Un manga italiano sulla boxe. Non ce ne erano mai stati prima in una disciplina che pure, tra cinema, arte e letteratura, è prodiga di ispirazione. Fair Play, questo il titolo, nasce dalla collaborazione Federica Guglielmini (docente ed educatrice), l'imprenditore Federico Falzone e l'autrice e docente di tecnica manga Sabrina Sala. Una iniziativa che abbraccia i temi caldi e cari al movimento culturale, artistico e sociale de I Colpitori - basati sulla cultura della boxe e i suoi valori etici ed educativi che vengono riportati in società attraverso opere d'arte e letteratura con l'intento di ispirare anche le nuove generazioni e aiutarle a trovare il proprio pugile interiore, indispensabile per affrontare le sfide della vita.
Il primo manga dedicato alla boxe
La nobile arte della boxe si fa manga e narrazione, con storie moderne in cui anche i giovani di oggi possano immedesimarsi. Per trama, personaggi e stile narrativo, Fair Play è una lettura adatta agli adolescenti come agli adulti. Media comunicativo tra i più attuali, diffusi e apprezzati, il manga si fa stimolo per approfondimenti e collegamento tra generazioni. Un mezzo al quale anche docenti ed educatori possono ricorrere per meglio avvicinare gli studenti.
I temi sociali dell’opera
Tra le righe o in maniera più esplicita, funzionali allo sviluppo stesso del racconto, sono molti gli argomenti toccati e quindi gli spunti narrativi o di approfondimento: le periferie, i quartieri difficili, i "ragazzi perduti", lo sport visto e vissuto non solo come valvola di sfogo o disciplina agonistica, ma anche come elemento salvifico, metafora della vita. Una miriade di temi: la scuola, gli oratori, le palestre, il potere e l'importanza dei libri e della cultura, il rancore, la vendetta, il riscatto, l’espiazione.
Il ruolo del protagonista
Scelte stilistiche, omaggi e riferimenti a volte impliciti fanno poi sì che il tutto, orchestrato per non lasciare nulla al caso, possa stuzzicare l'interesse dei lettori più curiosi e spingerli a ulteriori, utili ricerche. Per esempio, così come il titolo richiama etica e regole, oltre al rispetto per l'avversario e la capacità di dominarsi e mantenere il controllo di sé e delle proprie azioni e reazioni, il soprannome del protagonista (MICK) non si riduce ad essere il semplice diminutivo del suo nome (Michele), ma nasconde un omaggio e un riferimento più profondi.