✕

Ambientalisti, solidali, fluidi: i film della Settimana della critica disegnano il futuro

Presentata la 37esima edizione della Settimana della critica, sezione autonoma e parallela della Mostra di Venezia. Ambiente, queer, solidarietà e sognatori nel nove film. Per l'Italia 'Margini', su una punk band di Grosseto
3 minuti di lettura

La Settimana della critica numero 37 non dimentica il passato, ma lo archivia per proiettarsi sul futuro. Non nasconde le asperità del presente, ma vuole guardare con speranza al futuro, nella selezione di nove film della sezione parallela e autonoma della Mostra di Venezia, dal 31 agosto al 10 settembre.

“Vogliamo aprire il nostro incontro con un appello per la liberazione dei tre registi iraniani Mohammad Rasoulof, Mostafa Aleahmad e Jafar Panahi, di cui chiediamo il rilascio immediato – spiega Cristiana Paternò – La Settimana ha sempre profondo interesse per il cinema iraniano e i suoi autori, che negli anni hanno dovuto subire pressioni e ritorsioni da parte di un governo che ha preso di mira i registi”.

Sottolinea, la presidente del SNCCI, la presenza del logo nuovo: “Al pennino sostituiamo l’immagine di uno schermo, simbolo di nuovi modi, oltre la scrittura, per raccontare il cinema, con l’idea di un dialogo costante e di…

La Settimana della critica numero 37 non dimentica il passato, ma lo archivia per proiettarsi sul futuro. Non nasconde le asperità del presente, ma vuole guardare con speranza al futuro, nella selezione di nove film della sezione parallela e autonoma della Mostra di Venezia, dal 31 agosto al 10 settembre.

“Vogliamo aprire il nostro incontro con un appello per la liberazione dei tre registi iraniani Mohammad Rasoulof, Mostafa Aleahmad e Jafar Panahi, di cui chiediamo il rilascio immediato – spiega Cristiana Paternò – La Settimana ha sempre profondo interesse per il cinema iraniano e i suoi autori, che negli anni hanno dovuto subire pressioni e ritorsioni da parte di un governo che ha preso di mira i registi”.

Sottolinea, la presidente del SNCCI, la presenza del logo nuovo: “Al pennino sostituiamo l’immagine di uno schermo, simbolo di nuovi modi, oltre la scrittura, per raccontare il cinema, con l’idea di un dialogo costante e diretto tra autori, critici e pubblico”. Un dialogo che oggi ha uno spazio dedicato al Lido: “Siamo riusciti in sei mesi ad avere un Villa, uno spazio della Settimana per confronti e incontri tra operatori del settore, grazie a partner come IWonderfull, la piattaforma di IWonder di Andrea Romeo”.

Spiega la delegata generale Beatrice Fiorentini: “Insieme ai compagni di navigazione Enrico Azzano, Chiara Borroni, Ilaria Feole, Federico Pedroni, abbiamo accolto un suggerimento di Paul Vecchiali, che a sua volta invitava a guardare alle origini quando diceva: “Bisogna fare come i Lumière: reinventare il cinema a ogni film”.

I film in concorso sono:
ANHELL69 di Theo Montoya, Colombia
BEATING SUN | TANT QUE LE SOLEIL FRAPPE di Philippe Petit, Francia
DOGBORN di Isabella Carbonell, Svezia
EISMAYER di David Wagner, Austria
HAVE YOU SEEN THIS WOMAN? | DA LI STE VIDELI OVUŽENUC di Dušan Zoric e Matija Glušcevic, Serbia
MARGINI di Niccolò Falsetti, Italia
SKIN DEEP di Alex Schaad, Germania
FUORI CONCORSO FILM D’APERTURA THREE NIGHTS A WEEK | TROIS NUITS PAR SEMAINE di Florent Gouëlou, Francia
Film in chiusura:
QUEENS | MALIKATES di Yasmine Benkiran, Marocco
Prroiezione speciale (in collaborazione con la 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica)
BLOOD | O SANGUE di Pedro Costa, Portogallo

"Veniamo da due anni molto difficili, questo il punto di partenza – spiega Beatrice Fiorentini – non potevamo scordare quel che abbiamo vissuto, un periodo segnato da paura, malattia, distanza. La nostra reazione istintiva è come quella dei film scelti, che vanno verso la direzione opposta, verso la luce, il colore, gli spazi aperti, Abbiamo scelto film che parlano di amicizia e amore, recuperano il concetto di comunità, cose compromesse o messe alla prova in questi anni”.

E' una selezione "molto queer, fluida, in cui l'identità di genere è centrale". Ci sono due registe in concorso "ma anche molte storie che hanno grandi protagoniste, anche se scritte da registi, penso a Queens, sulle femministe marocchine, un racconto potente, un viaggio attraverso il deserto verso il mare e la libertà che ci ricorda Thelma & Louise, ma anche Furiosa e le eroine tarantiniane". 

Margini italiani

Per l’Italia alla Settimana c’è Margini, la commedia punk che segna l’esordio nel lungometraggio di Niccolò Falsetti. I tre vivono a Grosseto, nella bella e tranquilla provincia toscana, nota per i suoi paesaggi, la natura, il suo mare. Ma la città va loro stretta: stanchi di esibirsi tra sagre e feste paesane, accoglieranno come un’opportunità imperdibile andare a suonare a Bologna per aprire il l concerto dei Defense, famosa band hardcore americana. Improvvisamente però, il concerto viene annullato. I tre amici, senza darsi per vinti, si lanceranno allora in un’impresa ambiziosa ma non impossibile: portare i Defense a Grosseto. La band accetta, ma i paradossi della vita in provincia renderanno l’impresa decisamente più ardua del previsto, rischiando perfino di mettere a rischio l’amicizia tra i tre giovani protagonisti. “Cos’è una commedia punk?  - scrive l’autore nelle note di regia - È la storia di un gruppo di amici che si fissa su un obiettivo apparentemente facile: quello di organizzare un concerto con una band americana in una piccola città di provincia. Quello che Miche, Edo e Iac ancora non sanno, è che il rumore e la rabbia del punk faticano a coesistere con il silenzio della loro polverosa Grosseto. È così che nasce Margini, dalle esperienze vissute dai suoi due autori, grossetani e musicisti in un gruppo punk, e dalla consapevolezza che la provincia, prima o poi, diventa troppo stretta per contenere i sogni dei più giovani. E che, se non se ne scappa in tempo, si rischia di diventare parte delle stesse dinamiche in cui si faticava così tanto a riconoscersi”.

"Margini è stato un colpo di fulmine - dice la delegata generale - un colpo di fulmine cotta adolescenziala  verso una commedia punk affettuosa, che si infila nella tradizione di commedia popolare. Ci siamo divertiti e riconosciuti in  questi ragazzi della band di Grosseto, amici da sempre, jeans  strappati e chitarre elettriche per lo street punk. Grandi ambizioni, poche risorse e forse anche un contesto che non aiuta. C’è il racconto della provincia italiana che non cambia mai, a volte soffoca i sogni. Dietro le quinte di questo film, popolare nel miglior modo possibile, aleggia il sostegno di Zerocalcare, che fa anche un cameo vocale nel film. Sappiamo che ci darà soddisfazioni”,