Pizza e grigliata, l'attesa degli azzurri al maxischermo

(reuters)
Tutti insieme all'aperto per vedere Belgio-Portogallo e scoprire il nostro avversario e uno strappo alla dieta per il gruppo della nazionale al rientro da Londra: lo meritava il successo conquistato nei supplementari contro l'Austria
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LONDRA. Una grigliata in giardino davanti alla partita in tv, a mangiare salsicce, bistecche fiorentine, la pizza. Come un gruppo di amici a guardare le partite dell'Europeo. Solo che il giardino era il prato accanto ai campi di Coverciano, la tv un maxischermo fatto montare appositamente dalla Federcalcio e il gruppo di amici è la Nazionale di Roberto Mancini. Che ha deciso di trasformare in una festa la visione collettiva di Belgio-Portogallo e l'attesa della scoperta del prossimo avversario, nei quarti di Monaco di Baviera, venerdì prossimo. Per una volta anche il fiscalissimo nutrizionista dell'Italia si è convinto a concedere una deroga, per lasciare che Chiesa e compagni si godessero la serata senza pensieri: lo meritava il successo strappato nei supplementari all'Austria, che ha permesso di centrare il traguardo minimo.

LONDRA. Una grigliata in giardino davanti alla partita in tv, a mangiare salsicce, bistecche fiorentine, la pizza. Come un gruppo di amici a guardare le partite dell'Europeo. Solo che il giardino era il prato accanto ai campi di Coverciano, la tv un maxischermo fatto montare appositamente dalla Federcalcio e il gruppo di amici è la Nazionale di Roberto Mancini. Che ha deciso di trasformare in una festa la visione collettiva di Belgio-Portogallo e l'attesa della scoperta del prossimo avversario, nei quarti di Monaco di Baviera, venerdì prossimo. Per una volta anche il fiscalissimo nutrizionista dell'Italia si è convinto a concedere una deroga, per lasciare che Chiesa e compagni si godessero la serata senza pensieri: lo meritava il successo strappato nei supplementari all'Austria, che ha permesso di centrare il traguardo minimo.

Uscire agli ottavi contro un avversario rispettabile ma comunque inferiore sarebbe stata una bocciatura. Adesso l'Italia si è almeno tolta di dosso l'ansia del fallimento. Nelle ultime tre edizioni dell'Europeo, ai quarti di finale il destino azzurro si è deciso sempre ai rigori: Donadoni uscì con la Spagna nel 2008, Prandelli andò avanti con l'Inghilterra nel 2012 (e poi arrivò fino alla finale), Conte finì fuori contro la Germania nel 2016. Da ora in avanti, ogni passo sarà una conquista. Anche economica: il successo sull'Austria vale già per tutti gli azzurri un assegno da 30 mila euro. E la Federazione ha già incassato 16 milioni e 750 mila euro in totale dall'Uefa per la partecipazione al torneo e i risultati fin qui ottenuti.

La grigliata di Coverciano, voluta dal ct, servirà soprattutto a scaricare la tensione accumulata in un mese passato in isolamento totale o quasi. Solo qualcuno è riuscito a salutare la famiglia, sempre a distanza e solo per pochi minuti, in albergo, prima delle partite romane: Spinazzola avrebbe voluto abbracciare il figlio, venuto a vederlo all'Olimpico, dopo essere stato nominato star della partita all'esordio, ma le rigide norme anti-Covid glielo hanno impedito. Anche il barbiere, per entrare a Coverciano, deve sottoporsi a tampone. Lo stress della bolla avvolge camerieri, cuochi, magazzinieri: stessa vita dei campioni, senza averne la vetrina.

Tutto questo spiega i festeggiamenti scatenati degli azzurri, in pullman, uscendo da Wembley, documentati dagli smartphone di Bonucci e Florenzi. Nei video si canta Mameli a squarciagola, c'è Florenzi che si tiene stretto Belotti e fa il direttore d'orchestra. C'è Verratti che batte il tempo sul vetro, e poi Immobile, Donnarumma e tutti gli altri che danno scappellotti a Insigne per poi chiudere tutti insieme con "l'Italia chiamò". Fino a ieri, sorrisi e relax. Da oggi l'Italia torna a chiamare.