Europei, il tifo di Erdogan non basta, è flop Turchia: dopo la disfatta col Galles l'unico obiettivo è evitare l'ultimo posto

Il presidente turco Erdogan in tribuna a Baku tra la moglie e il n.1 dell'Uefa Ceferin (ansa)
Non è servita neanche la presenza del presidente a Baku insieme a 20 mila tifosi. Per la squadra di Gunes, arrivata in Azerbaigian con ben altre ambizioni, la delusione è stata totale. Il ct sotto accusa, i giocatori chiedono scusa ai tifosi
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BAKU. Basso profilo. La disfatta della Turchia agli Europei sta diventando memorabile e c'è un solo modo per attutirne le dolorose conseguenze: farla passare almeno mediaticamente in secondo piano. Per questo nel day after dell'inatteso ko con il Galles è sparita l'enfasi nazionalpopolare della vigilia, che aveva invece accompagnato il presidente Recep Tayyip Erdogan e ventimila tifosi nel loro speranzoso esodo verso la capitale dell'Azerbaigian. A monopolizzare le prime pagine c'è infatti il successo politico ed economico della visita di Stato del presidente a Baku, alla quale è mancata tuttavia la ciliegina sulla torta del bagno di folla all'Olympic Stadium: svanito sul più bello per le prodezze di Bale e Ramsey. Sott'accusa e molto delusi il ct Gunes e i suoi i giocatori, che non sono riusciti a portare a termine la loro missione e al fischio finale hanno avvertito la esigenza di scusarsi pubblicamente. Non c'&…

BAKU. Basso profilo. La disfatta della Turchia agli Europei sta diventando memorabile e c'è un solo modo per attutirne le dolorose conseguenze: farla passare almeno mediaticamente in secondo piano. Per questo nel day after dell'inatteso ko con il Galles è sparita l'enfasi nazionalpopolare della vigilia, che aveva invece accompagnato il presidente Recep Tayyip Erdogan e ventimila tifosi nel loro speranzoso esodo verso la capitale dell'Azerbaigian. A monopolizzare le prime pagine c'è infatti il successo politico ed economico della visita di Stato del presidente a Baku, alla quale è mancata tuttavia la ciliegina sulla torta del bagno di folla all'Olympic Stadium: svanito sul più bello per le prodezze di Bale e Ramsey. Sott'accusa e molto delusi il ct Gunes e i suoi i giocatori, che non sono riusciti a portare a termine la loro missione e al fischio finale hanno avvertito la esigenza di scusarsi pubblicamente. Non c'è stata la reazione d'orgoglio garantita da Calhanoglu e compagni, dopo la sconfitta di Roma contro l'Italia. Il sogno di conquistare il pass per gli ottavi è già svanito, di fatto: nello spazio di appena cinque giorni.

Ultimo posto da evitare

Erdogan e la maggior parte dei tifosi al seguito hanno subito lasciato l'Azerbaigian, senza neppure aspettare la terza e quasi certamente ultima sfida di domenica contro la Svizzera, in cui soltanto una vittoria (di goleada) potrebbe tenere in vita le speranze di un miracoloso ripescaggio della nazionale turca. Ma gli obiettivi più realistici da raggiungere a questo punto sono altri: evitare almeno l'ultimo posto nel girone e salvare la faccia. I numeri sono del resto la impietosa fotografia di un disastro, di cui a pagare le conseguenze alla fine dell'Europeo sarà probabilmente proprio il ct Gunes: due nette sconfitte contro Italia e Galles, 5 gol subiti, nessuno segnato, 21 tiri tentati in 180' (di cui appena 6 nello specchio della porta avversaria), possesso di palla insufficiente (48%) e la magra consolazione dei 12 calci d'angolo conquistati: con la forza della disperazione, più che altro. Sui media locali ha trovato molto spazio la maxi rissa nel finale della sfida contro i Dragoni: evidenziata come una prova di attaccamento alla maglia. Le aspettative alla vigilia erano però ben altre, dopo la sorprendente qualificazione per la fase finale della Turchia nel girone di ferro della Francia: battuta meritatamente a Istanbul e poi fermata sul pareggio al Parco dei Principi di Parigi. Gli ottavi sembravano l'obiettivo minimo della spedizione azera e nessun s'aspettava che l'avventura si sarebbe chiusa tanto in fretta.

Gunes sotto accusa

Inutili i tentativi di giustificarsi di Gunes. "La gara con il Galles è stata equilibrata, dopo un avvio in cui ci siamo fatti condizionare dalla precedente sconfitta con l'Italia. Ma poi ci siamo ripresi bene e abbiamo costruito a nostra volta molte occasioni per segnare. Il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio e l'avremmo meritato. Ora ci resta almeno la speranza di riscattarci contro la Svizzera", ha provato subito a voltare pagina il ct, sotto processo in patria per non aver preparato bene la seconda partita del girone. Dopo il primo ko a Roma contro gli azzurri, considerati di un livello superiore, le critiche all'allenatore erano state molto più morbide. Stavolta invece non sono piaciute le sue mosse: né la scelta dei titolari, né la gestione tattica dei 90', con il possesso palla lasciato troppo spesso agli avversari.

"Il Maestro Senol ci indicherà la strada verso la gloria...", aveva detto alla vigilia Erdogan, chiamando confidenzialmente per nome l'esperto allenatore nato a Trebisonda. Il nefasto esito degli Europei avrà però probabilmente delle ripercussioni sul futuro della panchina. E pure per i giocatori non tira una bella aria. Il difensore Umit Meras ci ha messo la faccia per tutti. "Vorrei scusarmi con i nostri tifosi. Purtroppo non abbiamo fatto abbastanza per vincere e il nostro debutto a Baku è stato negativo. Daremo il massimo per riscattarci nella prossima sfida". Nel ritiro in riva al Mar Caspio l'atmosfera nel day after è tuttavia ancora più mesta e tira aria di smobilitazione, nell'attesa della platonica prova d'appello di domenica. Tra i più demoralizzati il centrocampista Calhanoglu, che è ai ferri corti per il rinnovo del suo contratto con il Milan e sperava di mettersi in vetrina in Azerbaigian. Un'altra missione fallita. La breve avventura della Turchia è già ai titoli di coda.