Germania, Löw inizia la 'last dance': "Ma non ho il tempo di essere triste"
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaMONACO - L'ultimo giro di ruota di Joachim Löw comincia dallo stadio che più di ogni altro rappresenta il calcio tedesco, l'Arena di Monaco finalmente riaperta alla gente. "L'atmosfera mi ricorda quella del 2006", azzarda il capitano Manuel Neuer, rievocando una storia con il lieto inizio e un pessimo finale (per loro). "Vogliamo fare un gioco che trasmetta entusiasmo i tifosi, perché abbiamo bisogno di loro, dopo tutti questi mesi nel silenzio". Il calore, almeno non quello, non mancherà: non c'è tifoso più puro e appassionato di quello tedesco.
L'ultima volta di Löw
Ma è Löw il protagonista di questa storia. È il ct al tramonto, dopo l'…
MONACO - L'ultimo giro di ruota di Joachim Löw comincia dallo stadio che più di ogni altro rappresenta il calcio tedesco, l'Arena di Monaco finalmente riaperta alla gente. "L'atmosfera mi ricorda quella del 2006", azzarda il capitano Manuel Neuer, rievocando una storia con il lieto inizio e un pessimo finale (per loro). "Vogliamo fare un gioco che trasmetta entusiasmo i tifosi, perché abbiamo bisogno di loro, dopo tutti questi mesi nel silenzio". Il calore, almeno non quello, non mancherà: non c'è tifoso più puro e appassionato di quello tedesco.
L'ultima volta di Löw
Ma è Löw il protagonista di questa storia. È il ct al tramonto, dopo l'Europeo verrà avvicendato da Hansi Flick, il suo ex vice che ha portato il Bayern in cima al mondo, E che lasciò la Mannschaft dopo il titolo del 2014, facendo venire il sospetto che fosse proprio lui il segreto degli anni migliori della Germania. Löw ha l'aria di uno che s'è tolto un peso: "Avverto una tensione positiva, mescolata alla gioia di giocare, ma dentro sono calmo, posato. Stamattina, salendo sul bus, mi sono detto: finalmente si comincia. Tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto e in queste due settimane abbia discusso, parlato molto. Gli automatismi stanno migliorando, ma domani è importante che mostriamo le ambizioni che abbiamo maturato in questi quindici giorni. I giocatori mi hanno dimostrato tanta convinzione e questo mi dà fiducia e mi lascia dormire tranquillo".
"Dobbiamo fare squadra"
Nemmeno Löw, però, sa bene cosa aspettarsi dalla Germania. Tre anni fa giocò il peggior Mondiale della sua storia, incappando in una indimenticabile Corea, e in quest'ultimo periodo ha alternato risultati apprezzabili e strafalcioni clamorosi, tipo lo 0-6 incassato dalla Spagna o la sconfitta con la Macedonia. "Abbiamo tante qualità, purché ci comportiamo da squadra" dice il ct, lasciando intendere il problema: da qualche tempo l'unità di intenti della Germania si è sfarinata.
"Non ho il tempo per essere triste"
Può essere che la squadra fosse stanca di Löw, che dopo tutto allena la nazionale da 15 anni, un'eternità. E sicuramente è stanco anche lui e non si sforza di nasconderlo, anche se vivrà la sua Last Dance con leggerezza: "No, non sono triste. Francamente non sto pensando che queste saranno le mie ultime partite, sono troppo occupato con il lavoro da fare. Sono come in tunnel, in una bolla: penso che quando ne uscirò che la tristezza arriverà, ma adesso non è il momento".