Il calcio di Gianni Brera

Gianni Brera, "Lettere dalla repubblica"

Egregio dottor Brera, siamo un gruppo di sostenitori interisti di Firenze. Dopo essere uscito dalla Coppa Uefa e dalla lotta per lo scudetto, Trapattoni ha sciolto il dualismo Scifo-Matteoli a favore del primo. Dato che attualmente il centrocampo è in fase sperimentale, proporremmo al Trap l’ avanzamento di Bergomi nel ruolo di mezzala a sostegno di Scifo. Infatti Bergomi possiede la potenza fisica e la caratura tecnica che, insieme alla velocità e alle doti realizzatrici, rappresentano, a nostro parere, le caratteristiche tipo per la mezzala moderna. Gradiremmo un suo autorevole parere in merito

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Cari amici, ho il sospetto che il vostro amore, come sempre accade, mortifichi la logica. Non è il caso di parlare d’ innatismo a proposito della professione pedatoria, però ci vai molto vicino se affermi che terzini d’ ala e difensori si nasce, così come si nasce centrocampisti o uomini di punta. Zio Bergomi, colossale specimen bassaiolo, era già da nazionale a 17 anni: e dopo un anno ha giocato la finale di Madrid cancellando Kalle Rummenigge (mi pare) dalla faccia della terra. E voi vorreste ora convincerlo a lasciare la maglia sicura per quella assai più problematica, labile, incerta, evanescente, indefinibile di centrocampista? Accetterebbe solo se a convincerlo contribuisse gente di grande carisma tecnico e almeno un miliardino di giunta sull’ ingaggio annuale. La mia casistica è abbastanza debole in proposito ma, se non vado grossolanamente errato, nel calcio succede quasi sempre il contrario: sono gli attaccanti a cambiar vocazione e mestiere passando ai ruoli arretrati. Cito due ex ali famose: Foni e Cabrini.