La scalata al ranking Fifa, è un'Italia stile Bolt
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròLONDRA - La grigliata a Coverciano era già organizzata, mentre gli azzurri stavano salendo sul charter che li avrebbe riportati a Firenze: ci sono riti da celebrare, perché le vittorie li consolidano e perché diventano anche scaramanzia, quando il cammino in un torneo si trasforma in cavalcata. Ma questa è una Nazionale che sta travolgendo anche la superstizione. C'era ad esempio, in Inghilterra, un po' di storia da cancellare: Middlesbrough 1966, la prima delle due Coree al Mondiali, e Manchester 1996, dove sullo 0-0 con la Germania all'Europeo nella terza partita della fase a gironi s'infranse il sogno di coronare con un titolo l'utopia di Sacchi. Ora la storia scritta a Londra è nuova e decisamente più bella: l'eventualità del lieto fine non è un'ossessione, ma è appunto una possibilità. E si fonda anche sul raziocinio.
LONDRA - La grigliata a Coverciano era già organizzata, mentre gli azzurri stavano salendo sul charter che li avrebbe riportati a Firenze: ci sono riti da celebrare, perché le vittorie li consolidano e perché diventano anche scaramanzia, quando il cammino in un torneo si trasforma in cavalcata. Ma questa è una Nazionale che sta travolgendo anche la superstizione. C'era ad esempio, in Inghilterra, un po' di storia da cancellare: Middlesbrough 1966, la prima delle due Coree al Mondiali, e Manchester 1996, dove sullo 0-0 con la Germania all'Europeo nella terza partita della fase a gironi s'infranse il sogno di coronare con un titolo l'utopia di Sacchi. Ora la storia scritta a Londra è nuova e decisamente più bella: l'eventualità del lieto fine non è un'ossessione, ma è appunto una possibilità. E si fonda anche sul raziocinio.
Fine del complesso d'inferiorità
Per una buona metà del gruppo, i più anziani della Nazionale, l'emozione è il sentimento che prevale dopo una vittoria del genere. Ma dopo avere attraversato un lungo periodo contrassegnato da uno strisciante e pericoloso complesso d'inferiorità, il senso di liberazione è ancora più grande. Il parametro più oggettivo, per valutare lo straordinario cammino della squadra nei tre anni dell'era Mancini, è il anche più freddo e per questo a suo modo il più incontestabile, perché misura durata e stabilità dei progressi: il ranking Fifa. L'Italia può salire di nuovo sul podio di questa classifica controversa e spesso indigesta, soprattutto quando, come nel sorteggio per le qualificazioni a un Mondiale, non essere in prima fascia può diventare la causa di molti mali. Alla Nazionale accadde, come è tristemente noto, quando finì nel girone della Spagna: la disfatta del Bernabeu e quel secondo posto nel girone le costarono il fatale spareggio con la Svezia e il mancato viaggio in Russia. Ma anche al Mondiale 2014, in Brasile, gli azzurri erano finiti per colpa del ranking Fifa e dell'annesso sorteggio nel girone con l'Inghilterra (battuta all'esordio) e con l'Uruguay, anche se poi era stata la sconfitta con la pericolosa Costarica a rivelarsi a conti fatti il pasticcio determinante.
Nations e qualificazioni mondiali per attaccare la vetta
Malgrado in questo momento i pensieri siano legittimamente altri, è dunque evidente l'importanza della rapida scalata della Nazionale alle gerarchie: per un ct ambizioso come Mancini, che ragiona sempre in prospettiva e fissa sempre nuovi traguardi, significa appianare alcuni problemi in vista del Mondiale invernale in Qatar, per il quale gli azzurri devono ancora qualificarsi (tra fine estate e autunno le due sfide decisive con la Svizzera), ma al quale sanno di potere arrivare tra i favoriti, senza più potersi nascondere. Dipenderà anche dai risultati nelle qualificazioni e dalla Final Four della Nations League: dopo l'Europeo il 2021 offre altre occasioni per proseguire la scalata. I gironi della fase finale di Qatar 2022 verranno sorteggiati secondo ranking e non è certo impossibile che l'Italia si presenti all'appuntamento tra le prime cinque della classifica, cioè con lo status di testa di serie. Intanto può prendere atto del primo effetto di questo eccellente Europeo e dei 33 risultati utili consecutivi: oggi è ai piedi del podio, dove potrebbe salire davvero, se domenica vincesse il titolo. In teoria possono rimanerle davanti il Belgio, eliminato dagli azzurri ma approdato all'Europeo col primo posto Fifa e con un vantaggio incolmabile, e il Brasile, che sempre domenica affronterà l'Argentina nella finale di Coppa America. Vale la pena di voltarsi indietro e di ricordarsi da dove era partito Mancini. Nell'agosto 2018, quando lui era ct da tre mesi, la Nazionale era ventunesima. Ora potrebbe addirittura sorpassare la Francia campione del mondo, virtualmente terza. Tutto in soli tre anni, anzi meno, perché nel 2020 il calendario delle Nazionali è stato più che dimezzato dalla pandemia. I record sono fatti per essere battuti, recita il luogo comune. Ma quest'Italia sembra proprio Bolt.
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