Roma – “E’ una grande opportunità, sia per me che per il pugilato italiano. Uno sport di grandi tradizioni che in questo momento non ha un campione d’Europa, Bisogna porre rimedio”. Francesco Grandelli, 30 anni, torinese, ha la possibilità di cancellare uno zero che fa rumore. Venerdì sera a Carbonia, cercherà di strappare la cintura continentale dei pesi piuma al campione in carica, lo spagnolo Cristobal Lorente. “Abbiamo lavorato bene con il team, sento la profonda convinzione di poter vincere”. Avversario ostico lo spagnolo, capace di detronizzare dal trono europeo sul ring di Tirana il romano Mauro Forte, che a sua volta aveva inflitto a Grandelli una sconfitta per ko al primo round nel precedente tentativo di conquistare il titolo: "Ma quella sconfitta paradossalmente mi ha migliorato, ho lavorato molto sull’aspetto mentale e or mi sento molto più sicuro”.
La pressione di combattere in Italia
La Opi Since 82 della famiglia Cherchi gli ha costruito questa chance. Grandelli è pronto a coglierla, ma la vede anche come punto di partenza: “Intanto mi concentro sull’Europeo, poi è umano avere l’ambizione di fare un tentativo a livello mondiale”. E sulla pressione di combattere in Italia: “La sento prima del match, anche per una questione di gratitudine agli sforzi dell’organizzazione. Poi però nei momenti difficili il pubblico amico può aiutare”.
Professionista a tempo pieno
Pugile tecnico e veloce (“Il mio modello è Lomachenko”), da un po’ di tempo a questa parte riesce a fare il professionista a tempo pieno, cosa che in Italia non è sempre possibile: “Fino allo scorso anno lavoravo alla sicurezza in un supermercato, ora riesco a dedicarmi alla palestra comunale di Nichelino, che gestisco con la mia famiglia, E ho trovato aiuto negli sponsor”.
All’estero per mettersi in gioco
Non ha mai avuto problemi a mettersi in gioco, come quando nello scorso mese di maggio è stato battuto a Londra con verdetto discutibilissimo dal britannico Collins: “Ho pagato lo scotto di combattere all’estero, ma quel match non lo avevo perso. La verità è che abbiamo tanti pugili di buon talento, solo che crescere fuori dai confini è più facile. Ci sono più disponibilità economiche notevole, i training camp sono di alto livello. Insomma, c’è più possibilità di confrontarsi e crescere”. Interessante la card. Tra i protagonisti, Fabio Turchi, ex sfidante al titolo mondiale IBO dei pesi massimi leggeri, opposto al bielorusso Viktar Chvarkou e Patrick Cappai, imbattuto nei pesi piuma, che affronterà l’esperto tanzaniano Tasha Mjuaji. Diretta su Dazn a partire dalle ore 20.