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Belgio-Italia, il dottor Chiellini e la cura per Lukaku: “Dormiremo sereni”

Giorgio Chiellini nell'allenamento all'Allianz Arena (afp)
Le grandi imprese della nazionale azzurra sono sempre nate da grandi marcature sul giocatore più pericoloso degli avversari. Per questo la sfida tra il difensore della Juve e l'attaccante dell'Inter sembra il punto cruciale del quarto di Monaco
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MONACO - Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Tutti guardano il viso angoluto di Giorgio Chiellini, capitano anziano e anche dolorante che conta ferite e strappi sui muscoli come medaglie di un generale russo pluridecorato, e lui sentendosi osservato se ne viene fuori con un "tutti saranno pronti per fermare Lukaku". Che sa appunto di un beh, non guardate solo me. Come se Belgio-Italia passasse solo tra questi due monumentali giocatori: il travolgente centravanti, 93 chili di carne e ossa, muscoli esplosivi, allunghi, accelerazioni, frenate, dribbling e botte a rete (oltre 310 gol tra club e nazionale). E il suo opposto, l'anti-Lukaku, il livornese ossuto, alto e cattivo come deve essere uno stopper di quelli che vengono dalla grande tradizione dei marcatori italiani: dentro Giorgione c'è un po' di Burgnich, Vierchowod, Bergomi, Nesta, Maldini. Si potrebbe pensare che porti una fascia al polpaccio, un'altra alla schiena, un'altra…

MONACO - Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Tutti guardano il viso angoluto di Giorgio Chiellini, capitano anziano e anche dolorante che conta ferite e strappi sui muscoli come medaglie di un generale russo pluridecorato, e lui sentendosi osservato se ne viene fuori con un "tutti saranno pronti per fermare Lukaku". Che sa appunto di un beh, non guardate solo me. Come se Belgio-Italia passasse solo tra questi due monumentali giocatori: il travolgente centravanti, 93 chili di carne e ossa, muscoli esplosivi, allunghi, accelerazioni, frenate, dribbling e botte a rete (oltre 310 gol tra club e nazionale). E il suo opposto, l'anti-Lukaku, il livornese ossuto, alto e cattivo come deve essere uno stopper di quelli che vengono dalla grande tradizione dei marcatori italiani: dentro Giorgione c'è un po' di Burgnich, Vierchowod, Bergomi, Nesta, Maldini. Si potrebbe pensare che porti una fascia al polpaccio, un'altra alla schiena, un'altra ancora alla spalla, Chiellini pubblicizza sottilette e compagnie telefoniche ma non ancora la Gibaud. La sofferenza per un marcatore come lui è quasi una condizione dello spirito, necessaria, indispensabile, espiatrice.

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Le grandi imprese nascono sempre da una marcatura

Le grandi partite del calcio italiano partono sempre da una marcatura, da qualcuno che si francobolla all'attaccante o al rivale più forte. Prima di un Olanda-Italia a Rotterdam, qualificazione europea, del novembre 1974 si parlò per una settimana della folle idea di Bernardini di affidare la marcatura di Cruyff all'esordiente azzurro, il fiorentino Andrea Orlandini. Cruyff ne fece due e finì 3-1 per l'Olanda. Al Mundial 1982 Bearzot affidò Maradona a Claudio Gentile, parlandogliene in camera d'albergo chiedendogli se se la sentisse e lui sbruffone rispose "e che problema c'è?". Facendosi però prendere dall'ansia e mettendosi a studiare nella notte videocassette. La volta dopo Bearzot affidò a Gentile Eder, poi nel tunnel mentre le squadre stavano per entrare annusò l'aria e disse a Gentile: "Zico, prendi Zico". Gentile che non aveva capito bene: "Ok, Eder e Zico, tutti e due". "Macché tutti e due, Zico e basta!".

 Al primo tackle saranno scintille

Siccome il calcio è anche un gioco sadico, ha messo la sorte di questo quarto di finale nelle mani e nei piedi di uno juventino e di un interista. Quest’anno in campionato a Milano ha vinto l’Inter (2-0) e a Torino la Juve (3-2), qui Lukaku segnò e Chiellini fece autogol, anche se il bilancio, nazionali e Manchester United compresi, è di 3 vittorie a 2 per l’azzurro. Lukaku è un trascinatore, in questo Europeo ha fatto due gol alla Russia e uno alla Finlandia, mentre contro il Portogallo ha fatto vedere che a volte si intestardisce troppo con l’azione personale e nonostante la potenza sia comunque arginabile per un difensore che ha 754 partite sulle spalle e mille astuzie nei sensori. Al primo tackle saranno scintille.

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