Stati Uniti, il risveglio delle sale. Ma qualche gestore avverte: "Dove sono finiti i giovani?"
Filippo Brunamonti
Anche gli Usa riprendono le proiezioni dopo mesi di stop a causa della pandemia. Con le linee guida dettate dall'emergenza. Anche se le previsioni di Wall Street sono buie
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NEW YORK – “I cinema torneranno ad essere la nostra amata fuga dalla realtà”. La voce, dal buio di una cabina di proiezione rimasta sigillata tre mesi, è di Brad Smith, socio amministratore di City Base Cinema a San Antonio, Texas. “Mentre le grandi catene americane AMC e Cinemark scelgono metà estate come data di riapertura dall’inizio dell’epidemia, noi siamo in pista da maggio” dice Smith. Il pubblico in sala può occupare poco più di un quarto dello spazio a file distanziate. “Con le opportune misure, i cinema restano il posto meno pericoloso di tutti. Stupisce che chi torna a trovarci sia mediamente pensionato o anziano. Dove sono finiti i giovani?”. Dopo aver visto la più grande catena del Giappone, Toho Cinemas, organizzarsi in modo sicuro, la proprietaria di Sweet Onion, in Georgia, ha optato per la riapertura: “Il primo weekend ci ha fatto sperare: quaranta biglietti strappati. Nel secondo è arrivato il crollo. La Georgia è il primo stato a riaprire le sale ma in tutta la nazione la percentuale dei cinema ‘al chiuso’ e ‘in funzione’ è più bassa del 3%. Non potendo contare sulle nuove uscite degli studios - congelate a partire da metà marzo - ragioniamo sulle alternative che vanno dal virtuale all’effetto nostalgia”.
Intanto i gestori tra Carolina del Sud e Iowa si preparano ai caldi mesi di luglio e agosto seguendo le indicazioni della National Association of Theatre Owners: vendita dei biglietti limitata al 50 per cento, programmazione scaglionata per consentire un'affluenza più alta, bar e aree di self-service da dimenticare. Una volta davanti allo schermo, spiega Jade Flinn della facoltà di medicina John Hopkins, gli spettatori saranno disposti a scacchiera. Nessuno siederà di fronte, dietro o accanto all’altro e sarà obbligatorio indossare la mascherina. Cambiano anche i sistemi di ventilazione, per impedire alle goccioline di acqua di disperdersi: "Ci dicono che una volta aggiustati i flussi d’aria, potremo tornare a sederci comodi in poltrona. Lo speriamo tutti" commenta il fondatore di Solstice Studios Mark Gill, ex produttore della Miramax. Il suo sarà il primo film a debuttare negli Usa dopo il lockdown. Si tratta di Unhinged, thriller con protagonista Russell Crowe in calendario per il primo luglio. “Abbiamo lanciato la compagnia meno di due anni fa e penso che questo sia il momento opportuno per dimostrare al mercato quanto le sale siano necessarie” dice Gill.
'Tenet', azione e spionaggio nel nuovo film di Christopher Nolan - trailer
Due settimane dopo era previsto l’arrivo di Tenet, lo spy movie di Christopher Nolan per Warner Bros. (rinviato al 12 agosto) e il live action della Disney, Mulan, spostato dal 27 marzo al 24 luglio e poi ancora al 21 agosto. Due blockbuster in cerca di una casa. “La troveranno senz’altro” garantisce Megan Colligan, presidente di Imax Entertainment. “C’è grande fermento creativo nell’industria e l’Imax non ha bisogno di presentazioni. Tenet ha l’energia giusta per riportare al cinema i più timorosi. La Cina ci ha insegnato come riaprire, dobbiamo solo seguire le linee guida”. Ma gli analisti di Wall Street non sono incoraggianti: si prevede un calo di vendite dei biglietti da 11 miliardi e mezzo del 2019 a 5 miliardi e mezzo di dollari quest’anno (fino ai 9 del 2021).
Tanta azione e poca musica è il nuovo 'Mulan' live action
Dopo la chiusura di 542 location, Regal, il secondo gruppo multisala più grande degli Stati Uniti, sta dando segnali di vita: prima un post su Instagram, con un annuncio modellato sul poster di Ritorno al futuro che invita i fan a tenersi pronti per le novità in arrivo, poi una riunione interna (noi abbiamo assistito a quella del Lower East Side, Manhattan) dove si stanno definendo le ultime normative prima di tornare in sella, il 10 luglio.
“Continuiamo a lavorare con le autorità e gli studios per garantire un ambiente il più sicuro possibile, dalle protezioni in plexiglas alla distanza sociale, senza trascurare la sanificazione” dice il capo di una sede Regal locale. I competitor hanno piano diversi: AMC Theatres, due miliardi di dollari bruciati a causa della pandemia, nonostante i debiti à avrà tutto pronto per l’uscita di Tenet e Mulan. 1000 sale con capacità limitata al 25% e qualche polemica dietro l’angolo, dall’amministratore delegato Adam Aron, criticato per aver detto che le maschere non sono obbligatorie “per paura di una controversia politica” (ha cambiato idea poche ore fa) e il boicottaggio di iniziative come quelle della Universal che ha deciso di piazzare Trolls World Tour direttamente on demand.
A Hollywood prevale l’ottimismo: l’agenzia CAA, Creative Artists Agency, è appena scesa in campo per mettere d’accordo acquirenti e case di produzione rivali. Tra qualche giorno, sotto le collinette di L.A., troveremo finalmente i primi manifesti pubblicitari che invitano il pubblico a tornare al cinema, adottando le dovute precauzioni. Accanto ai loghi immortali di Disney, Paramount, Warner, Sony e Universal sarà scritto: “Ci siete mancati”. Il sentimento è reciproco.