Diego Lenzi: “Ho dormito per due settimane in macchina, faccio la boxe per diventare ricco”

Diego Lenzi
Diego Lenzi 

Il massimo bolognese debutta domenica a Milano tra i professionisti. Il passato, la ragazza francese, la famiglia d’origine povera: “Ma il primo focus resta l’oro a Los Angeles. Questa nuova esperienza mi servirà”. A Parigi si è fermato ai piedi del podio: “Ma prendere un caffè con vicino Djokovic ti fa sentire grande”

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"Faccio la boxe per piacere di vincere, di essere il primo e quindi, venendo da una famiglia povera, di guadagnare molti soldi. Gli introiti sono importanti per i pugili, ci facciamo un c… come una casa”. Diego Lenzi, 23 anni, bolognese. Domenica esordirà da professionista nei pesi massimi a Milano, al Centro Pavesi, affrontando il serbo Georgije Stanisavljev. Lenzi sarà protagonista del main event della riunione organizzata dalla "The Art of Fighting".

Diego, ci siamo. Esordio da PRO.
“Sono carico, mi piace, sarà la mia serata. Faccio il main event sui 6 round, ma dubito che il match arriverà all’ultimo...”.

Prima dei Giochi di Parigi lei aveva detto che avrebbe comunque proseguito nella boxe olimpica fino a Los Angeles…
“Confermo, una cosa non esclude l’altra. Il focus resta Los Angeles, e l’esperienza da PRO mi servirà per diventare forte. Ho 40 match, mi scontro con gente che ne ha 200, voglio arrivare alle prossime Olimpiadi con un bagaglio notevole”.

Non pensa che saltare dalla boxe dei PRO a quella dei dilettanti possa essere un problema?
“No, darò il meglio da PRO dopo Los Angeles. Prima però almeno un titolo italiano lo voglio conquistare”.

In attesa di diventarlo sul ring, le va già fortissimo sui social.
“Penso che il 50% di un pugile sia l’immagine che questo si crea. Puoi essere una star sul ring, ma se non sei personaggio non attiri. Basta pensare alla valanga di soldi che hanno fatto Jake Paul e Mike Tyson con il loro incontro: uno è uno youtuber e l’altro ha quasi 60 anni”.

Il 50% ci sembra una percentuale un po’ alta.
“Macché alta. Il 90% delle persone va a vedere il personaggio, non tutti conoscono la boxe. Se Lomachenko va alla festa della birra mica lo conoscono tutti”.

Tra l’altro l’essere social è utile anche per fare qualche soldo…
“Certo, mi sto dando da fare. Avere più soldi consente di potersi allenare all’estero, in Inghilterra ad esempio. Mi definisco una azienda, sto investendo su me stesso”.

Dell’esperienza di Parigi cosa le è rimasto?
“La consapevolezza di essere un’atleta: vai a prendere un caffè e trovi al posto vicino Djokovic. La cosa ti fa sentire uno sportivo di livello mondiale”.

Restando a Parigi, la sua fidanzata francese è rimasta delusa dalla mancata medaglia?
“Le racconto un aneddoto. Due anni fa sono rimasto per un breve periodo senza casa, ne avevo affittata una ma c’era da aspettare. Per due settimane lei ha dormito in macchina con me. Se non è amore questo...”.

Ci ha detto di venire da una famiglia povera. Non è mai stato tentato dai guadagni facili?
“No, perché sono un ragazzo intelligente e furbo. Mai fatto c...te, faccio il buono con tutti ma non sono stupido da mettermi nei guai”.

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