Il calcio di Gianni Brera

Gianni Brera, "Lettere dalla Repubblica"

Caro Brera, ammesso e non concesso che il valore dello sport dovrebbe essere quello di diminuire la forbice fra protagonisti e spettatori, com’ è possibile autorizzare la costruzione di un terzo anello allo stadio di San Siro? Già dal secondo anello (i vecchi “popolari”) non è possibile valutare il gesto atletico, il fallo di gioco, l’ eventuale “debito d’ ossigeno” del calciatore

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Perchè Ella è così riduttivo sui valori dello sport? La parola (e il fenomeno) è troppo vasto perchè si possa limitare alla miseria d’ un rapporto fra posaglutei e giocatori di calcio in azione. Lo stadio di San Siro dedicato alla memoria di Peppin Meazza è forse il più bello e razionale di tutto il mondo pedatorio. Se hanno deciso di dotarlo d’ un terzo anello, segno è che la cosa è indispensabile. Io ho conosciuto San Siro quando aveva spalti di cemento sui quattro lati, senza i raccordi delle curve: mi sembrava il massimo (parlo dei primissimi anni trenta). Poi riunirono i lati e peggiorò il terreno di gioco: l’ aria non circolava come prima: la pelouse era inesistente: ricordo di aver battuto una punizione dal limite dell’ area antistante la porta del freddo (sud-ovest) e di esser caduto lungo disteso per l’ assoluta impossibilità di fissare a terra il piede di appoggio. In seguito venne costruito il secondo anello. Lo stadio mi parve bellissimo, con le salite ai posti come rigature d’ una chiocciola prodigiosa.

San Siro era soprattutto bello e fascinoso di notte, quando le molte luci ne facevano un favoloso transatlantico in navigazione sul vasto e buio oceano. Il solo inconveniente dello stadio era rappresentanto dalla ripidezza degli spalti, che consentiva ai teppisti di combattere arbitri e giocatori ospiti senza faticare più che tanto nel lancio in quota. Adesso viene costruito un terzo anello. Ho intravisto il progetto. Prevede torri angolari ai quali si attaccheranno i nuovi spalti. La capienza aumenterà tanto da consentire maggior comodità agli spettatori. Evidentemente gli architetti si sono ispirati al funzionale. Il vecchio e superato concetto dell’ edificio monumentale è stato scartato: sulla bellezza prevale la praticità. E che dio ce la mandi buona. Quanto alla possibilità di seguire i gesti degli atleti e di valutarne gli eventuali debiti di ossigeno, non sia ingenuo (il Suo stile mi sembra escluderlo d’ acchito): in nessuno stadio si vede il calcio meglio che a San Siro. Il gesto atletico appare qual è perfino sullo schermo piccolo anzi minimo della Tv: e se un giocatore è sfiatato, basta aver un minimo di pratica sulla corsa e sul controllo di palla per rendersene conto al meglio. Aspettiamo dunque fiduciosi il nuovissimo teatro pedatorio di Milano e auguriamoci che qualcuno (io penso a Capitan Berlusconi) si decida finalmente a iniziare la costruzione di uno stadio olimpico. Milano ne ha urgente bisogno.