Posso accettare Cudicini per la misura con cui usava mettersi orizzontale e per l’effettiva intelligenza del suo gesto atletico. Non accetto Picchi: era un miracolo di buon senso tattico: comandava Guarneri come fosse un Robot: non valeva niente in acrobazia e aveva solo il destro. Guarneri è stato lo stopper meno feroce e più dotato ch’io abbia conosciuto: anticipava con guizzi felici: era coordinato come nessuno: staccava da grande acrobata: salvava Picchi e la difesa da situazioni anche disperate. Burgnich metteva i dentoni nel coppino dell’avversario e non li toglieva se non ad incontro finito. Non era uno stilista ma un duro. Picchiava e subiva le botte senza lagnarsi mai. Ho visto Riva piantarlo con una gomitata che gli fece saltare due denti: non disse beh. Seguitò a inseguirlo finchè non lo vide perpetrare tunnel a Sarti (il portiere). Facchetti non ha mai portato un tackle frontale: inseguiva l’ala premendola da sinistra e toccando in cut con l’esterno destro. Era un difensore sbagliato. La sua fama era fondata sui progressivi da grande velocista (non ho scritto scattista!), sui traversoni e sui gol.
Trapattoni era incontrista principe, tenace, corretto, generoso. Non aveva la battuta del campione. Schiaffino è rimasto nella mia memoria come uno dei massimi facitori di gioco mai conosciuti: ogni suo appoggio accendeva la luce. Giocava benissimo in difesa e in attacco: quando occorreva sapeva anche goleare (benchè l’abbia visto sbagliare due volte la palla del 3-2 con l’Ungheria nel 1954 a Losanna). Rivera era dotato di grandissima eleganza. In certe pose di attesa ricordava il David di Michelangelo. Batteva il destro con sublime nitore. Aveva il tiro forte, non potente. Non correva al recupero con la dedizione necessaria. Costruiva da lontano con efficacia rara. Vicino a Pepe Es ciafin avrei messo più volentieri Valentino Mazzola. Rivera l’avrei tenuto per l’estrema destra come Conti, fantasista magnifico.
Con Mazzola padre, sarebbe stato inutile un cursore come Domenghini. Al posto di Rossi, secondo avversari, avrei voluto Piola, che non aveva paura ed era più acrobata di lui. Poichè si è guardato dal dimenticare Luis Riva da Leggiuno, il più forte attaccante mai prodotto dal calcio italiano la perdono di aver dimenticato un libero come Parola e un grande, grande jolly come Peppin Meazza. Dalla panchina toglierei subito Tardelli per vederlo giostrare in centrocampo. Reso il debito omaggio a Cudicini, fra i pali vorrei subito Zenga. Accetto quali allenatori sia Rocco sia Maldini, due cari amici triestini. E qui saluto.
Trapattoni era incontrista principe, tenace, corretto, generoso. Non aveva la battuta del campione. Schiaffino è rimasto nella mia memoria come uno dei massimi facitori di gioco mai conosciuti: ogni suo appoggio accendeva la luce. Giocava benissimo in difesa e in attacco: quando occorreva sapeva anche goleare (benchè l’abbia visto sbagliare due volte la palla del 3-2 con l’Ungheria nel 1954 a Losanna). Rivera era dotato di grandissima eleganza. In certe pose di attesa ricordava il David di Michelangelo. Batteva il destro con sublime nitore. Aveva il tiro forte, non potente. Non correva al recupero con la dedizione necessaria. Costruiva da lontano con efficacia rara. Vicino a Pepe Es ciafin avrei messo più volentieri Valentino Mazzola. Rivera l’avrei tenuto per l’estrema destra come Conti, fantasista magnifico.
Con Mazzola padre, sarebbe stato inutile un cursore come Domenghini. Al posto di Rossi, secondo avversari, avrei voluto Piola, che non aveva paura ed era più acrobata di lui. Poichè si è guardato dal dimenticare Luis Riva da Leggiuno, il più forte attaccante mai prodotto dal calcio italiano la perdono di aver dimenticato un libero come Parola e un grande, grande jolly come Peppin Meazza. Dalla panchina toglierei subito Tardelli per vederlo giostrare in centrocampo. Reso il debito omaggio a Cudicini, fra i pali vorrei subito Zenga. Accetto quali allenatori sia Rocco sia Maldini, due cari amici triestini. E qui saluto.