Europei, Francia; cercasi Giroud: "Io un nonnetto? Sì ma sono vivo"

Olivier Giroud durante un allenamento a Budapest (ansa)
A quasi 35 anni, il grande escluso dei Bleus per far posto a Benzema aspetta la sua ora: "Non c'è nessuno con il mio fisico"
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BUDAPEST. Nandor Stadium di Budapest. Olivier Giroud, bocca aperta in cerca d'aria sotto il sole cocente, suda come un dannato con tutte le riserve dopo una seduta di allenamento molto spinta di quasi un'ora e mezzo per i cosiddetti coiffeurs (così vengono chiamate in Francia le riserve della nazionale, ndr). A pochi metri di distanza, Karim Benzema, seduto su un pallone dopo alcuni esercizi addominali, parla tranquillamente con Pogba, Kimpembe e Mbappé. È una scena che riassume bene la situazione che sta vivendo Giroud, il secondo marcatore nella storia della nazionale transalpina in questi Europei. E simboleggia anche l'evidente declassamento nella gerarchia degli attaccanti vissuto, dopo il ritorno di Benzema, dal campione d'Europa con il Chelsea.

A 34 anni, con 109 convocazioni in nazionale (il quinto della storia, davanti a Zinedine Zidane) e 46 gol, l'ex giocatore del Tours aspetta pazientemente giorni migliori e, soprattutto, di poter g…

BUDAPEST. Nandor Stadium di Budapest. Olivier Giroud, bocca aperta in cerca d'aria sotto il sole cocente, suda come un dannato con tutte le riserve dopo una seduta di allenamento molto spinta di quasi un'ora e mezzo per i cosiddetti coiffeurs (così vengono chiamate in Francia le riserve della nazionale, ndr). A pochi metri di distanza, Karim Benzema, seduto su un pallone dopo alcuni esercizi addominali, parla tranquillamente con Pogba, Kimpembe e Mbappé. È una scena che riassume bene la situazione che sta vivendo Giroud, il secondo marcatore nella storia della nazionale transalpina in questi Europei. E simboleggia anche l'evidente declassamento nella gerarchia degli attaccanti vissuto, dopo il ritorno di Benzema, dal campione d'Europa con il Chelsea.

A 34 anni, con 109 convocazioni in nazionale (il quinto della storia, davanti a Zinedine Zidane) e 46 gol, l'ex giocatore del Tours aspetta pazientemente giorni migliori e, soprattutto, di poter giocare di più. Del resto non può fare altro, se Didier Deschamps preferisce avere Benzema come punta. Una situazione che dovrebbe ripetersi, salvo sorprese, anche domani contro il Portogallo per la terza e ultima partita dei francesi in questo primo turno della competizione. 

Dall'inizio degli Europei, il bilancio di Giroud è magro. Non convocato contro la Germania martedì scorso (1-0), ha giocato solo 15 minuti, piuttosto opachi nonostante un passaggio per Mbappé che avrebbe potuto andare a rete proprio alla fine della partita, nella fornace della Puskas Arena sabato contro l'Ungheria. In privato, lui dice di non essere risentito, ma anche di non avere intenzione di rinunciare, mantenendosi pronto e in forma nel caso che il selezionatore lo chiami. In fondo spera che la situazione possa cambiare. "Olivier è felice di vedere vincere la nazionale, ma vorrebbe dare di più", dice il suo agente, Michael Manuello.  È quanto si spera anche nello spogliatoio francese, dove l'atteggiamento del campione del mondo seduce tutti e non sorprende nessuno. "Siamo molto vicini, e posso dirvi che è sereno. In campo dà tutto", ammette Antoine Griezmann. "È eccezionale avere un attaccante come lui. Per lui non è facile. Sappiamo che è lì, pronto a fare la differenza. È fantastico quello che sta facendo per il gruppo".

Molto amico del capitano Hugo Lloris, con cui ha giocato in nazionale ma anche a Londra per quasi dieci anni e con cui passa ore a discutere dopo le partite ascoltando le canzoni di Jean-Jacques Goldman nella loro stanza, Olivier Giroud ama poco parlare della sua situazione personale una volta spenti i microfoni e le telecamere. Non è il tipo che si lamenta o che fa casino nello spogliatoio. "Ci è passato cinquanta volte nella sua carriera e sa esattamente cosa deve fare", dice uno dei suoi amici. "Tacere, lavorare e aspettare che venga la sua ora". Arriverà quest'ora durante gli Europei? Il ritorno di Benzema ha sconvolto tutto nell'attacco della squadra francese, ma dopo quattro partite senza gol il risultato è piuttosto deludente. Tuttavia, è difficile per Deschamps cambiare marcia al primo segno di difficoltà. "Si può amare o meno il giocatore, ma il suo curriculum parla per lui e trovo che Giroud è stato messo un po' troppo in fretta in panchina", dice l'ex giocatore Mickaël Madar. "Deve essere difficile da accettare. Non si merita di essere trattato così". 

Lo avevamo incontrato all'inizio di giugno - in videoconferenza a Clairefontaine - prima della partenza per gli Europei. Lui sapeva di trovarsi in una situazione più scomoda rispetto a tre anni fa in Russia. Ma non si è abbattuto. Né ha rinunciato alle sue ambizioni. "La squadra ha una forza d'urto incredibile, ma io ho una carta da giocare, non ci sono altri giocatori con il mio profilo (1,92 m, 93 kg)", ci aveva detto con vigore. "Sono qui per rispondere presente e per dare alla squadra quello che so fare. Ho il fisico, la voglia e, se i giovani mi vogliono spostare, dovranno darsi da fare anche loro".

E Giroud confidava con una grande risata: "Non sono finito, tutt'altro. Contate su di me, il nonno non è morto!". Interrogato sul suo ruolo di riserva negli Europei, concludeva, quasi profeticamente: "È letteratura. Voglio sempre di più, gli obiettivi sono lì, vincere e nient'altro. Mi concentro sul campo e su quello che devo fare, dopodiché, il resto non si farà aspettare".

Seduto al tavolo di Benzema durante i pasti quotidiani a Clairefontaine (poi la disposizione dei posti è stata modificata), Giroud si considera "in pace" su questo punto. La metafora del go-kart e della F1 ("Non confondiamo la F1 con il go-kart. E sono gentile. Ora, il prossimo. Non parlo nemmeno più di lui. So di essere la F1", dichiarò Benzema sui social network nel marzo del 2020) sembra ormai lontana. "Non c'è alcun motivo per colpirsi a vicenda, con Karim", spiega. "Le dichiarazioni che faceva su di me mi facevano sorridere, anzi soprattutto ridere. La presi bene all'epoca e oggi ancora di più. Anche qui, bisogna saper perdonare e non portare rancore. La mia fede mi permette di essere in pace. Se vinciamo gli Europei, andremo entrambi a festeggiare su una pista di go-kart, sarà una bella foto". 

Nelle sue valigie per gli Europei, Olivier Giroud - cristiano evangelico - ha messo il libro Le Temps d'une pause. È una meditazione per crescere con Dio ogni giorno, un libro che consulta "un po' ogni giorno". Come per trarne altre risorse e per alimentare una certa forza di carattere. "Avrò presto 35 anni (li compirà a settembre, ndr), ma ho l'energia di un ventenne", dice in conclusione. Segno di un attaccante che è stato declassato, ma che non si arrende.

©Le Figaro/Lena, Leading European Newspaper Alliance. Traduzione di Luis E. Moriones

(Lena è Leading European Newspaper Alliance, l’alleanza di otto giornali europei di cui “Repubblica” fa parte insieme a “Die Welt”, “El País”, “Gazeta Wyborcza”, “Le Figaro”, “Le Soir”, “Tribune de Genève” e “Tages-Anzeiger)