“Ero una bambola rotta, sognavo un ragazzo che con ago e filo fosse pronto a ricucirmi…”. Sognare, scrivere, raccontare. Parole che diventano una storia, un diario online che diventa pubblico. Un modo per esprimersi, per trovare altre anime con paure e passioni da condividere. Mia (Mariasole Pollio) ha 16 anni e proprio grazie al suo diario virtuale conosce Tommaso (Giancarlo Commare), sensibile, attento, pieno di energia: un principe azzurro che sembra fatto su misura per lei.
Un incontro magico fatto prima di chat poi di videochiamate fino al fatidico: voglio incontrarti dal vivo… Sarà presentato in anteprima, come Evento speciale, alla Mostra del cinema di Venezia La bambola di pezza, il progetto vincitore della quarta edizione del contest "La realtà che 'non' esiste", scritto e diretto da Nicola Conversa e prodotto da One More Pictures con Rai Cinema, progetto transmediale con lancio multipiattaforma altamente innovativo, pensato a scopo divulgativo e rivolto ad un pubblico giovane sempre più connesso al web.
Il tema, complesso, delicato, è quello dell'adescamento online. Una storia dalla forte valenza sociale che prende vita attraverso contenuti differenti, che lavorano in sinergia convogliando il pubblico in un unico grande racconto realizzato in diverse declinazioni crossmediali e multipiattaforma. Nel corto, la partecipazione straordinaria di Claudia Gerini e la canzone Insulti di Carl Brave.
La bambola di pezza è stato realizzato come cortometraggio lineare: in contemporanea alla proiezione ufficiale alla Mostra, sarà lanciato in esclusiva su RaiPlay con l'opzione dell'audiodescrizione e sottotitoli e versione LIS realizzata da Rai Pubblica Utilità. E' anche un cortometraggio in Virtual Reality 360, contemporaneamente sarà pubblicato sulla App Rai Cinema Channel VR, disponibile su App Store, Play Store e Oculus; è un artwork realizzato da Josephine Yole Signorelli @Fumettibrutti, infine è una serie podcast in 5 puntate in collaborazione con RaiPlay Sound.
Secondo i dati Ocse, sono circa 500mila i predatori sessuali attivi ogni giorno in rete. Una dimensione impressionante, quella dell'adescamento online, anche conosciuto come “grooming online”, dove oltre il 50% delle vittime ha un'età compresa tra i 12 e i 15 anni. E' un lento processo interattivo attraverso il quale il cyber predatore, con l’obiettivo di realizzare attività di natura sessuale o di sfruttamento di vario tipo, sviluppa una relazione intima e duratura con una giovane vittima inconsapevole.
Il processo spesso ha inizio con la simulazione strumentale del cyber predatore, o groomer, di un “prendersi cura” del mondo emotivo, affettivo e psicologico della vittima minorenne che, raggirata, finisce col fidarsi e aprirsi abbattendo ogni difesa e capacità di controllo. Il groomer seleziona le sue vittime partendo da ambienti virtuali frequentati da minori come, ad esempio, chat, forum e social network. La vittima più ricercata è sicuramente il minore con scarso controllo da parte della famiglia.
Dal dossier L’abuso sessuale online in danno dei minori, a cura del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (C.N.C.P.O) del Servizio di Polizia postale e delle Comunicazioni di Roma con la collaborazione di Save the Children, emerge che la fascia di età più colpita è quella con un’età compresa tra i 10 e i 13 anni, che nel 2021 ha fatto registrare 306 vittime, quasi il 60% di tutti i 531 minori approcciati sul web dai groomer, nonostante ai minori di 13 anni non sia consentito l’accesso ai social network. Il genere non incide sui livelli di rischio: maschi e femmine sono pressoché in egual misura al centro di casi di adescamento online intercettati dalla Polizia postale. In generale i bambini e i ragazzi che usano la rete, sembrano essere più esposti al rischio di adescamento quando usano i social network e la messaggistica.