Venezia, cinque italiani in gara: Amelio, Crialese, Guadagnino, Nicchiarelli e Pallaoro
Ciinque italiani in gara all'edizione numero 79 della Mostra di Venezia, nell'anno in cui la Biennale cinema festeggia il suo novantesimo anniversario: Il signore delle formiche di Gianni Amelio, ispirato al processo, negli anni Sessanta, al poeta e drammaturgo Aldo Braibanti (interpretato da Luigi Lo Cascio, nel cast c'è anche Elio Germano), condannato a nove anni di carcere per plagio e per aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Pochi anni dopo il reato di plagio venne cancellato dal codice penale, ma era servito per mettere sotto accusa i 'diversi'.
L'immensità di Emanuele Crialese, con Penélope Cruz, racconta la storia della crisi di una famiglia nella Roma degli anni Settanta.
Bones and all di Luca Guadagnino, con Taylor Russell e Timothée Chalamet (che ritrova dopo Chiamami col tuo nome), è tratto dal romanzo Fino all'osso di Camille DeAngelis, una disturbante vicenda adolescenziale che affronta il tema di amore e cannibalismo.
Chiara di Susanna Nicchiarelli, con Margherita Mazzucco e Andrea Carpenzano, è la storia e la vita Chiara, la giovanissima nobile che imitò Francesco d'Assisi abbracciando la povertà. "La storia di Chiara e Francesco - sottolinea Nicchiarelli - è entusiasmante. Riscoprire la dimensione politica, oltre che spirituale, della 'radicalità' delle loro vite, la povertà; la scelta di condurre un'esistenza sempre dalla parte degli ultimi, ai margini di una società ingiusta; il sogno di una vita di comunità senza gerarchie e meccanismi di potere, significa riflettere sull'impatto che il francescanesimo ha avuto sul pensiero laico, interrogandosi con rispetto sul mistero della trascendenza. La vita di Chiara, meno conosciuta di quella di Francesco, ci restituisce l'energia del rinnovamento, l'entusiasmo contagioso della gioventù, ma anche la drammaticità che qualunque rivoluzione degna di questo nome porta con sé".
Gli ultimi giorni dell'umanità di Enrico Ghezzi e Alessandro Gagliardo, presentato nella sezione Fuori Concorso documentaria "è la summa del pensiero ghezziano - osserva il direttore artistico Barbera-Ghezzi è un critico che ha cambiato la storia della programmazione cinematografica e della tv italiana che ha inventato programmi che hanno fatto epoca e che continuano tuttora, e con Angelo Guglielmi ha contribuito a svecchiare la tv italiana. Il film "è affascinante quanto le sue produzioni fuori sinc a cui ci aveva abituato quando compariva tutte le sere in televisione", ancora Barbera.
Nella stessa sezione The Matchmaker, di Benedetta Argentieri, un documentario sulle donne del califfato: "L'autrice ha ritrovato in un campo di prigionia la più famosa delle jiadiste britanniche - ha spiegato Barbera - accusata di aver reclutato sui social diverse donne occidentali done mogli dei mozioni dell'Isis, e il ritratto che riesce a fare di questa donna è davvero inquietante".
In viaggio, di Gianfranco Rosi, il primo film di montaggio di del regista, che ha come tema i viaggi in giro per il mondo di Papa Francesco. E il resoconto di alcuni viaggi che il Papa ha fatto inei suoi viaggi. "Rosi ne ha tratto un film straordinario, facendo un lavoro incredibile su centinaia di ore di riprese. Se credevate di sapere tutto sul Bergoglio pensiero e sui suoi pellegrinaggi in giro per il mondo vi assicuro che alla fine del film vi ricrederete tutti come mi sono rotta redito anche io". Ci sono infine, nella sezione Cortometraggi Fuori Concorso A guerra finita di Simone Massi, con la voce di Gino Strada, e In quanto a noi, sempre dello stesso regista, che può vantare l'uso della voce nientemeno che di Wim Wenders.