Bepi Ros, quel podio insieme a Frazier e la rivalità con Canè
di Luigi Panella , di Luigi PanellaC’erano una volta anni in cui diventare campione d’Italia dei pesi massimi valeva forse quanto oggi essere campione d’Europa. Succedeva nel periodo in cui combatteva Giuseppe ‘Bepi’ Ros, la Roccia del Piave, alias che sa di antico. La foto più importante della carriera di Ros, scomparso all’età di 79 anni (sei giorni dopo il fratello Ernesto, anche lui pugile di buon livello), è probabilmente quella in cui è vicino a Joe Frazier. E' il podio olimpico di Tokyo nel 1964, il fuoriclasse americano celebrava la medaglia d’oro, Ros quella di bronzo, non arrivato per un soffio alla grande sfida, sconfitto in semifinale dal tedesco Huber. E fu proprio durante la selezione per quei Giochi che iniziò un dualismo che fece epoca, quello con il gigante bolognese Dante Canè. Si incontrarono 5 volte: due vittorie per parte e un pareggio.
Ros non era un tecnico, ma uno caparbio, avanzava sempre, lavorava l’avversario fino allo sfinimento. Personaggio popolare, per la sua boxe, ma anche per il fisico tutto sommato poco ‘pugilistico’ per un massimo: non arrivava al metro e ottanta ed era piuttosto largo di fianchi. Da professionista il suo apice lo ottenne guadagnandosi la sfida al campione d’Europa dei pesi massimi Joe Bugner, un uomo dalle mille nazionalità (ungherese naturalizzato britannico, attualmente ha passaporto australiano), dalla personalità interessante e, già che si trovava, piuttosto bello tanto da guadagnare più di una parte nel cinema (lo troveremo nel film di Bud Spencer e Terence Hill).
Ros, dato per spacciato, sfoderò invece una grande prestazione arrendendosi solo ai punti e dopo aver messo in difficoltà l’avversario. Per il veneto una soddisfazione trasversale, visto che il grande nemico Canè con Bugner ci aveva perso – e due volte – prima del limite, così come non era riuscito a sentire l’ultima campanella Mario Baruzzi (protagonista con Ros di una trilogia di incontri molto accesa).
Del resto, per rendere il giusto omaggio a Ros e a tutta la sua epoca, basta vedere le carriere di molti degli avversari incontrati. Bugner si è battuto due volte per il titolo mondiale con Muhammad Ali, perdendo ma resistendo in entrambe le circostanze quindici riprese. E ancora, Lorenzo Zanon e Alfio Righetti, che hanno avuto la meglio su Ros quando ormai la sua carriera tramontava: il primo andò negli Usa per la sfida impossibile (che infatti si risolse prima del limite) contro Larry Holmes, il secondo perse di strettissima misura contro Leon Spinks. Se avesse vinto, si sarebbe guadagnato niente meno che Muhammad Ali…
Una sfida che, nel periodo in cui The Greatest si stava rialzando dalla sconfitta con Frazier nel primo match della trilogia, quello del Madison Square Garden del 1971, stava per accarezzare anche Ros. Era quasi fatta per un incontro in Svizzera, ma la Roccia del Piave non fu convinto del contratto e Ali andò a sfidare – e battere nettamente – il tedesco Jurgen Blin.