Francia, Deschamps: "Germania aggressiva? Ci stiamo, ma decide sempre la tecnica"

Didier Deschamps  (afp)
Il tecnico dei Bleus in attesa dello 'choc' di Monaco: "La prima partita non è quasi mai decisiva, però è chiaro che il nome delle due squadre la rende speciale". Lloris sulle scaramucce tra Mbappé e Giroud: "Dall'interno neanche ce ne siamo accorti"
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MONACO - I francesi lo chiamano "choc": è la parola per descrivere lo scontro tra titani e, in definitiva, ogni partita che si giocherà nel terribile Gruppo F, quello che comprende le nazionali che si sono spartite le ultime tre grandi competizioni: la Germania campione del Mondo nel 2014, il Portogallo campione d'Europa nel 2016, la Francia campione del Mondo nel 2018. Il vaso di coccio è l'Ungheria di Marco Rossi da Druento, provincia di Torino, che però avrà il vantaggio di giocare due partite in casa nell'unico stadio pieno al 100 per cento. Strano destino, quello dell'Arena Puskas di Budapest, costruita per l'Euro 2020 ma mai aperta completamente al pubblico per una gara ufficiale.

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MONACO - I francesi lo chiamano "choc": è la parola per descrivere lo scontro tra titani e, in definitiva, ogni partita che si giocherà nel terribile Gruppo F, quello che comprende le nazionali che si sono spartite le ultime tre grandi competizioni: la Germania campione del Mondo nel 2014, il Portogallo campione d'Europa nel 2016, la Francia campione del Mondo nel 2018. Il vaso di coccio è l'Ungheria di Marco Rossi da Druento, provincia di Torino, che però avrà il vantaggio di giocare due partite in casa nell'unico stadio pieno al 100 per cento. Strano destino, quello dell'Arena Puskas di Budapest, costruita per l'Euro 2020 ma mai aperta completamente al pubblico per una gara ufficiale.

Lo "choc" tra titani

Qualcuno di importante rischia di lasciarci le penne, in questo gruppo della morte. Ma alla vigilia dello "choc" di Monaco contro la Germania, Deschamps non sembra particolarmente preoccupato. "La prima partita è sempre importante ma quasi mai decisiva, però è chiaro che il nome delle due squadre la rende speciale. I tedeschi sono preparati e anche noi. Loro hanno promesso di giocare in modo aggressivo: noi ci stiamo. È sempre la tecnica che fa la differenza, ma se ci sarà da lottare non ci tireremo indietro". La Francia presenterà per la prima volta in una partita ufficiale il trio delle meraviglie Benzema-Mpappé-Griezmann. "Ma anche i tedeschi davanti hanno un grande potenziale: non tengono posizione fisse, Werner, Sané e Gnabry sanno coprire tutto il fronte dell'attacco: bisogna limitarli più con il posizionamento collettivo che con le marcature individuale. Però mi piacerebbe che chiedeste a Löw come pensa lui di bloccare i nostri attaccanti".

Il capitano Lloris fa il pompiere

La Francia ha in effetti una potenza d'urto invidiabile, che non sembra attenuata dalle scaramucce che ci sono state in settimana tra Giroud e Mbappé, con il primo che ha accusato il secondo di non passargli la palla e l'altro che si è lamentato di queste lamentele in pubblico. "Il caso ha fatto rumore all'esterno, ma all'interno non ce ne siamo quasi accorti. Sono cose che capitano, niente di grave", minimizza il capitano Lloris.

Deschamps insegue la doppia doppietta

Deschamps sulla faccenda s'è fatto due risate, del resto in vita sua ne ha viste di cotte e di crude e ha una vita calcistica così lunga ed entusiasmante che potrebbe diventare il primo uomo nella storia a centrare la doppietta Mondiale-Europeo sia da calciatore (1998-2000) sia da allenatore. "Quei successi sono nella mia memoria ma non me ne sono mai servito per la mia esperienza in panchina. Per vincere nel 2018 mi sono riferito semmai alle sconfitte del 2014 e del 2016. L'esperienza è importante, ma da allenatore non ho mai fatto riferimento a quello che ho conosciuto nella mia vita di giocatore".