Italia, Belgio all'orizzonte: tra ranking, complimenti e tanta qualità

Kevin De Bruyne, contro la Danimarca il suo ingresso ha cambiato la partita (afp)
La gara nel pomerggio emotivo di Copenaghen è stata vinta grazie alla classe dei singoli. Quella di Martinez, possibile ostacolo degli azzurri ai quarti, è una generazione di grandi talenti a caccia di quella consacrazione mai del tutto arrivata
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COPENAGHEN – La strada tra noi e il Belgio già mostra un possibile incrocio in un orizzonte neppure troppo lontano: sono proprio i rossi, a questo punto, i nostri avversari più probabili per il quarto di finale del 2 luglio a Monaco di Baviera, anche se naturalmente le cose possono ancora cambiare sia nelle classifiche dei due gironi (che molto probabilmente sia l’Italia e sia il Belgio vinceranno), e soprattutto non si può dare per scontato il passaggio del turno negli ottavi. Scontato no, ma abbastanza prevedibile sì.

Belgio, ranking e complimenti

E allora, forse, vale la pena concentrarci già sull’avversario che è pur sempre in testa alle classifiche mondiali davanti …

COPENAGHEN – La strada tra noi e il Belgio già mostra un possibile incrocio in un orizzonte neppure troppo lontano: sono proprio i rossi, a questo punto, i nostri avversari più probabili per il quarto di finale del 2 luglio a Monaco di Baviera, anche se naturalmente le cose possono ancora cambiare sia nelle classifiche dei due gironi (che molto probabilmente sia l’Italia e sia il Belgio vinceranno), e soprattutto non si può dare per scontato il passaggio del turno negli ottavi. Scontato no, ma abbastanza prevedibile sì.

Belgio, ranking e complimenti

E allora, forse, vale la pena concentrarci già sull’avversario che è pur sempre in testa alle classifiche mondiali davanti alla Francia e al Brasile, graduatorie un po’ virtuali e un po’ reali anche se, alla fine, il Belgio raccoglie complimenti, consensi, punti per il ranking Fifa ma trofei mai. Molto bello il suo gioco, molto moderno il progetto, ma i campioni d’Europa sono i portoghesi e del mondo i francesi (Belgio-Francia è un altro possibile snodo di questo Euro 2020, anche se noi italiani speriamo naturalmente di no).

Quel ricordo dell'Italia di Conte

Proprio i “diavoli rossi” furono il nostro primo avversario all’Europeo di cinque anni fa in Francia, nel debutto di Lione. Loro erano favoriti ma fu un secco 2-0 per noi, gol dei preziosi ma dimenticabili Giaccherini e Pellè. Era, come ognuno ricorderà, la Nazionale tutta spirito di corpo di Antonio Conte, pochissimi campioni, molti giocatori galvanizzati e capaci di rendere al di sopra delle proprie possibilità, anche se non fino all’epilogo contro i tedeschi. Ora è un’altra storia, noi siamo molto più forti di allora e più divertenti, il Belgio resta un punto di riferimento, ha vinto le prime due e tenta di sfatare un pericoloso destino, quello della bellezza che non porta frutto.

La squadra di Roberto Martinez ha debuttato senza problemi contro la Russia, poi ha sofferto la Danimarca per metà gara ma era un pomeriggio speciale, l’emotività è stata prima una carica per i danesi e poi un peso impossibile da sostenere per 90 minuti. Il Belgio ha vinto con la qualità dei suoi solisti, la partita l’ha cambiata Kevin De Bruyne, mandato in campo nel secondo tempo dopo la tremenda frattura al volto (orbitale e nasale) nella finalissima di Champions, perduta dal suo Manchester City contro il Chelsea. A Copenaghen, un assist e un gol per uno dei numeri 10 migliori al mondo, anche se in Nazionale porta il 7. Nell’economia del gioco e del futuro belga pesa anche il ritorno di Eden Hazard, anche quest’anno limitato dagli infortuni: ma quando sta bene, la sua classe non ha confini. Contro la Danimarca, Hazard ha giocato quasi tutto il secondo tempo e, prima, ha applaudito il gol del fratello. I due fantasisti, in teoria, non hanno che da lanciare Romelu Lukaku nelle praterie avversarie. Il centravanti, se pure molto scosso dalla vicenda del suo amico Eriksen, al Parken è emerso alla distanza innescando l’azione del pareggio, e poi ha occupato come al solito ogni spazio nell’area. Per questo, è abbastanza naturale immaginarlo già contro la blindata difesa azzurra, al cospetto di avversari che Lukaku conosce molto bene. I quarti di finale sono lontani, ma l’ombra del Belgio sembra già vicinissima.