Andreea Mogos e la forza dell'amicizia: "Con Bebe e Loredana team anche al di fuori della scherma"
di Sara Ficocelli , di Sara FicocelliIL PALMARES di Andreea Mogos è splendido come il suo sorriso: un titolo nel fioretto a squadre nel 2017, un argento nella sciabola a squadre ancora nel 2017 e due bronzi nel fioretto a squadre nel 2015 e nel 2019; un bronzo paralimpico nel 2016 nel fioretto a squadre a Rio de Janeiro; due vittorie nel campionato d'Europa nel 2014 nel fioretto a squadre, due argenti continentali nel 2018, nel fioretto individuale e nella sciabola a squadre; bronzo nel 2016 nella sciabola individuale.
La sua storia la conoscono tutti: fiorettista e sciabolatrice, oggi affiliata alla società torinese Lamerotanti e, dal 2017, anche al Gruppo Sportivo Fiamme Oro, Mogos è rimasta paraplegica a diciotto anni dopo un terribile incidente automobilistico in Austria. In macchina con zii e cugini, stava tornando da una visita ai parenti in Romania. Un periodo nero, durissimo, da…
IL PALMARES di Andreea Mogos è splendido come il suo sorriso: un titolo nel fioretto a squadre nel 2017, un argento nella sciabola a squadre ancora nel 2017 e due bronzi nel fioretto a squadre nel 2015 e nel 2019; un bronzo paralimpico nel 2016 nel fioretto a squadre a Rio de Janeiro; due vittorie nel campionato d'Europa nel 2014 nel fioretto a squadre, due argenti continentali nel 2018, nel fioretto individuale e nella sciabola a squadre; bronzo nel 2016 nella sciabola individuale.
La sua storia la conoscono tutti: fiorettista e sciabolatrice, oggi affiliata alla società torinese Lamerotanti e, dal 2017, anche al Gruppo Sportivo Fiamme Oro, Mogos è rimasta paraplegica a diciotto anni dopo un terribile incidente automobilistico in Austria. In macchina con zii e cugini, stava tornando da una visita ai parenti in Romania. Un periodo nero, durissimo, dal quale però si è risollevata con la grinta che la contraddistingue, cominciando subito a dedicarsi allo sport e alla scherma.
Insieme ad altri undici atleti paralimpici, Mogos ha prestato il proprio corpo nudo alla campagna fotografica di Oliviero Toscani "Naked. La disabilità senza aggettivi", pensata per richiamare l'attenzione sui pregiudizi ancora esistenti sulle disabilità. Ed è questo oggi uno dei suoi obiettivi extrasportivi, che condivide con le compagne di squadra e amiche Bebe Vio e Loredana Trigilia.
"Molto difficile, perché c'è bisogno del confronto con l'avversario, di mettere in pratica quello che si fa durante gli allenamenti, e soprattutto di scaricare l'adrenalina. Che infatti adesso è a più di 1000...".
"Sì, ho avuto un incidente auto nel 2006 che mi ha causato una paraplegia completa. Da allora la mia vita ha preso completamente tutta un'altra strada. Se prima non praticavo nessuno sport, dopo, ricoverata nel centro di recupero, ho provato a farne un paio. Finché non ho scelto la scherma".
"Pensando a breve termine... le Paralimpiadi di Tokyo!"