Portogallo, Ronaldo: il futuro dopo l'Europeo. Ma ancora una volta sulla Juve deciderà lui
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaNon c’è niente di nuovo, nulla che non si sapesse: parlando senza nessuna remore della possibilità di lasciare la Juventus, Ronaldo ha semplicemente aggiunto le sua voce alle tante che già correvano, confermandone la fondatezza. Quindi non c’è da stupirsi che Cristiano abbia ventilato, con assoluta nonchalance, l’ipotesi di una partenza (per altro già accarezzata un anno fa). Il messaggio che ha davvero mandato è un altro: cosa fare, lo decido io. Non ha nemmeno citato la Juventus, né accennato al fatto di avere ancora un anno di contratto con i bianconeri, che dunque dovrebbero essere padroni del suo destino. Non è così: la Juve aspetta una decisione da CR7 e dovrà accettarla, qualunque sarà. L’impressione piuttosto netta è che alla Continassa preferirebbero che Cristiano levasse le tende. Ma è tutto maledettamente complicato.
Europei, Cristano Ronaldo n…
Non c’è niente di nuovo, nulla che non si sapesse: parlando senza nessuna remore della possibilità di lasciare la Juventus, Ronaldo ha semplicemente aggiunto le sua voce alle tante che già correvano, confermandone la fondatezza. Quindi non c’è da stupirsi che Cristiano abbia ventilato, con assoluta nonchalance, l’ipotesi di una partenza (per altro già accarezzata un anno fa). Il messaggio che ha davvero mandato è un altro: cosa fare, lo decido io. Non ha nemmeno citato la Juventus, né accennato al fatto di avere ancora un anno di contratto con i bianconeri, che dunque dovrebbero essere padroni del suo destino. Non è così: la Juve aspetta una decisione da CR7 e dovrà accettarla, qualunque sarà. L’impressione piuttosto netta è che alla Continassa preferirebbero che Cristiano levasse le tende. Ma è tutto maledettamente complicato.
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Quell’accordo con Mendes: fino a luglio niente mercato
A Budapest, lunedì, Ronaldo ha detto un’altra cosa importante: al mio futuro penserò dopo l’Europeo. Non è una frase di comodo per attenuare i rumors, ma la verità: già dalla fine di maggio Cristiano e il suo procuratore, Jorge Mendes, hanno deciso di congelare ogni discussione di mercato fino a quando il Portogallo sarà in corsa per il titolo. Alla nazionale CR7 tiene più di ogni altra cosa, negli ultimi mesi della stagione ha tirato il freno a mano proprio per arrivare lucido e fresco all’Europeo. Sa di poterlo vincere e sa anche che tra un anno e mezzo in Qatar avrà l’unica e ultima possibilità di diventare campione del Mondo, visto che il Portogallo non ha mai avuto, nella sua storia, una nazionale tanto forte. Il 29 maggio si è giocata a Porto la finale di Champions, e a Porto c’è anche la sede della Gestifute, l’agenzia di Mendes: in quei giorni erano in città moltissimi dirigenti dei principali club europei, ma Mendes ha fatto sapere che non avrebbe preso appuntamento con nessuno. La questione Ronaldo è in sospeso fino a luglio.
Il blitz di tre anni fa
Dopo tutto andò così anche tre anni: decise tutto Ronaldo, annunciando che avrebbe lasciato il Real un minuto dopo aver vinto la sua ultima Champions. Con Perez trovò l’accordo in un amen: portami 100 milioni e ti fascio andare. Cristiano e Mendes fecero un rapido giro d’orizzonte, individuarono nella Juventus la soluzione ideale (possibilità di vincere la Champions, campionato meno impegnativo di Liga o Premier, posto fisso garantito e notevoli agevolazioni fiscali: non mancava nulla), la contattarono, presentarono le loro condizioni che vennero valutate e accettate nel giro di pochi giorni. Successe tutto molto in fretta, ma fu Ronaldo a menare le danze.
Ventinove milioni o minusvalenza
Adesso è tutto molto più complicato. È un anno che Mendes offre Ronaldo (al Real, allo United, al Psg) in giro per l’Europa senza trovare porta aperte. A fine Europeo ricomincerà il tour, ma è comunque lui a guidare il gioco. La Juve può solo aspettare, e forse sperare. Il valore a bilancio del portoghese è di 28 milioni e 955 mila euro: se la Juve incassasse di meno realizzerebbe una minusvalenza, che nel caso sarebbe però ampiamente compensata dal risparmio di circa 54 milioni sullo stipendio al lordo.
Cristiano dice che quest’incertezza sul futuro non gli toglie il sonno e che alla sua età non si lascia inquietare da certi pensieri. Dopotutto una squadra per l’anno prossimo ce l’ha, anche se ormai i rapporti tra lui e la Juventus (non tanto con la società, quando con la squadra) sono molto freddi, né sono migliori quelli con Allegri, che già tre anni fa aveva suggerito ad Agnelli la cessione di Ronaldo. Ma tra persone adulte, un anno di convivenza forza si può sopportare, ben sapendo che sarebbe l’ultimo.
Gli scenari possibili
Mendes si rimetterà al lavoro a luglio, quando gli scenari saranno probabilmente diversi: se Mbappé lasciasse il Psg, per esempio, si aprirebbe uno spiraglio a Parigi, o se il Real non riuscisse ad assoldare l’attaccante che desidera (lo stesso Mbappé, Haaland o Kane) potrebbe ripiegare sul grande ritorno di Cristiano, a cui Perez a gennaio aveva detto no. Ma con Ancelotti in panchina le cose potrebbero cambiare. Aspettare è l’unica strategia possibile, al momento.