasyanovych che torna sul tema bellico dopo il suo 'Atlantis'
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2014, guerra fra Russia e Ucraina. Un medico soldato viene catturato dai russi e assiste a torture e smaltimenti di cadaveri. Liberato in uno scambio di ostaggi, poco prima aveva convinto uno dei nemici a non bruciare il cadavere di un altro commilitone catturato, che è il nuovo compagno di sua moglie, e architetta un piano per far restituire la salma. Atlantis, il film precedente del regista, aveva vinto la sezione Orizzonti due anni fa entusiasmando per la forza e la crudeltà con cui raccontava di sbieco il conflitto bellico. Ma in questo nuovo film pare ripetersi e trasformare in limiti alcuni pregi del lavoro precedente: il rigore della messinscena sembra sopraffare il tema e si finisce col guardare le inquadrature anziché quel che c'è dentro, e i simbolismi si fanno a volte troppo smaccati (schermi trasparenti davanti ai personaggi, piccioni che si schiantano contro i vetri). Insomma l'impressione, fatta salva l'indubbia capacità di …

2014, guerra fra Russia e Ucraina. Un medico soldato viene catturato dai russi e assiste a torture e smaltimenti di cadaveri. Liberato in uno scambio di ostaggi, poco prima aveva convinto uno dei nemici a non bruciare il cadavere di un altro commilitone catturato, che è il nuovo compagno di sua moglie, e architetta un piano per far restituire la salma. Atlantis, il film precedente del regista, aveva vinto la sezione Orizzonti due anni fa entusiasmando per la forza e la crudeltà con cui raccontava di sbieco il conflitto bellico. Ma in questo nuovo film pare ripetersi e trasformare in limiti alcuni pregi del lavoro precedente: il rigore della messinscena sembra sopraffare il tema e si finisce col guardare le inquadrature anziché quel che c'è dentro, e i simbolismi si fanno a volte troppo smaccati (schermi trasparenti davanti ai personaggi, piccioni che si schiantano contro i vetri). Insomma l'impressione, fatta salva l'indubbia capacità di messa in scena del regista, è di un'operazione tutta di testa, in cui la guerra e le sue atrocità diventano quasi un pretesto.

Reflection

Regia di Valentyn Vasyanovych

Due stelle e mezza su cinque