Congratulazioni, Azzurri!
di Matt Browne , di Matt BrowneCongratulazioni agli Azzurri per un magnifico Europeo e per la loro vittoria nella finale. Il fatto che Football's Coming Rome non è solo la prova che questa volta siete riusciti a sconfiggere la nazionale inglese, ma anche che gli italiani sanno uguagliare il nostro rinomato senso dell'umorismo e sono in grado di giocare con la nostra lingua.
Spero che questa vittoria sia condivisa da tutta l'Italia. Inoltre, mi scuso a nome di tutti i veri tifosi di calcio inglesi per il modo in cui il vostro inno nazionale è stato fischiato, e per gli abusi e le violenze che alcuni dei vostri sostenitori hanno subito prima e dopo la partita. Troppo spesso accade che una piccola, violenta minoranza di sedicenti tifosi leda l'immagine del calcio inglese dell'Inghilterra. Domenica a Wembley ho assistito a grandi dimostrazioni di amicizia tra tifosi italiani e inglesi: momenti che non finiscono sui giornali e che pure rappresentano la vera natura del patriottismo e de…
Congratulazioni agli Azzurri per un magnifico Europeo e per la loro vittoria nella finale. Il fatto che Football's Coming Rome non è solo la prova che questa volta siete riusciti a sconfiggere la nazionale inglese, ma anche che gli italiani sanno uguagliare il nostro rinomato senso dell'umorismo e sono in grado di giocare con la nostra lingua.
Spero che questa vittoria sia condivisa da tutta l'Italia. Inoltre, mi scuso a nome di tutti i veri tifosi di calcio inglesi per il modo in cui il vostro inno nazionale è stato fischiato, e per gli abusi e le violenze che alcuni dei vostri sostenitori hanno subito prima e dopo la partita. Troppo spesso accade che una piccola, violenta minoranza di sedicenti tifosi leda l'immagine del calcio inglese dell'Inghilterra. Domenica a Wembley ho assistito a grandi dimostrazioni di amicizia tra tifosi italiani e inglesi: momenti che non finiscono sui giornali e che pure rappresentano la vera natura del patriottismo e della sportività degli inglesi e testimoniano la nostra vicinanza agli italiani e alle altre nazioni europee.
Non intendo giustificarmi. La fama da hooligan dei nostri "tifosi" li precede, e non solo in Italia ma più in generale in tutta Europa. Così come la Brexit del primo ministro Boris Johnson, e il vacuo nazionalismo che ha generato. Indubbiamente è questo il motivo per cui la vostra squadra era, a ragione, la preferita del continente, e ha vinto. Essendo cresciuto in Gran Bretagna negli anni 80, quando i politici criticavano i calciatori perché non riuscivano ad essere un modello per i più giovani, l'ironia dell'attuale inversione di rotta della politica del calcio non mi sfugge. Ed è per questo che non sono d'accordo con un amico, politico italiano, che ha affermato che per i progressisti non esiste altra scelta che quella tra "gli Azzurri di Draghi" e i "Tre Leoni di Johnson". I Tre leoni non appartengono a Johnson, né rappresentano la sua idea di inglesità: sono una cosa molto speciale.
Malgrado la sconfitta, e una volta superata la tristezza di lunedì mattina, posso dire oggi di guardare al futuro del mio Paese con più ottimismo rispetto a prima che il torneo iniziasse. Questa squadra inglese è un lavoro in corso d'opera, come lo è l'idea di Inghilterra a cui essa sta dando corpo. Ma è guidata da un autentico gentiluomo, non da un opportunista che deve il proprio incarico a privilegi acquisiti per nascita o per appartenenza sociale. Ed è formata da giocatori determinati a combattere le ingiustizie sociali (è per questo che si inginocchiano) e a opporsi all'omofobia. Motivo per cui il capitano indossa una fascia arcobaleno, come i lacci delle scarpe dei giocatori. Inoltre, nel caso di Marcus Rashford, hanno sfamato ragazzi denutriti che senza il loro aiuto, durante il lockdown, sarebbero rimasti senza cibo. Grazie a loro, chi prima temeva la bandiera di San Giorgio, un tempo emblema del Partito nazionale britannico, oggi è orgoglioso di essere inglese. E per questo la nazione ha nei loro confronti un debito di gratitudine che forse non riusciremo mai a ripagare. Tutto questo ha un valore inestimabile, paragonabile a quello di un trofeo.
In Inghilterra, alcuni critici hanno affermato che i nostri giocatori sono troppo garbati per vincere, e che gli manca il cinismo professionistico della nazionale italiana. Non sono d'accordo. Ritengo che i loro giorni migliori siano ancora da venire. E spero che altrettanto sia vero per noi, in quanto nazione. Pur avendo contribuito ai successi dell'Inghilterra nelle ultime sei settimane, dopo aver mancato i rigori Saka, Sancho e Rashford sono stati fatti oggetto di abusi razziali che dimostrano come l'Inghilterra come Paese abbia ancora moltissima strada da fare per essere all'altezza dell'esempio che intende dare.
Il premier britannico e la ministra dell'Interno, che ora condannano quegli attacchi razzisti, prima del torneo si erano rifiutati di criticare i tifosi inglesi che avevano fischiato la squadra per essersi inginocchiata. I due hanno preferito piuttosto aprire un nuovo fronte nella loro guerra culturale, affermando che quello di inginocchiarsi è un gesto politico presumibilmente "marxista". Le parole di condanna del premier e della ministra adesso appaiono fasulle - così come il loro improvviso amore per il calcio, emerso mano a mano che la nazionale inglese si andava affermando nel torneo.
I progressisti italiani dovrebbero fare attenzione a non cadere nella trappola del credere che questa vittoria appartenga a loro, o che rafforzi la loro idea di Italia. In Gran Bretagna alcuni commentatori ritengono che l'impennata di neo-nazionalismo britannico che ha portato alla Brexit sia riconducibile all'orgoglio che alcuni in Inghilterra provarono in seguito all'inaspettato successo delle Olimpiadi del 2012, organizzate nel Regno Unito. Che sia vero o no, molti di noi in Inghilterra, e più generale in Gran Bretagna, non sono riusciti a respingere quella crescente ondata di nazionalismo e divisività. Abbiamo lasciato che chi voleva dividerci e denigrare gli altri (che si trovassero in patria o all'estero) la spuntasse. Nei fatti, se non a parole.
La nuova nazionale inglese ci ha dato la possibilità di rettificare tutto questo. La stessa politica di odio, divisione e pregiudizi che ha alimentato la Brexit purtroppo prospera anche in Italia. State pur certi che chi guida questi movimenti nazionalistici farà tutto il possibile per trasformare l'orgoglio nazionale in una vittoria per sé e per la propria idea nazionalistica dell'Italia.
Nel congratularmi con gli amici progressisti italiani, vi chiedo di trarre dalla giovane nazionale inglese una lezione importante, per non dire cruciale: siate d'esempio. E una volta finiti i festeggiamenti siate ancora più determinati nel voler impersonare un'Italia più equa, più inclusiva e più tollerante. Se lo farete, sono certo che i nostri Tre leoni faranno il tifo per voi. Io certamente lo farò. Congratulazioni, avanti, e buona fortuna. Ci rivedremo nel 2022 per la Coppa del mondo!
L'autore è Senior Fellow presso il Center for American Progress e fondatore di Global Progress (Traduzione di Marzia Porta)