Francia, Deschamps: "Ungheria squadra tosta, l'allenatore è italiano...". Orban non vuole i suoi giocatori in ginocchio

Didier Deschamps, ct della Francia
Didier Deschamps, ct della Francia (reuters)
I Bleus cercano la qualificazione agli ottavi con un turno d'anticipo nella calda Puskas Arena di Budapest. Il ct dei padroni di casa, Rossi: "Siamo inferiori, chiudiamo gli spazi e giochiamo per la patria". Proseguono le polemiche sul gesto per la lotta al razzismo
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La Puskas Arena è uno stadio nuovo fiammante e soprattutto ribollente: è grazie alla spinta popolare che la debole Ungheria ha resistito per 84 minuti al Portogallo, prima che la diga cedesse a causa del più sfortunato dei gol. Sabato la Francia troverà lo stesso ambiente ostile, anche perché soltanto a Budapest non ci sono limiti alla capienza: contro il Portogallo c'erano 55.662 spettatori e altrettanti andranno a sognare un miracolo della sfavoritissima Ungheria contro la Francia, che rincorre la qualificazione anticipata e medita il turn over. "Siamo certamente favoriti, ma gli ungheresi sono una squadra che corre, che lotta, che dà del filo da torcere", ha detto Deschamps, prima di accennare a un eloquente sorriso: "È una formazione molto ben organizzata e questo credo che abbia a che vedere col fatto che l'allenatore è italiano".

Rossi lo sfavorito: "Giochiamo per la patria"

Marco Rossi da Druento, cintura di Torino, ha in effetti dato una bella svolta al football ungherese. Ma senza alchimia, dice: "Io mi tengo aggiornato su tutte le nuove tendenze, ma il calcio resta una cosa semplice: quando hai la palla devi cercare di fare gol, quando ce l'hanno gli altri deve cercare di portargliela via". Con il Portogallo il sistema ha retto a lungo: "Riproporremo lo stesso atteggiamento, non possiamo di permetterci di concedere spazi a una squadra così tanto più forte di noi. Se la loro rosa vale 900 milioni e la nostra 60, un motivo ci sarà". Ma l'Ungheria di Rossi è spesso riuscita a mascherare queste smaccate differenze. "Giochiamo per difendere la nostra patria. Assorbire la botta psicologica per quello che ci è successo con il Portogallo non è facile, ma bisogna lasciarci alle spalle quella delusione. E non voglio neanche sentire parlare di stanchezza: il torneo è cominciato da quattro giorno, nessuno ha diritto di sentirsi stanco".

"Ronaldo insultato? La sua esultanza ha provocato reazioni"

Il Portogallo si è lamentato per la veemenza dei tifosi ungheresi, che avrebbero insultato a lungo Ronaldo dandogli dell'omosessuale. Rossi ha replicato così: "A me non risulta, questa cosa mi giunge nuova. Però è vero che il modo in cui ha esultato al suo gol può aver provocato qualche reazione".

Orban non vuole l'Ungheria in ginocchio

Allo stadio è atteso anche il presidente Orban, che ha spesso usato il calcio come veicolo di propaganda. Nell'ultima amichevole prima dell'Europeo, contro l'Irlanda, il pubblicato ha fischiato i giocatori irlandesi che si erano inginocchiati contro il razzismo e Orban ha preso le loro difese: "Gli ungheresi si inginocchiano soltanto davanti a Dio". Il tema è scivoloso, in Ungheria. E Rossi ha saggiamente glissato: "In questo stadio non abbiamo mai mancato di rispetto a nessuno, con i fatti e non i gesti". E Deschamps lo ha spalleggiato: "Questa è una partita di calcio, non un fatto politico".