Io non licenzio nessuno, neppure Lidas, che è già ricco. Il Milan è vecchio, lento, noioso da molto tempo. Pare che nelle ultime sette partite abbia realizzato un punto. Capitan Berlusconi ha cercato di cambiare spendendo molto ma, come scrivo da quasi mezzo secolo, il calcio è un mistero agonistico. Le squadre escono da fusioni imprevedibili: due brocchi da tempo insieme possono rendere più di due assi accozzati male, ecc. ecc. Io non so dirLe se Galderisi l’abbia voluto Lidas o se abbia stabilito di prenderlo Berlusconi per sistemare Paolo Rossi. E’ anche inutile, ormai, recriminare. Il Milan ha perso due partite che gridano vendetta al cielo, con Ascoli e Verona. Avrebbe potuto pareggiarle entrambe. Fortuna ha voluto diversamente. Fossi Berlusconi, chiederei a Capello di reimpostare la squadra secondo marcature miste, a uomo e a zona: l’intelligentissimo Lidas benedirebbe l’intervento discreto del diacono e capirebbe di doverne incoraggiare l’attività, ben più convinta e decisa.
Il brutto di noi vecchi è la certezza che non si possa affermare nulla in assoluto, neppure a sfavore delle crostate. Io dunque accenno a questa ipotesi interna e nego che la zona convenga al nostro calcio: fra le sue pieghe, i furbi italiani si ficcano irridendo e nessun difensore è così generoso da soccorrere il compagno in pericolo. Vi riusciva un tempo il bergorusso Vierchowod: adesso, anche lui deve pensare a se stesso… Non foss’altro che per giustificare i propri glutei sulla panchina, Capello provvederebbe a render più fitta e quindi assai meno fiduciosa la retroguardia rossonera. Di lì, verosimilmente, incomincerebbe la ricostruzione della squadra. Sono ancora in palio 56 punti in totale e 26 nel girone di andata. Perchè disperare? (Questa risposta è stata inaspettatamente “invecchiata” dall’ultima discesa in elicottero di Capitan Berlusconi a Milanello. Io resto comunque sulla mia, e aspetto l’Atalanta con legittima suspicione).
Il brutto di noi vecchi è la certezza che non si possa affermare nulla in assoluto, neppure a sfavore delle crostate. Io dunque accenno a questa ipotesi interna e nego che la zona convenga al nostro calcio: fra le sue pieghe, i furbi italiani si ficcano irridendo e nessun difensore è così generoso da soccorrere il compagno in pericolo. Vi riusciva un tempo il bergorusso Vierchowod: adesso, anche lui deve pensare a se stesso… Non foss’altro che per giustificare i propri glutei sulla panchina, Capello provvederebbe a render più fitta e quindi assai meno fiduciosa la retroguardia rossonera. Di lì, verosimilmente, incomincerebbe la ricostruzione della squadra. Sono ancora in palio 56 punti in totale e 26 nel girone di andata. Perchè disperare? (Questa risposta è stata inaspettatamente “invecchiata” dall’ultima discesa in elicottero di Capitan Berlusconi a Milanello. Io resto comunque sulla mia, e aspetto l’Atalanta con legittima suspicione).