Europei, Italia terra di goleador: un terzo delle reti arriva dalla Serie A
di Francesco Caruana , di Francesco CaruanaDopo sette giorni di Euro 2020, un dato balza all'occhio: l'Italia è terra di goleador. Non ci riferiamo però - o almeno, non esclusivamente - al grande inizio degli azzurri di Mancini. Analizzando i 42 gol realizzati finora, si può notare che ben 14 sono arrivati da giocatori che militano in club italiani. Un terzo esatto delle marcature totali ha l'impronta del Belpaese: e non è affatto poco, specie se paragonato alle altre grandi nazioni europee. Può essere un caso, certo. Ma può anche essere che la grande attenzione dedicata in casa nostra alla tattica renda più sveglio chi deve farci i conti ogni settimana. E così, quando si gioca ad altre latitudini e le maglie sono un po' più larghe, gli italiani - per nazionalità o per domicilio - vanno a nozze.
Dopo sette giorni di Euro 2020, un dato balza all'occhio: l'Italia è terra di goleador. Non ci riferiamo però - o almeno, non esclusivamente - al grande inizio degli azzurri di Mancini. Analizzando i 42 gol realizzati finora, si può notare che ben 14 sono arrivati da giocatori che militano in club italiani. Un terzo esatto delle marcature totali ha l'impronta del Belpaese: e non è affatto poco, specie se paragonato alle altre grandi nazioni europee. Può essere un caso, certo. Ma può anche essere che la grande attenzione dedicata in casa nostra alla tattica renda più sveglio chi deve farci i conti ogni settimana. E così, quando si gioca ad altre latitudini e le maglie sono un po' più larghe, gli italiani - per nazionalità o per domicilio - vanno a nozze.
L'Italia corre, la Germania insegue
Ciò che dà ancora più valore alla statistica è il fatto che l'Italia primeggia sia per reti segnate - 14, per l'appunto - che per giocatori che sono andati in gol: sono già dieci. E ce n'è per tutti i gusti: da quelli che di gol sono veri esperti - Ronaldo, Lukaku, Immobile, ma anche l'inossidabile Pandev - ai fantasisti dai colpi di genio - Insigne e Miranchuk, primo atalantino in gol a un Mondiale o un Europeo dopo Caniggia a Italia '90; dai centrocampisti con licenza di segnare - quel Ramsey che con il suo Galles sembra trasformarsi in un campione vero, Linetty e la sorpresa Locatelli - al difensore con il vizietto del gol Skriniar. L'Italia non è però l'unica a poter vantare i magnifici dieci. Lo stesso risultato lo ottiene la Germania: la rivale di sempre, e forse non poteva andare altrimenti. Ma i gol arrivati da chi gioca nei club tedeschi sono 11, e curiosamente nessuno di un tedesco: su tutti spicca quello del ceco Schick, ex Sampdoria e Roma e oggi al Bayer Leverkusen, che è già un serissimo candidato al riconoscimento di gol più bello dell'Europeo itinerante.
Franza o Spagna, purché (non) se segna
E se il Regno Unito tutto sommato si difende decorosamente, con sette marcatori per complessivi otto gol, fa davvero impressione la penuria di reti di chi gioca in Francia e in Spagna: appena una per la prima, dell'olandese Depay (Lione, ma promesso sposo del Barcellona), mentre la seconda è ancora tristemente ferma a zero. Peggio di Olanda e Belgio (2 a testa, grazie alle doppiette di Dumfries e Yaremchuk), ma anche della Cina, unica nazione extraeuropea a iscriversi alla conta grazie alla rete di Arnautovic, vicino al Bologna ma ancora di proprietà dello Shanghai Port. E sì, è vero che sia i Bleus che le Furie Rosse sono scesi in campo solo una volta, ma entrambe le selezioni sono rimaste all'asciutto. E se la squadra di Deschamps ha battuto la Germania deve ringraziare l'autogol di Hummels. A proposito, curiosità nella curiosità: anche nella classifica dei marcatori al contrario, Italia batte Germania di misura "grazie" alle autoreti degli juventini Szczesny e Demiral contro l'unica del centrale del Dortmund.
È derby d'Italia anche all'Europeo
Se infine si considerano i singoli club, in testa ci sono con tre gol le italiane Juventus (2 Ronaldo, Ramsey) e Inter (2 Lukaku, Skriniar) e ancora una tedesca, il Borussia Dortmund (Hazard, Guerreiro e Meunier). Mentre sono ancora tristemente a zero colossi mondiali del calibro di Barcellona, Bayern Monaco, Chelsea, Manchester United, Psg e Real Madrid. Da Griezmann a Lewandowski, da Pogba a Mbappé, da Havertz a Benzema: finora le stelle sono rimaste a guardare. E il cielo di Euro 2020 si tinge sempre di più d'azzurro.