Europei: la reunion di Ronaldo e Benzema, gemelli separati con l'eterno vizio del gol

Ronaldo e Benzema a fine partita (afp)
Per anni insieme al Real, si sono ritrovati a Budapest da avversari e Francia-Portogallo è stata decisa da due loro doppiette: "È stato bello rivederci"
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BUDAPEST. Benzema e Ronaldo hanno giocato assieme 622 partite e realizzato 475 gol. Ne hanno giocata una contro e hanno segnato tutte le reti che ci sono state, quattro su quattro: è stata una specie di reunion e il gol si è fatto celebrare così, andando a onorare chi ne ha fatto la storia. Loro sono stati gemelli strani, perché Benzema è stato il centravanti gregario dell'attaccante divo, anche se da quando si è messo in proprio si è scoperto che le sue reti incidono sui risultati del Real più di quanto fosse accaduto con Cristiano, che pure ha viaggiato per nove stagioni alla pazzesca media di più di un gol a gara.

L'abbraccio tra i gemelli: &quo…

BUDAPEST. Benzema e Ronaldo hanno giocato assieme 622 partite e realizzato 475 gol. Ne hanno giocata una contro e hanno segnato tutte le reti che ci sono state, quattro su quattro: è stata una specie di reunion e il gol si è fatto celebrare così, andando a onorare chi ne ha fatto la storia. Loro sono stati gemelli strani, perché Benzema è stato il centravanti gregario dell'attaccante divo, anche se da quando si è messo in proprio si è scoperto che le sue reti incidono sui risultati del Real più di quanto fosse accaduto con Cristiano, che pure ha viaggiato per nove stagioni alla pazzesca media di più di un gol a gara.

L'abbraccio tra i gemelli: "Che piacere rivederci"

Nel giorno in cui i più grandi attaccanti degli anni Dieci (si include la doppietta di Lewandowski e si lascia a parte Messi, che fa categoria a sé) hanno rinfrescato il loro statuto, Benzema e Ronaldo si sono goduti il loro primo ritrovo da quando Cristiano lasciò Madrid, tre anni fa. "Mi ha fatto piacere rivederlo", ha raccontato il francese. "Cosa ci siamo detti? Le solite cose, come va, ti trovo bene, buona fortuna per il club e la nazionale e intanto continuiamo a godercela".

I record e i tabù abbattuti da Cristiano

Ronaldo è già capocannoniere con quattro gol in tre partite, anche se tre su rigore e un solo su azione: a porta vuota da due metri. Però ha fatto un altro passo nella storia, raggiungendo l'iraniano Alì Daei in cima alla classifica di chi ha segnato di più con la maglia della nazionale: adesso sono a quota 109 entrambi, una mostruosità. Oltretutto, nel corso di questo Europeo, CR7 ha abbattuto due tabù: non aveva mai segnato né alla Germania né alla Francia e si è tolto entrambi gli sfizi. Adesso lo aspettano il Belgio e Lukaku, cioè uno dei mille pretendenti al suo trono. Intanto, sui social ha fatto i complimenti alla squadra e avrà ricordato a se stesso e ai compagni che anche cinque anni fa in Francia il Portogallo partì pianissimo, passò grazie ai ripescaggi e poi migliorò di partita in partita fino a vincere il titolo.

Benzema e la lunga attesa: "Ma a me la pressione piace"

Benzema cinque anni fa non c'era. Lui erano quasi sei anni che non indossava la maglia blu per via della famosa vicenda del ricatto a luci rosse a Valbuena, nel quale anche lui era invischiato. Deschamps la ha perdonato soltanto il mese scorso e lui si è sbloccato soltanto mercoledì sera: era dall'ottobre del 2015 (doppietta all'Armenia in amichevole) che non segnava in nazionale e ha voglia a dire che "a me la pressione piace, più ce n'è più motiva", perché invece l'attesa lo stava logorando e s'è visto anche quando ha strappato di mano a Griezmann il pallone con cui battere il rigore. "Nessuna discussione, non si discute in campo. Ho voluto tirare perché ero concentrato e avevo fiducia in me stesso". Nel test pre Euro contro il Galles, Griezmann (il rigorista è lui, è bene ricordarlo) gli aveva concesso di calciare il penalty che avrebbe potuto rompere il ghiaccio, ma Benzema lo sbagliò: di fuori non lo esterna ma dentro ha un tumulto, è evidente.

Dopo la partita, mercoledì sera, si sforzava di dimostrarsi calmo, freddo, quasi distaccato, in totale controllo di sé: l'impressione che non lo fosse del tutto e che in queste prime gare l'emozione lo abbia limitato, nonostante la fiducia illimitata di Deschamps ("C'è davvero qualcuno che ancora dubita del suo valore?"). Lui comunque l'ha raccontata così: "Tutti aspettavano questo gol, ma io non ero in ansia: sono abituato a questa pressione, anche se riconosco che qui ce n'è di più perché giocare per un Paese intero non è come farlo in un club. Adesso voglio continuare a segnare e far segnare, anche se stavolta non ci sono riuscito. Le aspettative e le critiche fanno parte del gioco, ma io mi nutro di queste cose e del sostegno dei tifosi, che con il Portogallo mi hanno aiutato tantissimo".

Il po-po-po per Ronaldo, gli insulti e gli invasori

A Ronaldo, invece, i tifosi portoghesi dedicano da sempre un coro sulle note del famoso po-po-po, che oltretutto in questo europeo fa parte della colonna sonora voluta dall'Uefa, cosicché tutti gli stadi adesso imitano la nostra canzoncina mondiale (tranne i portoghesi, per l'appunto: per loro è la canzoncina ronaldiana). Tra i grandi classici che Portogallo-Francia ha riproposto ci sono stati anche gli invasori di campo che vanno a caccia di un contatto con Ronaldo: ieri a fine partita ci hanno provato in tre ma la polizia ungherese li ha placcati prima, anche se in queste situazione, oramai un'abitudine, lui in genere sfoggia un côté tenero che generalmente non gli appartiene, accetta l'approccio e concede l'abbraccio, mentre col pubblico ungherese ormai è guerra: se l'altra volta gli avevano rivolto cori omofobi e lui aveva reagito con un'esultanza sprezzante, quasi provocatoria, cos' pure stavolta ha incassato una bella dose di fischi e insulti oltre al lancio di oggetti, per fortuna poco contundenti, quando ha celebrato il 2-2.