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Venezia 78, Cristiano omaggia Fabrizio: "Vorrei dirgli che aveva ragione"

Fuori concorso il doc 'DeAndré#DeAndré - Storia di un impiegato'
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Le parole e la musica, i ricordi e i conflitti di due De André, padre e figlio. Alla Mostra il documentario fuori concorso DeAndré#DeAndré - Storia di un impiegato di Roberta Lena parte dal concerto-spettacolo del concept-album di Fabrizio che il figlio Cristiano ha riarrangiato e portato in tour per due anni e diventa un album di memorie con inediti. Cristiano ha portato le sue due chitarre e ha cantato, applaudissimo, le parole di suo padre, spiegato la lettura contemporanea di un'opera che è eredità artistica e politica. "Voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo" diceva Fabrizio De André parlando di cosa era rimasto del '68.

Riarrangiare oggi l'album scritto nel 1973 con Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani, per Cristiano è dare una nuova bussola al presente, "predicare la fine del rancore che è un sentimento prev…

Le parole e la musica, i ricordi e i conflitti di due De André, padre e figlio. Alla Mostra il documentario fuori concorso DeAndré#DeAndré - Storia di un impiegato di Roberta Lena parte dal concerto-spettacolo del concept-album di Fabrizio che il figlio Cristiano ha riarrangiato e portato in tour per due anni e diventa un album di memorie con inediti. Cristiano ha portato le sue due chitarre e ha cantato, applaudissimo, le parole di suo padre, spiegato la lettura contemporanea di un'opera che è eredità artistica e politica. "Voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo" diceva Fabrizio De André parlando di cosa era rimasto del '68.

Riarrangiare oggi l'album scritto nel 1973 con Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani, per Cristiano è dare una nuova bussola al presente, "predicare la fine del rancore che è un sentimento prevalente in questi anni e che sta condizionando negativamente la vita di tutti. Perché c'è di nuovo un vento di dittatura, odio, tutti contro tutti sia sui social che nella vita reale, si sta perdendo l'umanità, la compassione verso il prossimo specialmente verso le persone senza voce, gli emarginati di cui cantava mio padre. È importante rileggere il passato di chi ha visto più di noi e seguire quegli insegnamenti".

Il documentario è anche un viaggio nella memoria e nei sentimenti che hanno ispirato la creazione di quel lavoro. "La comunità di artisti e amici che sono diventati famiglia, che riempivano la casa di Portobello in Sardegna, dove l'album è stato concepito e ho visto passare da bambino i grandi della commedia italiana: Walter Chiari, Paolo Villaggio, Marco Ferreri, Elio Petri, Franco Solinas, Ugo Tognazzi, serate di dibattiti e creazioni. Il Cristiano bambino che si nascondeva sulle scale a ridere degli spettacoli improvvisati, la gag delle polpette di Fantozzi, o a chiedere assillante a De Gregori "perché Alice guarda e gatti e i gatti guardano nel sole".

C'è, nel film in sala con Nexo il 25, 26, 27 ottobre la famiglia allargata che Fabrizio avrebbe voluto sempre accanto a sé, c'è la storia di formazione di un ragazzino ribelle che fuggiva dall'isola e cercava le cattive compagnie. Una volta De André con l'ascia rompe la porta del bagno dove il ragazzo si è nascosto, lo insegue sul tetto, si azzuffano. "Ero un bambino, avrei voluto la sua attenzione. Ho capito tempo dopo i suoi aneliti che non lasciavano spazio ad altro, è stato meraviglioso, ci siamo ritrovati". "Mio padre all'ultimo tour mi ha detto 'sono stufo, deluso: ho cantato contro la guerra, per gli emarginati, e non è servito a niente'. Oggi vedo quanti ragazzi vengono al mio concerto per sentire le sue parole. Vorrei potergli dire: papà, non avevi sbagliato".