'Bones and all', la recensione. Quando l'amore mangia l'anima (e la carne)
di Alberto Crespi , di Alberto CrespiSarebbe facile liquidare Bones and All, di Luca Guadagnino, come “un film di cannibali”. È molto di più, ed è forse il miglior film – assieme a Chiamami con il tuo nome – di questo regista cinefilo, raffinato e forse poco amato da chi ha, del cinema, un’idea ancora novecentesca. Bones and All – significa “fino all’osso”, nel senso di spolpare fino in fondo un pranzo prelibato… – è un horror, un film di genere, ma è la dimostrazione di come il genere possa servire per raccontare pulsioni profonde ed esseri umani al limite. C’è chi lo sa dai tempi di Nosferatu, c’è chi deve ancora capirlo.
Maren, un’adolescente afroamericana, viene invitata a un party. Durante una chiacchierata che sembra avere sviluppi romantici, morde il dito di un’amica fino quasi a staccarglielo. È …
Sarebbe facile liquidare Bones and All, di Luca Guadagnino, come “un film di cannibali”. È molto di più, ed è forse il miglior film – assieme a Chiamami con il tuo nome – di questo regista cinefilo, raffinato e forse poco amato da chi ha, del cinema, un’idea ancora novecentesca. Bones and All – significa “fino all’osso”, nel senso di spolpare fino in fondo un pranzo prelibato… – è un horror, un film di genere, ma è la dimostrazione di come il genere possa servire per raccontare pulsioni profonde ed esseri umani al limite. C’è chi lo sa dai tempi di Nosferatu, c’è chi deve ancora capirlo.
Maren, un’adolescente afroamericana, viene invitata a un party. Durante una chiacchierata che sembra avere sviluppi romantici, morde il dito di un’amica fino quasi a staccarglielo. È l’inizio di un’odissea attraverso l’America fatta di incontri bizzarri, attraverso i quali Maren realizza di essere una “eater”, una mangiatrice di carne umana. Ce ne sono tanti, come una setta, e si annusano a distanza. Il loro vizio è una vera tossicodipendenza e li rende vulnerabili come Lee, il ragazzo del quale Maren si innamora.
VOTO: 4 STELLE SU 5