Habakkuk Baldonado: "Il mio football in Canada, voglio il titolo Cfl e da qui l'obiettivo non cambia: la Nfl, vi racconto il mio percorso"

Habakkuk Baldonado: "Il mio football in Canada, voglio il titolo Cfl e da qui l'obiettivo non cambia: la Nfl, vi racconto il mio percorso"

Il giocatore romano protagonista nella Canadian football league a Repubblica: "Ho compagni fantastici, gioco per fare del mio meglio, ecco come abbiamo cambiato marcia"

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Haba, stai giocando da protagonista nel football canadese ma riavvolgiamo il nastro: dove eravamo rimasti?

"Allora, un anno fa ho giocato da undrafted free agent tutto il precampionato coi New York Giants, comprese tre partite dove ho messo a segno due sack, diversi quarterback hit e vari placcaggi. Tre gare di cui vado fiero. Onestamente ho giocato decisamente bene ma sfortunatamente per varie ragioni sono stato tagliato. La settimana dopo sono andato ai Cincinnati Bengals e dopo, su consiglio del mio agente, sono venuto qui in Canada perché i Roughriders mi avevano draftato a inizio anno, così ho finito la stagione in Cfl disputando quattro matches".

E ora sei al tuo secondo campionato canadese.

"Certo perché essendo stato draftato come giocatore internazionale sono vincolato da due anni di contratto ".

Come sta andando?

"Bene, la stagione è iniziata fortissimo per noi con 7 vittorie su 7, ma di recente abbiamo avuto un rallentamento con due sconfitte a metà stagione ma il cammino è quello giusto ".

Dalla practice squad a titolare fisso, il coaching staff crede nel giovane romano di Torrevecchia...

"Sto continuando a giocare da titolare e ne sono felice anche perché le mie prestazioni sono piuttosto buone".

Che livello c'è in Cfl?

"Alto, decisamente, stiamo parlando della seconda lega più grande al mondo dopo la Nfl. Ci sono molti giocatori ex Nfl oltre agli atleti canadesi perché qui esiste la regola per cui metà team deve essere composto da atleti locali. Quindi livello alto, grandi stadi, grandi coach, un po' come la Nfl e i college Usa".

Ma l'obiettivo resta...

"Quello di tornare negli Usa per giocare nella Nfl, nessun dubbio".

Parlaci del team, della città, dei compagni.

" Beh...la città è un po' nel mezzo del nulla. Si chiama Regina. Terra di agricoltori, qui piantano canola con cui si fa l'olio. Terra molto polverosa, solo campi agricoli, città piccola di 200mila abitanti. Non ci sono città grandi vicino, per esempio Toronto è a 26 ore di auto, Vancouver a 17, dall'altra parte. Si vive tranquilli, tutto quello che faccio qui è football, dalla mattina alla sera e null'altro praticamente ".

Il team che storia ha?

"Pur avendo sede in una città super tranquilla dove non c'è molto da fare in termine di svaghi, la squadra è una delle più antiche della Cfl e anche della Nfl. Gran club, nel giro da tantissimi anni. I miei compagni sono magnifiche persone e siamo molto legati, soprattutto coi ragazzi della linea di difesa con i quali sono molto connesso".

La Cfl trampolino per il grande salto?

"In teoria i Roughriders dopo questa stagione hanno diritto anche a una terza con me. Vedremo se eserciteranno questo diritto. E se non lo faranno vedremo cosa succederà. Io devo continuare ad allenarmi e a giocare bene".

Intanto coi Roughriders punti al bottino pieno...

"Il mio team è primo in classifica nel girone ovest, possiamo fare grandi cose e siamo tutti concentrati sulla possibilità di arrivare alla fine e vincere tutto".

A chi si deve questa crescita prepotente del team, al rinnovato coaching staff?

"Senza dubbio i nuovi coach hanno evidenti meriti. Chi li ha preceduti lo scorso anno aveva fatto molto male. E sono stati mandati via. Ora in sideline sono tutti ex giocatori ex Nfl ed ex Cfl e si vede e si sente...grande approccio, grande tecnica, grande cultura del nostro sport. Voglio citare il nostro coach della linea difensiva, Phillip Daniel, che ha giocato svariate e ottime stagioni nella Nfl, preparatissimo. Ma, dai, un po' di merito va anche a noi perché il team, pur avendo subito molti infortuni e tra questi alcuni che hanno chiuso la stagione di chi li ha subiti, ha saputo far fronte a ogni situazione e adesso proviamo a raggiungere il massimo traguardo. Uniti e coesi, ce la possiamo fare".

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