Alta tensione sul caso Sterling, l'Uefa respinge i sospetti

Sterling cade in area danese durante la semifinale di mercoledì (ansa)


Dopo l'Europeo una riunione operativa per migliorare il protocollo del Var

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LONDRA. Gli arbitraggi di questo Europeo sono "al di sopra di qualsiasi sospetto", è "deludente e scioccante" pensare il contrario. La linea dell'Uefa filtra informalmente dal quartiere generale londinese, l'hotel Royal Lancaster di Hyde Park. Attenua solo in parte il caso Sterling: il rigore assai dubbio concesso all'Inghilterra e decisivo per la vittoria sulla Danimarca. La replica forte dell'Uefa alle allusioni sul legame stretto tra il governo del calcio europeo e quello britannico di Johnson conferma come la questione sia innanzitutto politica: si respinge ogni insinuazione su presunte cospirazioni per un Europeo indirizzato verso la squadra del Paese che, col premier in prima fila, ha fatto saltare lo scorso aprile il progetto scissionista della Superlega.

L'indignazione di Nyon mira ad arginare le dietrologie sul rischio di un arbitraggio a favore degli inglesi nella finale con l'Italia, anche se in verità Figc e Nazionale non hanno cavalcato la campagna contro Kuipers - l'arbitro della partita di domani, olandese come Makkelie, il reprobo della semifinale - senza alimentare un episodio recente: le dichiarazioni dell'azzurro Verratti contro lo stesso Kuipers, dopo la semifinale di Champions Psg-City del 4 maggio: "Ci ha mandato a quel paese più volte, noi ci siamo sempre rivolti a lui con rispetto".

Sul caso Sterling la valutazione tecnica della commissione arbitrale è in parte critica: il rigore può essere giudicato dubbio, anche se non esiste una chiara simulazione e Makkelie può avere interpretato il doppio, leggerissimo contatto con Maehle e Jensen come causa della caduta dell'attaccante. La vicenda, però, va ben oltre il campo. L'Uefa, difendendo Makkelie (e preventivamente Kuipers) dall'accusa di essersi lasciato condizionare dal pubblico, difende l'intero Europeo, allontanando i dubbi su un torneo cucito su misura per l'Inghilterra, con 6 partite su 7 a Wembley e un trattamento arbitrale di favore: il modello Var - innovazione introdotta alla Fifa da Boban, oggi braccio destro di Ceferin all'Uefa - fa ormai parte della cultura calcistica mondiale e potrà essere al limite perfezionato con qualche correzione del protocollo, quando tra breve si tireranno le somme in un'apposita riunione operativa. Lo farà anche il designatore Rosetti: un italiano - è l'argomentazione Uefa - che nel gioco delle dietrologie sarebbe stato probabilmente accusato dagli inglesi di avere favorito l'Italia, se Makkelie non avesse concesso il rigore all'Inghilterra. Tutto è migliorabile per Nyon, che promuove con voti alti l'equilibrio e l'imprevedibilità del torneo, simboleggiati da Croazia-Spagna e Svizzera-Francia. Promossi anche le 5 sostituzioni e i 26 giocatori in rosa: difficile tornare indietro, la misura attenua gli effetti, nefasti per i calciatori, del calendario ipertrofico. Ora manca l'ultimo atto: la vera pagella dipenderà dalla finale di Wembley.