Europei, la Spagna fa quadrato intorno a Morata: ma con la Polonia è già il giorno della verità

Alvaro Morata  (reuters)
Le Furie Rosse e il loro discusso attaccante alla vigilia di un incontro assolutamente da non fallire dopo il deludente 0-0 con la Svezia
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SIVIGLIA - Trovare l’unità del gruppo difendendo il compagno sotto attacco. È questa la strategia con cui la nazionale spagnola cerca di guadagnare compattezza, dentro e fuori dal campo, per cancellare la prestazione poco convincente contro la Svezia nella prima gara del girone europeo. Il giocatore attorno a cui tutta la Selección fa quadrato è Alvaro Morata, fischiato dal pubblico di casa due settimane fa al Wanda Metropolitano, nell’amichevole contro il Portogallo, e di nuovo lunedì scorso allo stadio la Cartuja di Siviglia. Due partite finite 0-0 in cui il 29enne madrileno ha sbagliato qualche gol di troppo.

Tutti in difesa di Alvaro

Il primo a rispondere ai fischi, a…

SIVIGLIA - Trovare l’unità del gruppo difendendo il compagno sotto attacco. È questa la strategia con cui la nazionale spagnola cerca di guadagnare compattezza, dentro e fuori dal campo, per cancellare la prestazione poco convincente contro la Svezia nella prima gara del girone europeo. Il giocatore attorno a cui tutta la Selección fa quadrato è Alvaro Morata, fischiato dal pubblico di casa due settimane fa al Wanda Metropolitano, nell’amichevole contro il Portogallo, e di nuovo lunedì scorso allo stadio la Cartuja di Siviglia. Due partite finite 0-0 in cui il 29enne madrileno ha sbagliato qualche gol di troppo.

Tutti in difesa di Alvaro

Il primo a rispondere ai fischi, a caldo dopo il match con gli svedesi, è stato il diretto interessato: “Non sono stato fortunato sotto porta, ma lo sarò più avanti. I fischi non vanno bene, credo che chiunque sia in campo vorrebbe essere sostenuto e applaudito”, ha detto Morata. In sua difesa si è speso anche l’allenatore Luis Enrique, che crede in lui tanto da averlo schierato titolare in due terzi delle gare da quando è commissario tecnico: “Sa giocare bene in attacco e in difesa. Ha grande personalità e merita gli applausi”, ha scandito nel dopo partita. Poi è toccato al giovanissimo Pedri, stellina del Barcellona, che in conferenza stampa ha ribadito: “Alvaro sta bene ed è molto forte mentalmente. È un grande giocatore, ci dà tanto, sa che i gol arriveranno”. Ha fatto eco Pablo Sanabria, parlando con i giornalisti al centro sportivo di Las Rozas.

Con la Polonia per la Roja vietato sbagliare

Per ribadire fiducia alla propria punta centrale, a cui la Juventus ha rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2022, la nazionale spagnola ha deciso di mandarlo questa sera in conferenza stampa con l’allenatore, alla vigilia dell’incontro di domani alle 18 con la Polonia. Sarà una partita delicata, contro un’avversaria ferita dopo la sconfitta subita dalla Slovacchia. Questa la situazione del girone: la Spagna - come anche la Svezia che domani alle 15 incontrerà la Slovacchia - comunque vada non potrà avere la certezza del primo o del secondo posto, né potrà essere sicura di essere eliminata. In caso di sconfitta, la Polonia non potrà arrivare fra le prime due. La Slovacchia, battendo la Svezia, si assicurerebbe il passaggio del turno. Gli svedesi saranno primi nel Gruppo E se riusciranno a imporsi sulla Slovacchia, e se poi la Spagna non dovesse battere la Polonia.

Busquets negativo, ma anncora indisponibile per la Polonia

Con la strenua difesa di Morata, la Roja cerca di passare sopra a problemi più profondi e strutturali. Dello squadrone che ha vinto per due volte di fila l’Europeo nel 2008 e nel 2012 non resta praticamente nulla. Capitan Sergio Ramos, che ieri ha ufficializzato l’addio al Real Madrid, non è nemmeno stato convocato, come peraltro nessun altro giocatore dei Blancos. Sergio Busquets è finalmente risultato negativo al CovidA questo si aggiunga che il possesso palla sfiancante della Spagna – brutta copia del gioco con cui Luis Enrique al Barcellona ha completato il Triplete nel 2015 – comincia a provocare mugugni fra i tifosi. Domani per la Roja sarà il giorno della verità. Vincere è un obbligo. Farlo con un gol di Morata sarebbe una preziosa iniezione di energia.