Peter Greenaway: "La Regina Elisabetta è stata una buona sovrana, ma è il momento di dire addio alla monarchia"
dalla nostra inviata Chiara Ugolini , dalla nostra inviata Chiara UgoliniQuarant'anni fa il regista britannico Peter Greenaway portava alla Mostra del cinema di Venezia I misteri del giardino di Compton House, ambientato in una meravigliosa villa di campagna inglese inaugurava un ciclo di opere (seguirono negli anni Ottanta Lo zoo di Venere, Il ventre dell'architetto, Giochi nell'acqua e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante) che rivoluzionarono il cinema in costume mettendo i tasselli per quello poi che in epoca moderna sono diventate le serie tv alla Bridgerton e The Great.
Greenaway, 80 anni portati con intelligenza ed eleganza, è a Venezia per presentare il restauro del film in una nuova versione approvata dallo stesso regista che celebra i 40 anni dall’uscita del film nel 1982 e che è stata recentemente rimasterizzata in 4K dai negativi originali in Super 16mm. Il film tornerà in sala con I Wonder Classic.
Il film venne presentato qui…
Quarant'anni fa il regista britannico Peter Greenaway portava alla Mostra del cinema di Venezia I misteri del giardino di Compton House, ambientato in una meravigliosa villa di campagna inglese inaugurava un ciclo di opere (seguirono negli anni Ottanta Lo zoo di Venere, Il ventre dell'architetto, Giochi nell'acqua e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante) che rivoluzionarono il cinema in costume mettendo i tasselli per quello poi che in epoca moderna sono diventate le serie tv alla Bridgerton e The Great.
Greenaway, 80 anni portati con intelligenza ed eleganza, è a Venezia per presentare il restauro del film in una nuova versione approvata dallo stesso regista che celebra i 40 anni dall’uscita del film nel 1982 e che è stata recentemente rimasterizzata in 4K dai negativi originali in Super 16mm. Il film tornerà in sala con I Wonder Classic.
Il film venne presentato qui a Venezia. Il suo ricordo?
"Fui molto sorpreso. Avevo realizzato tanti altri film prima di questo, tanti Super8 quando frequentavo la scuola d'arte a diciott'anni ma li consideravo un'occupazione privata, fondamentalmente li vedeva mio fratello col suo cane. Poi ho cominciato a lavorare con il British Film Institute che incoraggiava i giovani filmaker a fare cinema con un po' di denaro e poi quando ho cercato di essere un po' più ambizioso ho trovato un mentore che mi ha detto: 'Peter perché non smetti di parlare alla macchina da presa e cominci a far parlare i personaggi uno con l'altro?'. Così è nato I misteri del giardino di Compton House. Il fatto di presentarlo qui a Venezia dove c'erano stati tutti i miei idoli, Godard, Truffaut e Fellini fu un'esperienza indimenticabile".
Spesso si parla del suo cinema come un lavoro di perfezionismo, di raffinatezze scenografiche, di cura del dettaglio e il cuore pulsante delle sue storie viene in parte oscurato. Qual è il cuore di questo film?
"È la storia di un'artista, molto spesso i miei film parlano di arte. Sono convinto che il ruolo di un'artista sia prezioso nella società in generale perché offre una voce alternativa soprattutto nei regimi totalitari. Come la Cina oggi dove nessuno può realmente dire cosa pensa; quando gli artisti diventano conformisti e si limitano a stare nella loro zona di conforto è una pessima notizia per la civilità".
Lei nel 2007 è stato onorato Commander of the Order of the British Empire nel 2007 da Elisabetta II. Che ricordo ha della Regina?
"Io devo confessarle che personalmente sono un fervente repubblicano sebbene il tema non mi sia mai stato così a cuore da scendere in strada e dimostrare per la Repubblica contro la monarchia. Credo che il successo di un'istituzione come la monarchia sia piuttosto remoto ed è legato unicamente alla geneologica, se guardi alla storia inglese sono pochi i regnanti che sono stati davvero meritevoli. Un Re e una Regina sono scelti dal caso ed è secondo me un metodo che non può funzionare perché sviluppa un sistema politico del tutto arbitrario. Sicuramente la Regina Elisabetta era una brava persona e aveva un grande senso di responsabilità, ma credo che sia venuto il momento di dire addio alla monarchia".
Stephen Frears il repubblicano: "La monarchia? Io l'abolirei"
Da cineasta secondo lei perché a parte il suo collega, ugualmente repubblicano, Stephen Frears, che ha diretto 'The Queen', pochissimi registi inglesi hanno scelto di raccontare al cinema la Regina lasciando che la storia della monarchia di Elisabetta fosse narrata da una serie tv come 'The Crown'?
"Non avevo mai realizzato che Frears fosse un repubblicano, ben per lui. Ha appena fatto un film sui resti di Riccardo III rinvenuti per caso in un parcheggio... una storia interessantissima (The Lost King, ndr). Gli americani non hanno un sistema monarchico però hanno realizzato Il trono di spade, non avevano una monarchia e hanno dovuto inventarsela. La monarchia era in qualche modo sacrosanta e non si poteva commentare, ma il mondo è cambiato e forse siamo diventati un po' più egualitari, anche se c'è ancora parecchio da fare".
Lei è amico di Helen Mirren che ha vinto un Oscar per aver interpretato la Regina
"Lei ha interpretato Regine d'Inghilterra in diverse occasioni con abiti diversi (in The Queen di Frears e come Elisabetta I per la tv, ndr) e non credo che questo sarebbe stato possibile negli anni Cinquanta e Sessanta. Helen ha fatto un ottimo lavoro, è un'attrice molto umile, era affascinata da alcuni aspetti di Elisabetta... il rapporto con i suoi cani, come indossava la corona. È un'attrice straordinaria".