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Riscatto all’italiana, gli azzurri dalle porte in faccia a una notte da grandi

Federico Chiesa (ansa)
Molti dei giocatori che saranno in campo a Wembley hanno stentato a decollare. Chiesa retrocesso tra i più 'piccoli', Immobile bocciato dall'Inter, Bonucci in panchina a Treviso. E Verratti non ha ancora giocato un minuto in serie A
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Il capitano della Nazionale Giorgio Chiellini è senza contratto, firmerà con la Juve al ritorno, perché Allegri ha bloccato il suo volo per l'America. C'è una storia di porte in faccia, rifiuti, sponde prima di finire in buca, ad accomunare gli azzurri che stasera a Wembley cercano dentro la coppa i riflessi di mille rivincite. L'altro giorno Juric, dal Toro, ha licenziato Sirigu e messo in discussione Belotti, ma sono solo gli ultimi episodi. Prendete Jorginho, in odore di santità e di Pallone d'oro: Ventura, ostinato come il capitano del Titanic, riteneva non ci fosse posto per lui. Le esclusioni passate sono state - per lui come per altri - il motore della smania di arrivare in fondo.

Chiesa retrocesso tra i più 'piccoli', Immobile bocciato dall'Inter

Non tutti sanno che Chiesa, due gol in due partite a Londra, ha rischiato di perdersi a neanche 16 anni: nei Giovanissimi della Fiorentina giocò una partit…

Il capitano della Nazionale Giorgio Chiellini è senza contratto, firmerà con la Juve al ritorno, perché Allegri ha bloccato il suo volo per l'America. C'è una storia di porte in faccia, rifiuti, sponde prima di finire in buca, ad accomunare gli azzurri che stasera a Wembley cercano dentro la coppa i riflessi di mille rivincite. L'altro giorno Juric, dal Toro, ha licenziato Sirigu e messo in discussione Belotti, ma sono solo gli ultimi episodi. Prendete Jorginho, in odore di santità e di Pallone d'oro: Ventura, ostinato come il capitano del Titanic, riteneva non ci fosse posto per lui. Le esclusioni passate sono state - per lui come per altri - il motore della smania di arrivare in fondo.

Chiesa retrocesso tra i più 'piccoli', Immobile bocciato dall'Inter

Non tutti sanno che Chiesa, due gol in due partite a Londra, ha rischiato di perdersi a neanche 16 anni: nei Giovanissimi della Fiorentina giocò una partita in un anno, fu retrocesso fra i più piccoli, per lasciar posto a Colato e Betti, oggi persi nell'universo dei dilettanti. La colpa? Era troppo piccolo di statura. Insigne se l'è sentito dire a vari provini, da bambino: anche dall'Inter, dove lo voleva Beppe Baresi. Ciro Immobile dopo un torneo in Umbria in cui giocava anche Okaka poteva andare al Parma. Giocò una stagione in una formazione giovanile controllata dalla Salernitana, poi gli preferirono un certo Camelia, oggi in Promozione. Quando iniziò a brillare nel Sorrento lo bocciò l'Inter dopo un provino così così. E anche dopo il Mondiale in Brasile, Juve e Torino si accordarono per vendere insieme il neo capocannoniere della Serie A: temevano che non avrebbe mai ripetuto l'exploit di una sola stagione. Come loro, Dortmund e Siviglia si saranno mangiati le mani a vedergli conquistare la Scarpa d'oro con la Lazio.

Bonucci e la panchina a Treviso

Bonucci fu regalato dall'Inter al Genoa nella doppia operazione che portò a Milano Thiago Motta e Milito, poi si ritrovò a fare panchina a Treviso. Il Milan diede Pessina all'Atalanta come acconto per Andrea Conti, e Locatelli al Sassuolo perché convinti che ormai si fosse smarrito. Spinazzola è arrivato alla Roma dalla Juve in uno scambio di plusvalenze con il giovane Luca Pellegrini anche per impedire che i giallorossi fossero costretti a cedere Dzeko all'Inter per sistemare il bilancio. Poi lui stesso ha digerito a fatica il trasferimento mancato all'Inter sei mesi dopo, quando Fonseca gli diceva che non era da Serie A e Conte finì per preferirgli Ashley Young adducendo motivazioni che offesero molto il terzino romanista. Giurò riscatto, se lo stava prendendo, prima che la sorte si mettesse di mezzo. Ma ha volato con la squadra, che oggi giocherà per lui: tutti per Spina.


Marco Verratti ha giocato una finale di Champions ma mai un minuto in Serie A: la Juve non rilanciò oltre i 12 milioni che pagò il Psg al Pescara, nonostante avesse un accordo con lui e lui non volesse altro che quelle strisce del cuore. Prima era stato Luis Enrique a non ritenerlo all'altezza della Roma: gli preferì Gago. E magari martedì ci avrà ripensato, mentre la sua Spagna salutava l'Europeo, aprendo la strada della finale a questa Italia in cerca di riscatto.