Inghilterra, limiti e pregi di una squadra che ancora non decolla
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Solida o troppo rigida? Attenta o sterile? Matura o paurosa? Le domande si sprecano sull'Inghilterra vista ieri contro la Scozia: uno 0-0 di grande orgoglio per i tartan e una mezza delusione per la nazionale dei Tre Leoni, che gioca praticamente in casa in questo torneo e che in squadra ha stelle invidiate da tutto il mondo. Processo all'Inghilterra? Ovviamente no, anche perché ha 4 punti su 6 e zero gol subiti. Ma non è ancora qualificata, a differenza di altre grandi, e per arrivare prima nel girone ora dovrà vincere contro la Repubblica Ceca nell'ultima giornata. Proviamo dunque a capire quali sono i limiti - e i pregi - visti sinora nella nazionale di Southgate.
L'attacco affollato ma sterile
L'attacco è il reparto più forte ed eterogeneo dell'Inghilterra. Harry Kane, Mount, Sterling, Calvert-Lewin, Rashford, Grealish, Sancho. È un'armata impressionante. Eppure, l'Inghilterra ha segnato un solo g…
LONDRA - Solida o troppo rigida? Attenta o sterile? Matura o paurosa? Le domande si sprecano sull'Inghilterra vista ieri contro la Scozia: uno 0-0 di grande orgoglio per i tartan e una mezza delusione per la nazionale dei Tre Leoni, che gioca praticamente in casa in questo torneo e che in squadra ha stelle invidiate da tutto il mondo. Processo all'Inghilterra? Ovviamente no, anche perché ha 4 punti su 6 e zero gol subiti. Ma non è ancora qualificata, a differenza di altre grandi, e per arrivare prima nel girone ora dovrà vincere contro la Repubblica Ceca nell'ultima giornata. Proviamo dunque a capire quali sono i limiti - e i pregi - visti sinora nella nazionale di Southgate.
L'attacco affollato ma sterile
L'attacco è il reparto più forte ed eterogeneo dell'Inghilterra. Harry Kane, Mount, Sterling, Calvert-Lewin, Rashford, Grealish, Sancho. È un'armata impressionante. Eppure, l'Inghilterra ha segnato un solo gol in due partite, e non solo per scarsa precisione. Gareth Southgate ha un'attitudine difensivista - prima non prenderle, poi pensiamo al resto - e lo si è visto palesemente proprio contro la Scozia ieri sera, quando - come ha poi confermato lui stesso in conferenza stampa - si è accontentato del pareggio, visto che le cose avrebbero potuto mettersi male: "L'importante per me è qualificarsi", ha detto il commissario tecnico. Un atteggiamento concreto, che sfida anche manchevolezze e ingenuità della nazionale inglese negli ultimi decenni. Ma tutto questo è giustificabile con un reparto così potenzialmente devastante, e con tanti altri fuori, vedi Maddison?
Southgate ieri ha fatto solo due cambi, nonostante tutto. Una scelta discutibile, visto l'incredibile potenziale in attacco e il risultato inchiodato sullo 0-0 (una vittoria avrebbe regalato la qualificazione), ma lui ha preferito così, per non sbilanciare la squadra e non rischiare dunque una clamorosa sconfitta che avrebbe fatto sprofondare l'Inghilterra nell'incubo eliminazione. Certo è che una Scozia così arroccata poteva essere sconfitta solo da una pressione ancora più decisa, o da un colpo di un singolo, o per esempio con un opportunista letale come Calvert-Lewin. Invece Southgate ha messo dentro (al posto di uno stralunato Foden) soltanto Grealish, uno dalla tecnica sopraffina e anarchica, ma irritante nell'inconcludenza di ieri sera.
E il mistero Kane
Poi c'è il capitolo Harry Kane. Che le prime due partite le ha toppate completamente. Kane si è messo sul mercato da solo qualche settimana fa, per lasciare il Tottenham e "finalmente vincere" qualcosa. Di certo, ha scelto il momento sbagliato per piazzarsi in vetrina. Ai Mondiali del 2018 in Russia aveva spaccato gli avversari con sei reti e il suo solito, sublime lavoro sporco. Quest'anno, almeno nelle prime due partite, Kane non c'è stato. Non solo di testa, anche dal punto di vista fisico: è lento, arranca, mai lucido. Forse quel recupero lampo per la finale - poi persa - di Coppa di Lega con il Tottenham gli ha fatto più male che bene. Ora Kane è palesemente sfasato e chissà se riuscirà a recuperare in tempo. Tempo che agli Europei e Mondiali scorre veloce, troppo.
La mancanza di un leader
Ma forse la più grave carenza dell'Inghilterra ieri contro la Scozia è stata l'assenza di un leader. Ovvero di uno che, nei momenti complicati come di fronte al roccioso 3-5-2 della Scozia, prenda l'iniziativa, si assuma dei rischi o, almeno, tenga su il morale e la pressione della squadra. Ecco, un giocatore del genere alla nazionale inglese in questo momento manca, e questo è un grave problema. L'assenza di Henderson in mezzo al campo e Maguire (che dovrebbero essere sulla via del recupero) sono pesanti, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello caratteriale e motivazionale. La grave sensazione avuta ieri dal campo contro la Scozia è proprio quella che, dopo le fiammate dei primi minuti dei due tempi, la squadra si afflosciasse mentalmente su se stessa e cominciasse a scaricare la palla sul compagno già vicino e a mordersi inevitabilmente la coda, con scarsa personalità. Un problema grosso, ma che il ritorno di Henderson e/o Maguire potrebbe risolvere.
I pregi
Poi certo, l'Inghilterra ha una grande difesa. Non a caso Southgate fino a qualche tempo fa giocava con il 3-5-2. Zero gol subiti sinora e una solidità sinora raggiunta con diversi giocatori - per esempio Walker e Trippier ieri non hanno stranamente giocato contro la Scozia. Stones e Mings sono una sicurezza al centro in attesa di Maguire, così come il portiere Pickford, finalmente maturato e con le sue gigantesche potenzialità al servizio della squadra. Il centrocampo poi, nonostante l'assenza di Henderson, sinora ha fatto un grande filtro, e Rice e Phillips sono stati all'altezza. Infine, il non voler rischiare contro la Scozia e tenersi il pari potrebbe essere simbolo di notevole maturità di una squadra che negli ultimi anni non si è distinta in queste categorie. Quindi, forse, non c'è poi troppo da disperarsi per quest'Inghilterra. Forse, come dicono gli inglesi, the best has yet to come, il bello deve solo venire.