Turchia spalle al muro, la Svizzera sta poco meglio: a Baku il derby delle deluse

Il ct turco Senol Gunes
Il ct turco Senol Gunes  (reuters)
Sfida delle disperazione per salvare un Europeo finora deficitario. Gunes promette il riscatto: "Abbiamo perso entisuasmo". Petkovic si rivolge ai tifosi: "Ritroviamo i nostri valori"
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BAKU - L'altra partita del girone dell'Italia è diventata un mesto spareggio tra le deluse, con Turchia e Svizzera che rischiano molto seriamente di uscire a braccetto dai primi Europei itineranti, a cui si erano invece presentate con grandi e sbandierate ambizioni. Per continuare almeno a sperare, infatti, entrambe sono infatti obbligate a vincere nello scontro diretto all'Olympic Stadium di Baku, con gli elvetici che confidano nell'aiuto involontario degli azzurri per agganciare in extremis il Galles al secondo posto. Ma peggio ancora sta messa la Nazionale di Gunes, che è ancora a zero punti in classifica e alla quale potrebbe non bastare nemmeno una goleada per entrare nella bagarre dei ripescaggi. Onesta l'autocritica del ct, finito. sotto processo “Purtroppo dopo il ko nel debutto a Roma abbiamo smarrito la fiducia in noi stessi e ci è mancato all'improvviso pure l'entusiasmo: per questo siamo rimasti finora nettamente al di sotto delle nostre aspettative, deludendo noi stessi e la nostra tifoseria. Vorremmo tutti avere più successo e sarò io il responsabile in caso di fallimento...”.

Gunes con le spalle al muro

Gunes sa di essere con le spalle al muro. “Essere a zero punti e senza gol segnati è molto triste. In Turchia avevano grandissima fiducia in noi ed è sembrata la fine del mondo, invece niente è ancora perduto. Non vogliamo tornare a casa senza nemmeno una vittoria: contro la Svizzera dimostreremo al nostro paese quanto valiamo davvero e di cosa siamo capaci. Cambierò qualche cosa per avere un approccio diverso a questa partita. Contro Italia e Galles abbiamo concesso troppo spazio ai nostri avversari. Siamo dispiaciuti almeno quanto i nostri tifosi. Mi aspettavo pure io molto di più”, ha fatto ammenda il ct. “Ho sempre scelto i giocatori che ritenevo più adatti per partire tra i titolari. Ma non c'è negatività e nemmeno tensione nel nostro gruppo, anche se ovviamente chi ha avuto meno spazio è meno contento. Siamo una squadra molto giovane e pure l'inesperienza ci ha penalizzati. Resto orgoglioso di questo gruppo, il livello del torneo è alto. So che abbiamo pochissime chance di passare il turno ed è giusto far notare che il Galles è stato agevolato dal calendario”. Amareggiato anche il difensore Soyuncu. “Siamm molto dispiaciuti di trovarci in questa situazione e delusi per la nostra nazione e i tifosi, però vogliamo finire il girone con tre punti e contro la Svizzera scenderà in campo una Turchia completamente diversa, non vediamo l'ora di giocare. I cinque gol subiti in due partite bruciano e dobbiamo accettare le critiche. Dobbiamo innanzitutto ammettere i nostri errori, di cui abbiamo parlato con il nostro allenatore. Ma per crescere bisogna soprattutto restare uniti, soprattutto nei periodi più difficili. Ci aspetta una gara aperta, anche i nostri rivali devono vincere”.

Petkovic: "Ritrovare i giusti valori"

La Svizzera è appena tornata a Baku dopo lo sfortunato blitz a Roma e dovrà guardarsi pure dalla stanchezza. Ma Petkovic nonostante tutto resta ottimista e alla vigilia ha scritto addirittura una lunga lettera aperta ai tifosi, facendo il punto della situazione. “Contro l’Italia volevamo fare del nostro meglio e rendervi orgogliosi attraverso una vittoria. Dopo le molteplici prove affrontate durante la pandemia, gli obiettivi erano importanti. Forse troppo. Alla fine ha prevalso solo la delusione. Ce ne scusiamo dal profondo del cuore. Ora però bisogna guardare avanti. Siamo una grande famiglia, all’interno della quale ogni tanto si rompe qualche piatto e i passi falsi possono succedere. Problemi dei quali, poi, discutiamo insieme, facendo chiarezza. E ciò per tornare ad abbracciarci e inseguire, fianco a fianco, obiettivi ambiziosi. Nel match decisivo con la Turchia, la nostra ultima chance, dovremo adottare il giusto atteggiamento tattico e anche tornare a veicolare i nostri valori: solidarietà, identificazione, gioia e rispetto. Insieme possiamo farcela. Ecco perché il vostro sostegno, in queste ore, sarà decisivo. Così come la vostra solidarietà e positività. Faremo di tutto per condividere una grande gioia e rendervi fieri del traguardo ottenuto dalla squadra. Dalla nostra Nazionale, la nostra Svizzera”. Al gruppo (tutti sono disponibili) si è aggregato in extremis il neo papà Sommer, che aveva beneficiato di un permesso per raggiungere moglie e figlia. "Ho fatto in tempo ad arrivare in Azerbaigian per questa gara e darò il massimo per aiutare i miei compagni - ha promesso il portiere - Siamo certi di avere ancora delle possibilità e ce le giocheremo fino alla fine. La qualificazione non è ancora compromessa".

Petkovic durante l'allenamento della Svizzera
Petkovic durante l'allenamento della Svizzera (ansa)