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'Monica', la recensione. L'impossibilità di essere sé stessi negli Usa si prende 11 minuti di applausi

Il film di Andrea Pallaoro interpretato da un'attrice transgender
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Come già Bones and All di Luca Guadagnino, anche Monica di Andrea Pallaoro è in gara a Venezia per l'Italia ma è a tutti gli effetti un film "americano": americana la storia, americana l'ambientazione, americani i personaggi e gli attori che li interpretano. Siamo a Los Angeles quando Monica, un'abbagliante bellezza dai capelli rossi, riceve una telefonata che la distoglie dal suo lavoro quotidiano (che inizialmente ci sembra quello di massaggiatrice, poi capiremo meglio). È la cognata, che chiama dall'America profonda (le riprese si sono svolte a Cincinnati, Ohio). La mamma di Monica sta male, ha pochi mesi di vita e il fratello di Monica non ha il coraggio di telefonarle. Monica manca da casa da molto, forse troppo tempo. Però decide di partire. Quando il fratello la vede, le dice: se non sapessi che sei tu, non ti avrei mai riconosciuto. La madre non capisce chi è, questa donna che improvvisamente la accudisce e gi…

Come già Bones and All di Luca Guadagnino, anche Monica di Andrea Pallaoro è in gara a Venezia per l'Italia ma è a tutti gli effetti un film "americano": americana la storia, americana l'ambientazione, americani i personaggi e gli attori che li interpretano. Siamo a Los Angeles quando Monica, un'abbagliante bellezza dai capelli rossi, riceve una telefonata che la distoglie dal suo lavoro quotidiano (che inizialmente ci sembra quello di massaggiatrice, poi capiremo meglio). È la cognata, che chiama dall'America profonda (le riprese si sono svolte a Cincinnati, Ohio). La mamma di Monica sta male, ha pochi mesi di vita e il fratello di Monica non ha il coraggio di telefonarle. Monica manca da casa da molto, forse troppo tempo. Però decide di partire. Quando il fratello la vede, le dice: se non sapessi che sei tu, non ti avrei mai riconosciuto. La madre non capisce chi è, questa donna che improvvisamente la accudisce e gira per casa. Lo spettatore comincia ben presto a chiedersi: chi è Monica, cosa è successo nella sua vita?

La verità è che non dovremmo rispondere a questa domanda (alla quale per altro, crediamo, molti spettatori sapranno rispondere da soli, da subito). Possiamo cavarcela così: Trace Lysette, che interpreta Monica, è un'attrice nata uomo, e diventata donna. Non è un segreto: il suo coming out risale al 2014, quando ha cominciato a recitare in una serie tv molto importante, Transparent. Il film di Andrea Pallaoro è estremamente pudico e delicato nel portare allo scoperto la sua tematica: ovvero, il modo in cui una famiglia media americana può accettare la scelta (in Italia qualcuno direbbe: la "devianza"...) apparentemente "incomprensibile" di un parente. Pallaoro fa emergere il passato di Monica piano piano, senza mai essere troppo diretto. E lavora su uno stile che sembra "negare" il mondo intorno a Monica e alla sua famiglia: primi piani strettissimi, inquadrature spesso "di nuca", un pedinamento quasi alla Dardenne (i fratelli belgi) che rende la storia intima, ma anche lievemente claustrofobica. A differenza che in Guadagnino, l'America non si vede, si sente soltanto. Trace Lysette è bravissima, ma l'asso del cast è la veterana Patricia Clarkson, che interpreta una donna malata terminale con la vitalità che solo una grande attrice può trovare in un simile ruolo.

MONICA

di Andrea Pallaoro

Giudizio: 3 stelle su 5