Cambiare tutto perché nulla cambi. Il gattopardo Mancini è arrivato dove voleva, al comando di un'Italia/bis circonfusa di luce: miglior attacco, miglior difesa, tre vittorie su tre, il primato di Pozzo. Santi subito. Ma adesso sì che può cambiare tutto, l'eliminazione diretta può essere una trappola senza ritorno. Gli spensierati azzurri diventano azzurri quasi favoriti: è un'altra dimensione e bisogna saperla vivere. Non più Roma ma Londra, sperando nell'ultima fermata Wembley, l'11 luglio. Per intanto, forse, l'Ucraina che è materiale esplodente e ci conosce benissimo. L'ha detto anche il ct: da oggi comincia un altro Europeo.
Il Galles ci ha detto che Verratti è recuperato e Chiesa è sempre tonicissimo, va avanti così da mesi e non rallenta mai. Per Mancini è tempo di scelte anche dolorose: ma con quale cuore rinunciare allo scintillante Locatelli visto contro la Svizze…
Cambiare tutto perché nulla cambi. Il gattopardo Mancini è arrivato dove voleva, al comando di un'Italia/bis circonfusa di luce: miglior attacco, miglior difesa, tre vittorie su tre, il primato di Pozzo. Santi subito. Ma adesso sì che può cambiare tutto, l'eliminazione diretta può essere una trappola senza ritorno. Gli spensierati azzurri diventano azzurri quasi favoriti: è un'altra dimensione e bisogna saperla vivere. Non più Roma ma Londra, sperando nell'ultima fermata Wembley, l'11 luglio. Per intanto, forse, l'Ucraina che è materiale esplodente e ci conosce benissimo. L'ha detto anche il ct: da oggi comincia un altro Europeo.
Il Galles ci ha detto che Verratti è recuperato e Chiesa è sempre tonicissimo, va avanti così da mesi e non rallenta mai. Per Mancini è tempo di scelte anche dolorose: ma con quale cuore rinunciare allo scintillante Locatelli visto contro la Svizzera? Quella era stata un po' la Nazionale del Sassuolo (Berardi, Locatelli), stavolta lo è dell'Atalanta (Pessina, Toloi): tra i migliori tecnici dell'Europeo c'è dunque Gasperini in contumacia, tra i suoi capolavori mettiamoci pure il memorabile Gosens di sabato e Malinovskyi, che probabilmente ci attende a Londra con quel suo tiro fulminante. E che non sia un tiro mancino.
Ripensando agli ultimi anni, per non pochi azzurri questo Europeo è anche uno snodo decisivo, l'occasione per essere finalmente protagonisti. Non i giovanissimi che dal Qatar in avanti costruiranno il loro destino, ma la generazione di Verratti e Jorginho, Belotti e Immobile, Emerson e Insigne, scavalcati dal Mondiale 2018 e adesso pronti per età, carriera, motivazioni. Il vero rischio è tutta questa azzurrità attorno agli azzurri, finora senza un vero inciampo: che succede, quando verrà? Va ad esaurirsi il vantaggio logistico, si deve salutare lo stadio amico nell'amata Roma, si comincia a mettere indumenti nel trolley e a cercare il numero del gate. Nessuna delle grandi è esente da ombre, a parte noi: un altro motivo di vanto, ma anche di scaramanzia per noi gattopardi famelici e sempre un po' scettici.