Verratti: "Italia, devi pensare in grande". Ed esalta Jorginho: "E' intoccabile"
Genio e genietto. Con il ritorno in campo, contro il Galles, di Marco Verratti ("Mancini mi ha sempre dato fiducia dicendomi di lavorare il più possibile - dice a Uefa.com il giocatore del Paris Saint German - devo ringraziarlo perché mi ha aspettato") il ct può schierare in mezzo al campo una coppia talento&cervello, affiancando i due talentuosi centrocampisti: "Jorginho fa sembrare tutto molto semplice. Penso che sia indispensabile per questa squadra, per il suo modo di giocare. Non abbiamo molti calciatori con quelle caratteristiche: è intoccabile. Fa girare la squadra, ha i tempi di gioco che permettono a tutti di rendere al meglio".
In assenza dell'ex Pescara, contro Turchia e Svizzera ha brillato Manuel Locatelli: "Avere tante alternative a centrocampo è un vantaggio per tutti: per il mister, per la squadra, per i compagni. Siamo una squadra che si diverte a giocare, un mix fra giovani e giocatori un po' più anziani. Siamo una bella squadra, lo stiamo dimostrando sul campo e possiamo dire la nostra" il pensiero del 28enne giocatore abruzzese.
Il gioco di Mancini
Anche a livello internazionale la percezione della Nazionale è cambiata: non più la vecchia Italia catenaccio e contropiede, ma una squadra che gioca benissimo e che adesso è tra le favorite alla conquista del titolo: "Penso dipenda molto dai risultati che abbiamo fatto - continua Verratti a uefa.com - però bisogna pensare a noi stessi perché sono sicuro che, quando le cose andranno male, le prime persone a criticarci saranno quelle che oggi ci fanno degli elogi. Bisogna continuare a giocare nel modo in cui sappiamo: tranquilli, senza pressioni, giocando a calcio e divertendoci. Anche nelle tre partite che ho visto da fuori mi sono divertito a vedere la squadra e se mi sono divertito io vuol dire che si sono divertiti gli Italiani".
Partita con l'Austria
Sabato la prima partita da dentro-fuori contro l'Austria: "Sarà una sfida difficilissima perché giochiamo un ottavo di finale e le partite facili non ci sono. Basta vedere cosa è successo in Germania-Ungheria, a dieci minuti dalla fine i tedeschi erano fuori. Sono squadre che danno la vita in campo com'è giusto che sia e sarà difficile. Più vai avanti e più c'è pressione, adesso è dentro o fuori quindi alla fine della partita o continui questo sogno o vai a casa. Abbiamo dei ragazzi giovani che delle volte non si rendono nemmeno conto e questo è un buon segno: ci vuole quel giusto entusiasmo che ci porta a fare delle cose senza pensare molto, solo così potremo fare qualcosa di straordinario". Ora pensare a Wembley per la finale, non per la partita con l'Austria, è ambizioso: "Se non ti poni certi obiettivi è difficile raggiungerli. L'obiettivo, il sogno, la voglia di vincere ogni partita ci deve essere sempre perché solo così ti aiuta ad avere quel qualcosa in più. Sappiamo che in tutte le partite dovremo dare la vita".