Inghilterra, i pochi secondi di Calvert-Lewin: "Ma verrà il mio momento"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Dominic Calvert-Lewin è il giocatore di cui forse avrebbe bisogno l'Inghilterra, soprattutto per quel suo rapace senso del gol: presenza, potenza, velocità. Eppure, la punta titolare resta Harry Kane, pure capitano della nazionale, nonostante prestazioni ancora appesantite e sterili. E così Calvert-Lewin sinora ha giocato soltanto pochi secondi, subentrando a Sterling al 92esimo contro la Croazia. Per il resto, panchina, panchina, panchina. Nonostante 36 gol nelle ultime due stagioni in Premier League con l'Everton, anche - o forse soprattutto - per merito di Carlo Ancelotti. Che però, un giorno all'improvviso, adesso ha lasciato il suo pupillo Dominic ed è tornato ad allenare il "suo" Real Madrid.
Calvert-Lewin: "Arriverà il mio momento"
"Ma arriverà il mio momento", assicura Calvert-Lewin, in questa videochiamata con "Repubblica" e con a…
LONDRA - Dominic Calvert-Lewin è il giocatore di cui forse avrebbe bisogno l'Inghilterra, soprattutto per quel suo rapace senso del gol: presenza, potenza, velocità. Eppure, la punta titolare resta Harry Kane, pure capitano della nazionale, nonostante prestazioni ancora appesantite e sterili. E così Calvert-Lewin sinora ha giocato soltanto pochi secondi, subentrando a Sterling al 92esimo contro la Croazia. Per il resto, panchina, panchina, panchina. Nonostante 36 gol nelle ultime due stagioni in Premier League con l'Everton, anche - o forse soprattutto - per merito di Carlo Ancelotti. Che però, un giorno all'improvviso, adesso ha lasciato il suo pupillo Dominic ed è tornato ad allenare il "suo" Real Madrid.
Calvert-Lewin: "Arriverà il mio momento"
"Ma arriverà il mio momento", assicura Calvert-Lewin, in questa videochiamata con "Repubblica" e con alcuni giornalisti inglesi alla vigilia di Inghilterra-Germania di martedì a Wembley. L'attaccante inglese, 24 anni, spiega perché Southgate ha cambiato l'anima di questa nazionale e rivela particolari sul suo rapporto con il maestro "Carletto", come Ancelotti lo ha migliorato e il loro ultimo scambio di messaggi. Calvert-Lewin è un ragazzo molto sicuro di sé, con l'accento rotondo e sonoro di Sheffield. E se qualcuno gli fa una domanda in un inglese troppo raffinato, lui fa finta di non capire e poi lo corregge, ripronunciando la parola nell'inglese che lui considera giusto.
Calvert-Lewin, mica avrà rinunciato a essere titolare, visto che non gioca nonostante un Kane così fuori forma?
"L'importante è essere sempre pronti, come cerco di essere. Anche perché ogni giorno si acquisisce sempre più esperienza, anche in questi momenti. So bene che Harry è il capitano e il titolare, per questo è il primo che finisce sotto il fuoco delle critiche. Ma io lo sosterrò al 100%, perché ha delle qualità indiscutibili, lo ha sempre dimostrato in passato e lo farà anche a questi Europei".
Almeno però, come squadra non avete subito ancora un gol.
"Questa è la cosa più importante per noi al momento: il "clean sheet" raggiunto sinora in tutte le partite dell'Europeo ci ha dato sempre più sicurezza".
Southgate vi dice esplicitamente di essere più cauti, a differenza di altre Inghilterre più offensive in passato?
"No, o almeno non me ne sono mai accorto. L'importante è continuare su questa strada, continuare a giocare il nostro calcio solido e non rinunciare a questa nostra identità".
E la Germania a Wembley? La temete?
"Non li sottovalutiamo, hanno forza e valore e cercheranno di giocare alla propria maniera. Ma non sentiamo la partita particolarmente, per noi è solo un altro match".
Certo, sotto la guida di Southgate, la nazionale inglese ha raggiunto le semifinali agli ultimi Mondiali del 2018 e oggi è tra le favorite di Euro2020.
"Il mister ha avuto un impatto immenso su di noi. Perché ha modernizzato il gioco di questa nazionale, rispetto agli ultimi anni. Ha ringiovanito la rosa, ma allo stesso tempo molti giovani hanno giù una notevole esperienza internazionale, come Mount, Sterling, Stones... inoltre, Southgate ci lascia anche una certa libertà di gioco, e questo aiuta tutti ad avere molta più fiducia in sé stessi. Per esempio, la prima volta che lui mi ha chiamato in nazionale, mi ha chiesto di "continuare a fare quello che già fai molto bene all'Everton". Insomma, non ci snatura e tira il meglio fuori da noi stessi. Se vuoi avere successo nella vita, devi soprattutto credere in te stesso".
E poi c'è l'altro maestro per lei, Carlo Ancelotti. È rimasto sorpreso del suo addio all'Everton? Benitez sarà un buon sostituto?
"Sì, siamo rimasti tutti un po' sorpresi dalla sua partenza. Su Benitez non so, non lo conosco, ma saremo come sempre concentrati a fare del nostro meglio".
Ha parlato con Ancelotti dopo il suo passaggio al Real Madrid?
"Ci siamo messaggiati, io gli augurato buona fortuna in Spagna, lui mi ha risposto, mi ha detto in bocca al lupo per l'Europeo e altre cose gentili. Ma sono conversazioni private".
Quanto è stato importante Ancelotti per lei? Con lui, lei ha iniziato a segnare moltissimo, a differenza degli anni passati.
"La cosa più importante che mi ha insegnato Carlo è essere più concentrato a fare il centravanti. Prima di essere allenato da lui, tendevo di girare più al largo dall'area. Carlo invece mi ha fatto capire i movimenti che dovevo fare per rendere al meglio sotto porta e segnare sempre di più. In più, personalmente sono anche maturato negli ultimi due anni e tutto questo ha contribuito all'attaccante che sono diventato".